La Casa di Cerere, situata nella Regio I, Insula 9, con ingresso principale al civico I-9, 13 lungo la Via di Castricio, è uno degli edifici residenziali più interessanti del settore meridionale di Pompei. Scavata tra il 1951 e il 1953, conserva un impianto originario databile tra il III e il II secolo a.C., successivamente modificato da numerosi interventi che ne trasformarono gli ambienti e gli apparati decorativi. Il nome deriva dal ritrovamento, in uno dei cubicoli affacciati sull’atrio, di un busto in terracotta della dea Cerere, divinità legata alla fertilità della terra e ai raccolti. Il reperto riproduce un tipo statuario databile alla fine del IV secolo a.C. e doveva probabilmente appartenere a un contesto di culto domestico.
Gli ambienti principali sono organizzati attorno all’atrio, mentre la parte più interna si apre verso il giardino. Le decorazioni testimoniano diverse fasi: alcuni vani conservano pitture di I stile, altri furono rinnovati in II stile e successivamente in III stile, lasciando leggibile una lunga continuità d’uso. Attorno all’atrio si aprono cubicoli, ambienti di soggiorno e sale di rappresentanza, caratterizzati da pavimenti in cementizio, tessellati monocromi e policromi, superfici decorate con scaglie di pietra e motivi geometrici. Le soglie e i passaggi erano spesso evidenziati da fasce ornamentali e composizioni musive.
Particolarmente interessante è il tablino, posto in asse con l’ingresso e successivamente trasformato in triclinio, dove sono documentate decorazioni di III stile associate a un pavimento in tessellato policromo. Procedendo verso la parte posteriore si raggiunge il viridario, sul quale si affacciavano ambienti destinati al soggiorno e ai banchetti. Il portico del giardino conserva decorazioni di III stile e uno zoccolo dipinto con vedute di giardino, concepite per creare continuità visiva tra la pittura e la vegetazione reale.
Gli studi e gli interventi condotti dal Parco Archeologico di Pompei hanno permesso di ricostruire alcuni aspetti dell’antica sistemazione dello spazio verde. Sulla base delle testimonianze conservate è stata riproposta la successione tra colonnato, incannucciata e piantumazione, restituendo il rapporto originario tra il portico e l’area coltivata. La presenza di farro e varietà antiche di grano richiama inoltre simbolicamente la figura di Cerere e il suo legame con i campi e le messi.
La Casa di Cerere conserva quindi, all’interno di un unico complesso, testimonianze appartenenti a epoche diverse. Le pitture di I, II e III stile, la varietà delle pavimentazioni, le trasformazioni degli ambienti e il rapporto tra spazi interni e giardino documentano l’evoluzione dell’edificio nel corso dei secoli. Gli interventi di conservazione hanno interessato pitture, mosaici, coperture e spazi verdi, migliorando la lettura dell’insieme e restituendo una visione più chiara delle trasformazioni avvenute fino all’eruzione del 79 d.C.