La Casa del Forno nacque come abitazione nel II secolo a.C., ma negli ultimi anni di vita di Pompei subì una profonda trasformazione.

Dopo il terremoto del 62 d.C., gran parte del piano terreno fu infatti adattata a panificio, mentre gli abitanti continuarono probabilmente a utilizzare gli ambienti del piano superiore.

Nel complesso fu installato un grande forno destinato alla cottura del pane. Il precedente peristilio venne pavimentato e trasformato in spazio produttivo, nel quale furono collocate quattro grandi macine in pietra lavica e vasche utilizzate nelle diverse fasi della lavorazione del grano.

Le macine potevano essere azionate da uomini o animali mediante travi inserite nella parte superiore. Nella stalla adiacente al peristilio fu rinvenuto lo scheletro completo di un mulo.

La Casa del Forno mostra in maniera particolarmente chiara come un'antica residenza pompeiana potesse essere trasformata in un'attività produttiva negli ultimi decenni precedenti l'eruzione.

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