La Porta Marina, situata sul versante occidentale di Pompei, costituisce uno degli accessi più monumentali dell’antica città. La struttura, simile a un poderoso bastione innalzato sul margine del pianoro, collegava il centro urbano con il territorio sottostante e con la zona rivolta verso il mare. Proprio da questa funzione deriva il nome moderno di Porta Marina, mentre la denominazione utilizzata nell’antichità non è conosciuta con certezza. Nella cartografia ufficiale del Parco Archeologico, accanto al complesso della porta, compare anche l’indicazione Torre XIII.

La posizione della porta era determinata dalla particolare conformazione naturale di Pompei. La città sorgeva infatti su un antico pianoro vulcanico sopraelevato rispetto alla pianura circostante e, sul lato occidentale, l’accesso richiedeva di superare una forte pendenza. La strada proveniente dall’esterno saliva quindi verso la città attraversando il complesso fortificato e proseguiva come Via Marina, raggiungendo in breve tempo il Santuario di Venere, il Santuario di Apollo e il Foro.

L’aspetto oggi visibile della Porta Marina risale principalmente all’epoca della colonia sillana, intorno all’80 a.C., quando l’accesso venne profondamente trasformato. La struttura è caratterizzata da una lunga galleria coperta da una volta a botte in opera cementizia, inserita all’interno di una costruzione massiccia che conferisce alla porta l’aspetto di un vero e proprio torrione.

Uno degli elementi più caratteristici è la presenza di due passaggi affiancati di dimensioni differenti. Il fornice principale, più alto e ampio, era destinato al transito degli animali da soma e dei mezzi che percorrevano la strada; il passaggio minore, più avanzato e dotato di un percorso separato, era invece riservato ai pedoni. Questa separazione permetteva di gestire in modo più sicuro il traffico lungo una strada particolarmente ripida.

La galleria principale attraversava l’intero spessore del sistema fortificato e conduceva direttamente alla Via Marina. La forte pendenza dell’accesso rende evidente quanto fosse impegnativo il collegamento tra la città, costruita sul pianoro, e il territorio posto a una quota inferiore. Nonostante questo, la porta costituiva un passaggio fondamentale verso il settore occidentale e verso le vie che conducevano in direzione della costa.

Durante gli scavi ottocenteschi presso la porta furono rinvenuti, in una nicchia esterna, frammenti di una statua in terracotta di Minerva. La presenza della divinità presso un accesso urbano trova confronti anche in altre porte pompeiane e testimonia il valore religioso e simbolico attribuito ai punti di passaggio tra la città e il territorio esterno. Le porte non erano quindi soltanto strutture funzionali o difensive, ma potevano assumere anche una funzione di protezione rituale dello spazio urbano.

Porta Marina era inserita nel grande sistema della cinta muraria di Pompei, sviluppato attraverso numerose fasi costruttive. Il circuito visibile raggiungeva una lunghezza superiore ai 3.200 metri e le sue origini risalgono almeno al VI secolo a.C. Nel corso dei secoli le fortificazioni furono progressivamente trasformate fino ad assumere la forma di una doppia cortina muraria, rafforzata internamente da un terrapieno e dotata di un cammino di ronda.

Durante le ultime fasi della città sannitica le difese furono ulteriormente potenziate con la costruzione di dodici torri quadrangolari, concentrate soprattutto nei settori settentrionale e orientale, dove il terreno offriva una minore protezione naturale. Queste strutture appartengono alla fase immediatamente precedente alla guerra sociale e all’assedio condotto dalle truppe di Lucio Cornelio Silla nell’89 a.C.

La denominazione Torre XIII, riportata sulla cartografia ufficiale presso Porta Marina, deve essere distinta da questo gruppo di dodici torri difensive. Il complesso occidentale della porta possiede infatti una configurazione particolare, simile a quella di un grande bastione, e la numerazione cartografica non implica necessariamente l’esistenza di una tredicesima torre appartenente alla stessa fase e allo stesso tipo architettonico delle Torri I-XII. Per questo è preferibile considerare Porta Marina e Torre XIII come parti dello stesso complesso monumentale.

L’importanza militare della cinta diminuì rapidamente dopo la conquista romana e la fondazione della colonia sillana nell’80 a.C.. Con Pompei ormai stabilmente inserita nel sistema politico romano, le fortificazioni persero gran parte della funzione per la quale erano state costruite. Alcuni settori vennero modificati, inglobati nelle abitazioni o addirittura demoliti per consentire l’espansione degli edifici urbani.

Porta Marina continuò invece a svolgere un’importante funzione di accesso alla città. Nelle sue immediate vicinanze si trovavano alcuni dei complessi più significativi del settore occidentale, tra cui il Santuario di Venere, costruito sul margine panoramico del pianoro, e, all’esterno delle mura, le Terme Suburbane. La porta costituiva quindi il punto di passaggio tra l’area monumentale della città e gli edifici sviluppatisi fuori dal circuito fortificato.

Gli scavi sistematici della Porta Marina furono condotti nella seconda metà dell’Ottocento. La guida ufficiale del Parco indica le campagne del 1862-1863, anche se le prime indagini nell’area erano iniziate già negli anni immediatamente precedenti. La messa in luce dell’accesso contribuì anche alla creazione di uno dei principali percorsi moderni per raggiungere gli scavi.

Ancora oggi Porta Marina Superiore costituisce uno dei principali ingressi al Parco Archeologico di Pompei. Il visitatore che attraversa la porta percorre quindi sostanzialmente lo stesso passaggio monumentale utilizzato nell’antichità per raggiungere la parte occidentale della città.

La Porta Marina, Torre XIII e cinta muraria costituisce pertanto uno dei complessi più significativi per comprendere il rapporto tra Pompei e il territorio circostante. La monumentale galleria, i due passaggi separati, le successive fasi delle fortificazioni e la posizione dominante sul margine occidentale del pianoro documentano la trasformazione di un sistema nato per la difesa in un grande accesso urbano della Pompei romana.

Pompei Online è un'idea di Tiberio Gracco 
P.IVA 05674470652