La Casa della Regina Carolina, situata nella Regio VIII di Pompei poco a sud del Foro, è una residenza di rango elevato che deve il proprio nome a Carolina Bonaparte Murat, regina di Napoli e sostenitrice degli scavi pompeiani agli inizi dell'Ottocento. La casa venne esplorata in diverse campagne a partire dal 1809 e fu documentata anche dall'architetto François Mazois.

L'abitazione era organizzata attorno a un atrio con impluvio, dal quale si accedeva agli ambienti residenziali e di rappresentanza. Uno degli elementi più interessanti era il grande giardino, oggi al centro di nuove ricerche archeologiche volte a ricostruirne la vegetazione, le modalità di coltivazione e l'uso quotidiano da parte degli abitanti della casa.

Gli scavi moderni hanno individuato nel terreno del giardino cavità lasciate dalle radici, fosse di piantumazione e vasi forati utilizzati per la coltivazione. Queste tracce consentono agli archeologi di studiare non soltanto l'aspetto decorativo del giardino, ma anche il lavoro necessario alla sua manutenzione e il ruolo svolto dagli spazi verdi nella vita domestica romana.

Le indagini hanno inoltre mostrato che l'assetto della casa cambiò profondamente nel tempo: prima della realizzazione del grande giardino, nell'area esistevano probabilmente due o forse tre abitazioni distinte. Nel 79 d.C. la Casa della Regina Carolina era inoltre collegata all'adiacente struttura VIII.3.15, oggetto anch'essa delle ricerche più recenti.

La domus è particolarmente importante perché le nuove campagne di scavo, condotte con moderne tecniche archeologiche, permettono di riesaminare un edificio riportato alla luce in un'epoca in cui i metodi di documentazione erano molto diversi da quelli attuali. Il progetto offre così nuove informazioni sulla trasformazione delle abitazioni pompeiane e sulla vita quotidiana dei loro occupanti.

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