La Casa di Fedra è una delle più recenti scoperte effettuate nell'Insula dei Casti Amanti, nella Regio IX di Pompei. Gli ambienti sono stati riportati alla luce durante gli scavi avviati nel 2024 nel settore nord-occidentale dell'isolato.

Il nome della casa deriva da una raffinata pittura raffigurante il mito di Ippolito e Fedra. La denominazione è ancora provvisoria: gli scavi non sono conclusi e non conosciamo il nome dell'antico proprietario.

Una delle caratteristiche più interessanti dell'abitazione è l'assenza del tradizionale atrio, elemento che per secoli aveva costituito il centro della casa romana. La superficie finora conosciuta è di circa 120 metri quadrati e le dimensioni sarebbero state sufficienti per realizzare un piccolo atrio. La sua assenza sembra quindi riflettere non soltanto problemi di spazio, ma anche un cambiamento nel modo di concepire l'abitazione durante il I secolo d.C.

Verso la strada si trova un grande ambiente probabilmente destinato ad attività produttive o commerciali e sviluppato in altezza su due piani. Da questo settore si raggiungevano attraverso un corridoio gli ambienti più interni della casa e un piccolo cortile.

Nonostante le dimensioni relativamente contenute, alcune stanze presentano decorazioni pittoriche di notevole qualità. Oltre alla scena di Ippolito e Fedra sono stati rinvenuti un dipinto con un satiro e una ninfa, una coppia divina e altre raffigurazioni mitologiche. La ricchezza delle pitture contrasta con la semplicità di alcuni spazi della casa e offre nuovi elementi per comprendere la società pompeiana degli ultimi decenni prima dell'eruzione.

Nel piccolo cortile è stato scoperto anche un larario riccamente decorato, destinato al culto domestico. Gli scavi hanno restituito un bruciaprofumi, una lucerna e resti delle ultime offerte compiute prima dell'eruzione. Questi ritrovamenti permettono di ricostruire in maniera particolarmente concreta le pratiche religiose che si svolgevano quotidianamente all'interno della casa.

La Casa di Fedra è particolarmente importante perché testimonia l'evoluzione dell'architettura domestica pompeiana: alla vigilia dell'eruzione del 79 d.C., anche abitazioni dotate di decorazioni prestigiose potevano ormai rinunciare al tradizionale modello della casa organizzata intorno all'atrio.

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