La Porta Sarno si apre nel settore orientale della cinta muraria di Pompei, nel punto in cui la Via dell’Abbondanza, uno dei principali assi viari della città, raggiungeva le fortificazioni e proseguiva verso il territorio della valle del Sarno. La posizione della porta ne faceva quindi un importante collegamento tra il centro urbano, le campagne orientali e la rete di strade che attraversava la fertile pianura circostante.

La porta faceva parte del complesso sistema difensivo che circondava Pompei per oltre tre chilometri. Le fortificazioni furono costruite e trasformate attraverso diverse fasi, con interventi particolarmente importanti durante il periodo sannitico. A partire dall’età romana la funzione strettamente militare delle mura diminuì progressivamente, ma le porte continuarono a rappresentare nodi fondamentali per la circolazione di persone, carri e merci tra la città e il territorio esterno.

L’aspetto originario della Porta Sarno è oggi difficile da ricostruire perché le strutture sono conservate solo parzialmente. Le indagini archeologiche mostrano tuttavia che la porta subì varie trasformazioni nel corso del tempo e che la sistemazione monumentale dell’accesso era più articolata di quanto i resti attuali lascino percepire. Alcuni studiosi hanno proposto di riconoscere in questo ingresso l’antica Porta Urbulana, denominazione attestata nelle ricostruzioni della topografia pompeiana, ma l’identificazione non deve essere considerata del tutto certa.

La strada attraversava la porta attraverso un settore delimitato da robuste strutture murarie. Restano parti delle fondazioni, delle murature in opus incertum e delle strutture legate alla copertura dell’accesso. Le indagini hanno inoltre individuato elementi del sistema di drenaggio destinato a convogliare all’esterno della città l’acqua che scendeva lungo la Via dell’Abbondanza, dimostrando come porte, strade e infrastrutture idrauliche fossero strettamente integrate.

In età augustea il livello della strada fu modificato e abbassato, lasciando esposte parti delle fondazioni più antiche. Questi interventi testimoniano il continuo adattamento dell’accesso orientale alle esigenze della città e permettono di distinguere diverse fasi nella costruzione della porta e della cinta muraria circostante.

La Porta Sarno è una delle porte di Pompei peggio conservate. Il settore settentrionale dell’ingresso subì infatti gravissimi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che distrussero una parte considerevole delle strutture ancora esistenti. Sul lato meridionale sono invece sopravvissuti resti più consistenti delle murature e delle strutture che delimitavano il passaggio.

All’esterno della porta si sviluppava una vasta necropoli, disposta lungo le strade suburbane secondo una consuetudine comune nel mondo romano, dove le sepolture dovevano essere collocate fuori dall’area urbana. Le indagini archeologiche hanno dimostrato che questo settore funerario ebbe una storia molto lunga, con testimonianze che risalgono già all’età sannitica e proseguono fino agli ultimi decenni di vita della città.

La Necropoli di Porta Sarno è tornata al centro delle ricerche archeologiche negli ultimi anni. Gli scavi hanno individuato numerose sepolture e monumenti funerari, tra cui la tomba di Marcus Venerius Secundio, liberto che raggiunse una posizione di rilievo nella società pompeiana. L’iscrizione della sua tomba ricorda, tra l’altro, l’organizzazione di spettacoli in lingua greca e latina, offrendo una testimonianza particolarmente importante sulla vita culturale della città.

Le ricerche più recenti hanno inoltre portato alla scoperta di nuovi monumenti funerari nell’area situata a est della porta. Tra questi figura una tomba monumentale di età repubblicana decorata con i rilievi a grandezza naturale di un uomo e una donna, quest’ultima forse identificabile come una sacerdotessa di Cerere. Questi ritrovamenti stanno permettendo di ricostruire con sempre maggiore precisione lo sviluppo della necropoli e il rapporto tra gli spazi funerari, le strade suburbane e le fortificazioni.

La strada che usciva da Porta Sarno costituiva la prosecuzione orientale della Via dell’Abbondanza. Le indagini condotte fuori dalle mura hanno riportato alla luce tratti di strade pavimentate profondamente segnate dal passaggio dei carri, confermando l’intenso utilizzo di questo accesso e il suo collegamento con il territorio circostante.

La Porta Sarno e la cinta muraria rappresentano quindi un settore particolarmente importante per comprendere l’evoluzione urbanistica di Pompei. L’antico sistema difensivo, la principale arteria che attraversava la città da ovest a est, le infrastrutture per lo smaltimento delle acque e la vasta necropoli suburbana si incontravano in questo punto, documentando il rapporto continuo tra la città dei vivi e il territorio che si estendeva oltre le sue mura.

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