La Casa dell'Ara Massima è una dimora relativamente raccolta, caratterizzata da una planimetria diversa dallo schema più comune delle grandi case pompeiane.

Il fulcro dell'abitazione è l'atrio. La casa non possiede il consueto grande giardino posteriore e, in asse con l'ingresso, un piccolo ambiente sostituisce il tradizionale tablino. Qui si conserva un dipinto raffigurante Narciso.

Accanto si trova il larario domestico, decorato con il Genio familiare nell'atto di compiere un sacrificio e con due serpenti benauguranti disposti ai lati dell'altare.

Tra gli oggetti rinvenuti nella casa spiccano un raro tavolo sostenuto da una sfinge egiziana in bronzo, oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e numerosi strumenti bronzei, tra i quali circa 120 ami da pesca.

Il nome moderno deriva da un dipinto raffigurante Ercole presso un altare, tradizionalmente identificato con l'Ara Massima fondata dall'eroe a Roma. La stessa scena è stata però interpretata anche come Ercole e Admeto davanti alla tomba di Alcesti, perciò l'identificazione non può essere considerata definitiva.

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