La Casa delle Pareti Rosse deve il proprio nome alla caratteristica decorazione pittorica di alcuni ambienti, dominata da grandi campiture di colore rosso.
L'impianto originario della casa risale all'età repubblicana, ma l'edificio subì numerose trasformazioni nel corso della sua storia. Particolarmente importanti furono gli interventi successivi al terremoto del 62 d.C., che provocò gravi danni a molti edifici della città.
Nel 79 d.C., al momento dell'eruzione, i lavori non erano ancora terminati. In diverse stanze sono infatti visibili superfici semplicemente intonacate e non ancora dipinte, mentre in altri ambienti la nuova decorazione era già stata completata.
Nell'atrio si trovava un larario, la piccola struttura destinata al culto domestico. Al suo interno furono rinvenute sei statuette bronzee raffiguranti divinità protettrici della casa, testimonianza delle pratiche religiose svolte quotidianamente dagli abitanti.
La Casa delle Pareti Rosse è particolarmente interessante perché conserva nello stesso edificio sia decorazioni completate sia tracce di lavori ancora in corso, offrendo un'immagine concreta della lunga ricostruzione di Pompei negli anni compresi tra il terremoto del 62 e l'eruzione del 79 d.C.
La casa è stata sottoposta a importanti interventi di consolidamento e restauro nell'ambito del Grande Progetto Pompei.