La Casa dei Casti Amanti è una delle principali abitazioni dell'Insula 12 della Regio IX e ha dato il nome moderno all'intero isolato.
La denominazione deriva dalla decorazione di un triclinio, nel quale sono raffigurate tre scene di banchetto ambientate in differenti momenti dell'anno. Nella scena estiva una coppia si scambia un discreto bacio durante il convito: proprio questo gesto ha suggerito agli archeologi il nome di “Casti Amanti”.
La casa era strettamente collegata a un importante panificio. Il complesso conserva il forno, le macine utilizzate per trasformare il grano in farina e le stalle nelle quali erano tenuti gli animali impiegati nel lavoro. Gli scavi hanno restituito gli scheletri di diversi equini utilizzati per azionare le macine e per il trasporto del grano.
La compresenza degli eleganti ambienti residenziali, del triclinio dipinto e degli spazi destinati alla produzione del pane mostra in maniera particolarmente efficace come, nella Pompei del I secolo d.C., vita domestica e attività economiche potessero convivere all'interno della stessa proprietà.
Nel 79 d.C. l'intera insula era interessata da lavori di ristrutturazione. Murature, impianti e decorazioni mostrano che diversi interventi erano ancora in corso quando l'eruzione interruppe improvvisamente ogni attività.
Gli scavi recenti hanno ripreso anche lo studio delle stalle e degli animali rimasti sepolti nell'eruzione, permettendo di acquisire nuove informazioni sulle condizioni di lavoro, sull'alimentazione e sull'organizzazione del panificio.
La Casa dei Casti Amanti costituisce quindi una testimonianza eccezionale non soltanto dell'arte e dell'architettura domestica pompeiana, ma anche dell'organizzazione del lavoro e della vita quotidiana della città.