Casa del Sacerdos Amandus (I,7,7)

La Casa di Fabius Amandius, affacciata sulla Via dell’Abbondanza, è una piccola abitazione della Regio I particolarmente interessante perché mostra come anche in uno spazio ridotto fosse possibile organizzare gli ambienti tipici della casa pompeiana. La struttura ha forma stretta e allungata e si sviluppava anche al piano superiore, dove era presente un balcone rivolto verso la strada. Alcune parti dell’edificio, tra cui la facciata e il bordo dell’impluvio, risalgono al II secolo a.C.; in origine la casa apparteneva probabilmente alla più vasta proprietà della vicina Casa di Paquius Proculus, dalla quale sarebbe stata separata nel corso del I secolo a.C.

La denominazione moderna deriva da iscrizioni elettorali rinvenute presso l’ingresso, nelle quali compaiono i nomi Fabius e Amandio. L’identificazione precisa dell’antico proprietario resta tuttavia una ricostruzione basata sulla documentazione epigrafica e non deve essere considerata certa. La casa disponeva di due accessi: il civico I-7, 2 conduceva a un vano stretto con una scala diretta al piano superiore, mentre il civico I-7, 3 costituiva l’ingresso principale dell’abitazione. Nel vano laterale furono rinvenuti numerosi strumenti per la tessitura, elemento che ha fatto ipotizzare lo svolgimento di un’attività artigianale collegata alla lavorazione dei tessuti.

Attraversate le fauces, si entra direttamente nell’atrio, caratterizzato dall’assenza delle tradizionali stanze disposte lungo i lati. Al centro si trova l’impluvio, destinato alla raccolta dell’acqua piovana e decorato con elementi musivi; in asse con l’ingresso era collocata la bocca della cisterna. Le pareti dell’atrio conservano decorazioni prevalentemente di IV Stile, con grandi campiture rosse e raffigurazioni paesaggistiche e sacrali. La maggior parte degli apparati pittorici visibili appartiene infatti all’ultima fase decorativa della casa, anche se in alcuni ambienti sono state individuate tracce più antiche riferibili al II Stile.

La scarsità di spazio determinò una disposizione degli ambienti diversa da quella delle grandi domus aristocratiche. Presso l’angolo sud-orientale dell’atrio si trovava un cubiculum, collocato nella posizione che in una casa più ampia avrebbe potuto essere occupata dal tablino. Un passaggio stretto conduceva poi al settore posteriore dell’edificio. Sul lato verso la Via dell’Abbondanza si trovava anche un ambiente destinato ai pasti, generalmente identificato come triclinio, decorato in IV Stile e con pavimentazione in signinum arricchita da tessere e frammenti marmorei.

La parte più caratteristica della zona posteriore è il piccolo viridario, che svolgeva contemporaneamente la funzione di giardino e di pozzo di luce per gli ambienti circostanti. Lo spazio verde era costituito da un’aiuola rialzata di circa mezzo metro e comprendeva una piccola vasca semicircolare alimentata dall’acqua proveniente dal tetto. Le pareti erano decorate con pitture di giardino e motivi vegetali, concepiti per ampliare visivamente uno spazio in realtà molto ridotto. La presenza di decorazioni vegetali sulle pareti orientale e meridionale è attestata anche dagli studi sulle pitture di giardino pompeiane.

Intorno al viridario si aprivano altri piccoli ambienti di servizio e soggiorno, tra cui una cucina e un vano interpretato come camera da letto o sala privata, disposto in modo da avere una vista diretta sul giardino. Una seconda scala conduceva alle stanze del piano superiore, confermando quanto lo sviluppo verticale fosse importante per compensare le ridotte dimensioni del lotto. Il lungo balcone affacciato sulla Via dell’Abbondanza costituiva una significativa estensione dello spazio abitabile.

Gli scavi interessarono l’area a partire dagli anni 1911-1912 e proseguirono nel 1923, riportando alla luce la struttura della casa e gran parte delle decorazioni. Nonostante le dimensioni contenute, la Casa di Fabius Amandius costituisce quindi un documento particolarmente utile per comprendere la vita domestica pompeiana al di fuori delle grandi residenze aristocratiche: l’organizzazione degli spazi, l’utilizzo del piano superiore, la possibile presenza di attività artigianali e il piccolo giardino dipinto mostrano come ogni parte dell’edificio fosse sfruttata con grande attenzione.

Approfondimenti

Pompeiiinpictures Immagini dettagliate dell'edificio

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