La Casa della Caccia Nuova occupa quasi interamente la parte meridionale dell'Insula 10 della Regio VII. Il primo impianto della domus risale tra il II e il I secolo a.C., ma l'edificio fu modificato più volte nel corso della sua storia. Dopo il terremoto del 62 d.C. gran parte degli ambienti venne nuovamente decorata secondo il IV Stile pompeiano.

L'ingresso principale conduceva a un atrio tuscanico, pavimentato nell'ultima fase con un mosaico bianco. In asse con l'ingresso si trovava il tablino, dotato di una pavimentazione musiva più elaborata realizzata già in età augustea. Intorno all'atrio si disponevano cubicoli, triclini e altri ambienti destinati alla vita domestica.

Nella parte posteriore si apriva un peristilio porticato su tre lati, con pavimentazione musiva bianca e nera. Un grande triclinio affacciato sul peristilio possedeva al centro del pavimento un raffinato inserto in opus sectile, realizzato con lastre di marmo di forme geometriche.

La casa prende il nome moderno dalle scene di caccia con animali selvatici che decoravano il settore del giardino. Le descrizioni e i disegni ottocenteschi ricordano, tra gli altri animali, un orso, un cinghiale e un leone inseriti in una grande composizione paesaggistica. Molte di queste pitture sono oggi fortemente deteriorate o perdute.

Tra le decorazioni figurate documentate nella casa erano presenti anche scene mitologiche e immagini legate al mondo di Dioniso. Nel tablino era raffigurata Arianna addormentata scoperta da Bacco, accompagnato dal suo seguito.

Il civico VII.10.14 dava invece accesso al grande giardino collegato alla casa. Le ricerche documentano in questo settore anche un bacino, un altare e decorazioni vegetali legate al culto domestico.

Pompei Online è un'idea di Tiberio Gracco 
P.IVA 05674470652