La Casa dei Pigmei prende il nome da una straordinaria decorazione a soggetto nilotico conservata in uno dei suoi ambienti.
Il grande fregio raffigura un paesaggio ispirato all'Egitto e alle rive del Nilo, popolato da figure tradizionalmente identificate come pigmei o nani. Intorno a loro compaiono edifici sacri, imbarcazioni, animali esotici e numerose scene di attività quotidiana.
Le figure sono rappresentate mentre pescano, navigano, trasportano merci, compiono offerte presso piccoli santuari e affrontano animali come coccodrilli e ippopotami. Il paesaggio non deve essere interpretato come una veduta realistica dell'Egitto, ma come una ricostruzione immaginaria ed esotica secondo il gusto romano.
La decorazione originariamente si sviluppava su più pareti e trasformava la stanza in un ambiente completamente immerso nel paesaggio nilotico. Una finestra metteva inoltre in rapporto visivo il piccolo ambiente con il giardino della casa, creando un collegamento tra il paesaggio dipinto e quello reale.
La Casa dei Pigmei costituisce una testimonianza particolarmente significativa della fortuna dei temi egiziani nella Pompei del I secolo d.C. Motivi simili compaiono anche nei Praedia di Giulia Felice, nella Casa dell'Efebo e in altre abitazioni della città.
Gli apparati decorativi della domus sono stati sottoposti a importanti lavori di restauro nell'ambito del Grande Progetto Pompei.