La Casa di Orione è una delle più importanti domus riportate alla luce durante i nuovi scavi della Regio V, condotti nell'ambito del Grande Progetto Pompei per mettere in sicurezza i fronti dell'area ancora non scavata della città.
L'abitazione prende il nome da uno straordinario mosaico pavimentale raffigurante il mito di Orione. La composizione rappresenta una rara iconografia legata alla trasformazione, o catasterismo, dell'eroe mitologico nella costellazione che porta il suo nome.
Un secondo mosaico rinvenuto nella casa presenta una complessa figura geometrica che è stata messa in relazione con gli strumenti e le conoscenze degli antichi agrimensori romani. L'interpretazione continua a essere oggetto di studio e non permette, allo stato attuale, di identificare con certezza la professione del proprietario.
La casa conserva anche importanti decorazioni parietali di I Stile pompeiano, nelle quali lo stucco colorato imita grandi blocchi e lastre di pietra preziosa. Questi elementi appartengono a una fase più antica dell'abitazione e testimoniano la lunga storia dell'edificio.
Al momento dell'eruzione del 79 d.C. alcuni ambienti erano utilizzati anche per conservare mobili, recipienti e oggetti domestici, permettendo agli archeologi di ricostruire aspetti concreti della vita quotidiana degli ultimi abitanti.
La Casa di Orione è particolarmente importante perché combina testimonianze delle fasi più antiche di Pompei con scoperte effettuate soltanto negli ultimi anni, mostrando quanto la conoscenza della città sia ancora in continua evoluzione.