La Casa di Giasone è una domus della Regio IX celebre soprattutto per l'eccezionale qualità delle pitture mitologiche che decoravano i suoi ambienti. La casa fu riportata alla luce nel 1878 e comprendeva diversi accessi corrispondenti ai civici 18-21 dell'Insula 5.
Il nome moderno deriva da una grande pittura raffigurante Giasone e Pelia. Nella scena il giovane Giasone compare davanti al re Pelia durante un sacrificio; il particolare del suo unico sandalo richiama la profezia secondo la quale Pelia avrebbe dovuto temere un uomo calzato a un solo piede.
La domus era decorata con un importante ciclo di pitture di III Stile, realizzate nei primi decenni del I secolo d.C. Numerose opere furono staccate durante gli scavi e trasferite nelle collezioni reali borboniche; oggi sono conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Tra le immagini più celebri figurano Medea che medita l'uccisione dei figli, Fedra con la nutrice, Paride ed Elena e altre scene tratte dalla mitologia greca. La scelta dei soggetti, spesso dominati da passioni, conflitti familiari e destini tragici, rivela il ruolo centrale della cultura letteraria e teatrale nella decorazione delle case pompeiane.
L'organizzazione della casa era irregolare rispetto al modello più tradizionale della domus. Gli ambienti si disponevano intorno a uno spazio centrale che svolgeva contemporaneamente le funzioni di atrio, cortile e piccolo giardino, mentre stanze destinate al soggiorno e al riposo si aprivano sui lati.
La Casa di Giasone è quindi particolarmente importante non tanto per la monumentalità dell'architettura quanto per uno dei più significativi complessi pittorici rinvenuti a Pompei.