La Casa del Giardino di Ercole, conosciuta anche come Casa del Profumiere, è un'abitazione della Regio II il cui primo impianto risale al III secolo a.C.. Appartiene al tipo delle cosiddette case a schiera, caratteristiche di questo settore della città.
Dall'ingresso si raggiunge un cortile e quindi il grande giardino sul fondo della proprietà. Le analisi archeobotaniche hanno permesso di identificare la coltivazione di rose, viole e gigli. La presenza di numerosi piccoli recipienti in terracotta e vetro ha suggerito che i fiori fossero utilizzati anche nella produzione e commercializzazione di essenze e profumi.
Il giardino comprendeva un viridarium e un hortus ed era arricchito da un ninfeo, da un triclinio e da un larario con altare. La casa prende il nome da una statuetta marmorea di Ercole rinvenuta in una piccola edicola del giardino.
Un altro elemento caratteristico si trovava davanti all'ingresso: nel pavimento del marciapiede era inserita l'iscrizione CRAS CREDO, traducibile come “domani si fa credito”, una formula ironica con la quale si lasciava intendere che il credito veniva continuamente rinviato.
Il giardino è stato recentemente oggetto di un progetto di ricostruzione filologica basato sulle ricerche archeologiche e archeobotaniche, con il recupero del piano antico, del sistema di irrigazione e delle specie vegetali documentate dalle indagini.