Il Quadriportico dei Teatri, situato immediatamente alle spalle della scena del Teatro Grande, è uno degli edifici più interessanti del quartiere degli spettacoli di Pompei.
La sua storia comprende due funzioni completamente differenti.
In origine era un vasto spazio porticato destinato agli spettatori del vicino Teatro Grande: una sorta di grande foyer all'aperto nel quale era possibile passeggiare, incontrarsi e trovare riparo durante gli intervalli delle rappresentazioni.
Dopo il grande terremoto del 62 d.C., l'edificio fu invece profondamente riorganizzato e trasformato in una caserma per gladiatori.
Il Quadriportico permette quindi di osservare nello stesso monumento sia il mondo del teatro sia quello dei combattimenti gladiatori.
Il grande foyer del Teatro
Il Quadriportico si sviluppava direttamente dietro l'edificio scenico del Teatro Grande.
Era formato da un vasto cortile rettangolare circondato su tutti i lati da un portico sostenuto da 74 colonne doriche in tufo grigio di Nocera.
La posizione non era casuale.
Durante gli spettacoli teatrali migliaia di persone potevano affollare il vicino teatro. Negli intervalli era necessario disporre di uno spazio nel quale gli spettatori potessero uscire dalla cavea senza disperdersi nelle strette strade circostanti.
Il Quadriportico svolgeva proprio questa funzione.
Sotto i lunghi portici gli spettatori potevano passeggiare, conversare e ripararsi dal sole o dalla pioggia in attesa della ripresa dello spettacolo.
Teatro e vita sociale
Assistere a una rappresentazione nel mondo romano non significava soltanto guardare uno spettacolo.
Il teatro era anche un'occasione per incontrare altre persone, mostrare la propria posizione sociale, parlare di affari e partecipare alla vita pubblica della città.
Il Quadriportico costituiva quindi il naturale prolungamento del Teatro Grande.
Se la cavea era il luogo nel quale il pubblico sedeva secondo una precisa gerarchia sociale, il portico offriva uno spazio più libero destinato alla socializzazione degli spettatori.
Per immaginarlo nel suo primo periodo di utilizzo bisogna quindi pensare a un ambiente molto frequentato durante le giornate di spettacolo.
Le 74 colonne
Uno degli elementi più caratteristici dell'edificio è il grande colonnato.
Le 74 colonne doriche erano realizzate nel tipico tufo grigio proveniente dall'area di Nocera, materiale largamente utilizzato negli edifici pubblici della Pompei sannitica e tardo-repubblicana.
Le colonne sostenevano i tetti dei portici che circondavano il cortile centrale.
Oggi gran parte della copertura è naturalmente scomparsa, ma nell'antichità il visitatore camminava lungo veri corridoi coperti, mentre il grande spazio centrale rimaneva aperto verso il cielo.
L'alternanza tra portico ombreggiato e cortile luminoso doveva produrre un effetto architettonico particolarmente elegante.
Un unico quartiere dello spettacolo
Il Quadriportico faceva parte di un grande complesso monumentale.
A pochi metri si trovavano:
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il Teatro Grande;
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l'Odeion o Teatro Piccolo;
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il Foro Triangolare;
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la Palestra Sannitica;
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il Tempio di Iside.
Questa concentrazione trasformava il settore meridionale della città in uno dei principali centri della vita culturale e dello spettacolo.
Durante una giornata di rappresentazioni, il pubblico poteva passare dal teatro al Quadriportico senza abbandonare il complesso.
Il rapporto tra i diversi edifici era quindi molto più stretto di quanto possa sembrare osservandoli oggi come monumenti separati.
Il terremoto del 62 d.C.
La storia del Quadriportico cambiò radicalmente dopo il grande terremoto del 62 d.C.
Il sisma provocò gravi danni in tutta Pompei.
Case, templi, terme e edifici pubblici furono interessati da un enorme programma di ricostruzione che continuò per tutti i diciassette anni successivi.
Anche il quartiere dei teatri subì importanti trasformazioni.
In questo contesto il Quadriportico perse la funzione originaria di foyer e venne adattato per ospitare una comunità di gladiatori.
La trasformazione in caserma
La conversione richiese una profonda riorganizzazione dell'edificio.
Lungo i portici furono ricavati o adattati numerosi ambienti destinati all'alloggio e alle attività quotidiane dei gladiatori.
Il grande cortile centrale offriva uno spazio adatto alla vita comune e probabilmente anche a una parte dell'allenamento.
Gli ambienti più importanti erano concentrati soprattutto sul lato orientale.
Una grande scala conduceva inoltre al piano superiore, dove si trovavano altre stanze.
Secondo l'interpretazione tradizionale, alcuni degli ambienti superiori potrebbero essere stati destinati all'impresario o responsabile della compagnia gladiatoria, ma questa funzione deve essere considerata probabile e non assolutamente certa.
Due caserme diverse a Pompei
È importante non confondere questo edificio con la Caserma dei Gladiatori V-5, 3.
La struttura della Regio V fu utilizzata dai gladiatori in una fase precedente della storia della città.
Negli ultimi anni prima dell'eruzione quella vecchia caserma venne trasformata in abitazione privata.
Il Quadriportico VIII-7, 16 rappresenta invece la sede gladiatoria utilizzata dopo il terremoto del 62 d.C.
I due edifici raccontano quindi due momenti differenti della presenza dei gladiatori a Pompei.
La distinzione è fondamentale per comprendere correttamente la storia dei due complessi.
Il mondo dietro l'Anfiteatro
L'Anfiteatro mostra il luogo nel quale i gladiatori combattevano davanti a migliaia di persone.
Il Quadriportico permette invece di osservare il mondo che esisteva dietro lo spettacolo.
I combattenti dovevano essere alloggiati, nutriti e addestrati.
Armi e armature dovevano essere conservate e mantenute.
Una compagnia gladiatoria richiedeva inoltre allenatori, servi e personale incaricato delle attività quotidiane.
La caserma era quindi una vera struttura organizzativa indispensabile al funzionamento degli spettacoli.
Le stanze dei gladiatori
Lungo il perimetro del Quadriportico erano presenti numerosi piccoli ambienti.
Alcuni vengono tradizionalmente interpretati come alloggi destinati ai gladiatori.
Le stanze erano semplici e molto diverse dalle ricche camere delle grandi domus pompeiane.
La presenza di ambienti su due livelli permetteva comunque di ospitare un numero considerevole di persone.
L'intero edificio assunse quindi un carattere quasi residenziale, pur mantenendo il grande spazio centrale originariamente progettato per gli spettatori del teatro.
L'addestramento
I gladiatori non erano combattenti improvvisati.
Ogni categoria utilizzava armi ed equipaggiamenti differenti e richiedeva un addestramento specifico.
Il mirmillone, il trace, il secutor e il retiarius, per esempio, combattevano secondo tecniche molto diverse tra loro.
L'allenamento era quindi continuo e rigoroso.
Il grande cortile del Quadriportico poteva offrire uno spazio utile per alcune esercitazioni, anche se non possiamo ricostruire in dettaglio tutte le attività che vi si svolgevano.
La preparazione fisica e tecnica rappresentava comunque una parte essenziale della vita quotidiana della comunità.
Le armi da parata
Uno dei ritrovamenti più straordinari avvenuti nel Quadriportico riguarda le armi gladiatorie.
All'interno di due casse di legno gli scavatori trovarono un ricchissimo insieme di elmi, schinieri e altre parti dell'equipaggiamento.
Non erano semplicemente armi utilizzate quotidianamente durante l'allenamento.
Molti pezzi erano decorati con straordinaria ricchezza e venivano probabilmente utilizzati soprattutto durante le parate che precedevano i combattimenti.
Prima dell'inizio dei giochi, infatti, i gladiatori potevano presentarsi al pubblico attraverso una processione solenne.
Le armature più spettacolari contribuivano a trasformare questa apparizione in una vera rappresentazione.
Capolavori in bronzo
Le armi rinvenute nel Quadriportico sono oggi tra i reperti gladiatori più famosi provenienti da Pompei.
Elmi e schinieri presentano elaborate decorazioni in bronzo lavorato a rilievo, con figure mitologiche, divinità e motivi ornamentali.
La qualità artistica dimostra che l'equipaggiamento gladiatorio non aveva soltanto una funzione protettiva.
Durante gli spettacoli il gladiatore era anche una figura destinata a impressionare visivamente il pubblico.
Armi scintillanti, decorazioni e forme caratteristiche permettevano agli spettatori di riconoscere immediatamente il tipo di combattente che stava entrando nell'arena.
Gli originali sono oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Gladiatori e popolarità
A Pompei i gladiatori godevano di una straordinaria popolarità.
I loro nomi compaiono frequentemente nei graffiti della città.
Alcuni vengono ricordati con il numero delle vittorie; altri sono descritti come veri idoli del pubblico.
Gli annunci degli spettacoli dipinti sulle facciate indicavano il numero dei combattenti, il nome dell'organizzatore e le attrazioni previste.
Il mondo gladiatorio aveva quindi una dimensione che oggi potremmo definire quasi spettacolare e pubblicitaria.
La caserma del Quadriportico era il luogo nel quale vivevano alcune delle persone che, nei giorni dei giochi, diventavano protagoniste davanti a migliaia di spettatori.
La rissa del 59 d.C.
Pochi anni prima della trasformazione del Quadriportico in caserma si verificò uno degli episodi più famosi della storia di Pompei.
Nel 59 d.C., durante giochi gladiatori nell'Anfiteatro, scoppiò una violentissima rissa tra spettatori pompeiani e Nucerini.
Lo storico Tacito racconta che dagli insulti si passò al lancio di pietre e infine alle armi.
Numerosi Nucerini furono uccisi o feriti.
Il Senato romano intervenne e impose sanzioni alla città.
L'episodio mostra quanto forti potessero essere le passioni suscitate dagli spettacoli e quanto importante fosse la cultura gladiatoria nella società pompeiana.
Le vittime dell'eruzione
Il Quadriportico è particolarmente importante anche per le numerose vittime dell'eruzione del 79 d.C. rinvenute al suo interno.
Gli scavi mostrarono che diverse persone avevano cercato rifugio nell'edificio durante la catastrofe.
In un ambiente furono individuati quattro individui presso dei ceppi utilizzati per immobilizzare persone.
La tradizionale interpretazione li considera schiavi o prigionieri rimasti nell'edificio durante l'eruzione.
In un'altra stanza furono ritrovate 18 persone.
Il numero elevato suggerisce che il Quadriportico fosse diventato un luogo di rifugio per chi si trovava nel quartiere durante le ultime fasi della catastrofe.
La donna con i gioielli
Tra le persone rinvenute nella stanza con le diciotto vittime si trovava una donna accompagnata da un ricchissimo insieme di gioielli.
La presenza di una donna in una caserma gladiatoria diede origine già durante i primi scavi a racconti e interpretazioni romantiche.
Fu immaginata come una ricca pompeiana sorpresa durante un incontro con un gladiatore.
È una storia suggestiva, ma non esiste alcuna prova che permetta di ricostruire in questo modo la sua presenza.
Durante l'eruzione chiunque poteva cercare rifugio in un grande edificio pubblico.
Il ritrovamento dimostra soprattutto quanto sia rischioso trasformare un dato archeologico in una storia personale quando non disponiamo di informazioni sufficienti.
I quattro individui presso i ceppi
Anche il ritrovamento dei quattro individui accanto ai ceppi richiede prudenza.
La presenza dei dispositivi utilizzati per immobilizzare persone ha favorito l'interpretazione secondo cui fossero schiavi puniti o gladiatori sottoposti a disciplina.
Le guide tradizionali li ricordano spesso semplicemente come quattro schiavi rimasti incatenati.
La situazione archeologica è però più complessa.
Ciò che possiamo affermare con sicurezza è che quattro persone morirono in un ambiente nel quale si trovavano strutture destinate alla contenzione.
Il ritrovamento offre comunque una testimonianza drammatica delle condizioni sociali e disciplinari presenti all'interno della caserma.
L'eruzione del 79 d.C.
Quando il Vesuvio iniziò a eruttare, il Quadriportico era ormai utilizzato come caserma da circa diciassette anni.
La caduta progressiva delle pomici rese sempre più difficile muoversi nelle strade e numerose persone cercarono riparo negli edifici.
Ma restare al coperto poteva diventare altrettanto pericoloso.
Il peso dei materiali vulcanici provocava il crollo dei tetti e le successive correnti piroclastiche raggiunsero infine l'intera città.
Le vittime rinvenute nel Quadriportico appartengono quindi alle ultime ore di vita della Pompei romana.
La scoperta nel Settecento
Il Quadriportico fu uno dei primi grandi edifici pubblici scoperti durante gli scavi borbonici.
Le principali campagne si svolsero tra il 1766 e il 1769, con ulteriori esplorazioni nel 1771 e tra il 1792 e il 1795.
Il ritrovamento delle armi gladiatorie provocò immediatamente grande interesse.
Nel Settecento l'immagine dei gladiatori romani esercitava già un forte fascino sul pubblico europeo.
Le splendide armature provenienti dalla caserma divennero rapidamente alcune delle testimonianze più conosciute della Pompei appena riscoperta.
Da foyer a caserma
Il valore storico del Quadriportico deriva soprattutto dalla possibilità di osservare due funzioni molto diverse sovrapposte nello stesso spazio.
Per una prima lunga fase l'edificio appartenne al mondo del teatro.
Era un luogo di passeggio e incontro per il pubblico delle rappresentazioni.
Dopo il terremoto del 62 d.C. diventò invece parte del mondo gladiatorio.
Le colonne e il cortile rimasero, ma intorno ad essi comparvero alloggi, depositi e ambienti destinati alla nuova comunità.
Lo stesso edificio racconta quindi una trasformazione importante della città negli ultimi anni prima dell'eruzione.
Un luogo fondamentale del quartiere degli spettacoli
Il Quadriportico dei Teatri (Caserma dei Gladiatori) VIII-7, 16 permette di collegare alcuni dei temi più importanti della vita pubblica pompeiana.
Qui incontriamo il teatro, la socialità degli spettatori, i gladiatori, le armi da parata e infine le vittime dell'eruzione.
Pochi edifici mostrano con altrettanta chiarezza quanto gli spazi urbani potessero cambiare funzione nel corso del tempo.
Il grande cortile che in origine accoglieva gli spettatori durante gli intervalli delle rappresentazioni diventò, dopo il terremoto, il luogo nel quale vivevano e si preparavano gli uomini destinati a combattere nell'Anfiteatro.
Per questa doppia storia e per gli straordinari reperti rinvenuti durante gli scavi, il Quadriportico costituisce uno dei luoghi fondamentali per comprendere la cultura dello spettacolo nella Pompei romana.