La Casa del Ninfeo, situata nella Regio VIII di Pompei, è una residenza costruita lungo il margine meridionale della città, in un settore caratterizzato da un forte dislivello del terreno. La casa si affacciava sulla Via della Regina e si sviluppava anche su livelli inferiori, sfruttando la pendenza naturale del pianoro pompeiano.

L'edificio deve il proprio nome al caratteristico ninfeo, realizzato durante una fase di trasformazione databile all'età claudio-neroniana. La struttura imitava una grotta artificiale ed era decorata con rivestimenti musivi, nicchie e giochi d'acqua. Davanti al ninfeo era presente una stretta vasca nella quale confluiva l'acqua proveniente da una piccola cascata a gradini.

La sistemazione del ninfeo faceva parte di un più ampio rinnovamento della casa che interessò anche l'atrio, il piano superiore e gli ambienti sotterranei. In questa fase furono realizzati nuovi apparati decorativi di IV Stile e pavimenti in opus sectile, testimonianza del livello economico raggiunto dai proprietari.

La parte meridionale della casa comprendeva ambienti aperti verso una terrazza panoramica. Il tablino era aperto sia verso l'atrio sia verso sud, mentre un'esedra e altri vani si affacciavano direttamente sulla terrazza, probabilmente con una vista ampia sul paesaggio circostante.

Dalla casa provengono inoltre diverse pitture rinvenute già durante gli scavi borbonici del Settecento. Tra queste sono documentate una scena portuale con una nave a vela, paesaggi architettonici e raffigurazioni di Pigmei, oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Le esplorazioni della casa si svolsero in più fasi: alcuni ambienti furono individuati già nel 1758, mentre nuove campagne furono condotte nel 1886 e nel 1928.

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