La Casa della Fortuna, conosciuta anche come Casa degli Archi, è una domus della Regio IX scavata nel 1879.
La denominazione “Casa degli Archi” deriva dalla particolare architettura del peristilio, dove alcuni intercolumni erano collegati superiormente da archi, una soluzione relativamente insolita nell'architettura domestica pompeiana del I secolo d.C.
Dall'ingresso si raggiungeva l'atrio e quindi il peristilio, intorno al quale erano distribuiti gli ambienti principali della casa. Nel giardino si trovava una raffinata fontana decorata a mosaico, arricchita da elementi scultorei e da giochi d'acqua.
Particolarmente importante era anche il culto domestico. Nell'atrio fu rinvenuto un larario con piccole statue bronzee, tra le quali una figura della Fortuna e due Lari. Un altro grande larario dipinto decorava la parete esterna della casa e raffigurava il Genio familiare durante un sacrificio, accompagnato dai Lari e da serpenti benauguranti.
Gli ambienti residenziali conservavano pitture appartenenti soprattutto alle ultime fasi decorative della città. Nel grande triclinio erano presenti pannelli rossi, gialli e neri con quadri mitologici; altre stanze conservavano raffigurazioni di Dioniso e Arianna e di altre divinità ed eroi della tradizione greca.
La casa è stata collegata tradizionalmente a Caprasius Felix e Fortunata, nomi documentati da reperti e iscrizioni provenienti dal complesso. L'identificazione degli effettivi proprietari nel 79 d.C. resta tuttavia prudenziale e non deve essere considerata definitivamente dimostrata.
La Casa della Fortuna è particolarmente interessante perché combina in uno spazio relativamente contenuto architettura scenografica, acqua, pittura e culto domestico.