La Casa di Giuseppe II, situata nella Regio VIII di Pompei, è una delle più interessanti residenze costruite lungo il margine meridionale della città. La particolare conformazione del terreno permise di sviluppare l'abitazione su tre piani sovrapposti, sfruttando il forte dislivello del pianoro pompeiano. L'edificio è di fondazione sannitica e conserva numerose testimonianze delle sue diverse fasi edilizie e decorative.

Il piano superiore, con ingresso dalla Via della Regina, era organizzato intorno a un atrio. Gli ambienti erano disposti in maniera sostanzialmente simmetrica ai suoi lati e numerosi vani conservavano antichi pavimenti in cementizio decorati con motivi geometrici, alcuni riferibili alle prime fasi della casa. Un corridoio metteva in comunicazione l'atrio con la parte meridionale della residenza e con i livelli sottostanti.

Particolarmente interessante è il complesso termale privato situato nei piani inferiori. Sono documentati ambienti identificati come tepidarium, caldarium e frigidarium, alcuni dei quali conservavano decorazioni pittoriche. La presenza delle terme private testimonia il livello elevato raggiunto dalla residenza nelle sue fasi più monumentali.

La casa è conosciuta come Casa di Giuseppe II perché nel 1769 vi fu effettuato uno scavo alla presenza dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena. Le esplorazioni dell'edificio si svolsero in più momenti, a partire dal XVIII secolo e proseguendo nell'Ottocento e nel Novecento.

Tra i reperti provenienti dalla casa è documentata anche una statuetta di Arpocrate, rinvenuta nel larario e oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il complesso, con i suoi diversi livelli e le numerose trasformazioni succedutesi nel tempo, costituisce un esempio particolarmente significativo delle grandi abitazioni dell'Insula meridionalis.

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