La Casa di Ero e Leandro, situata nella Regio VIII di Pompei, prende il nome da una pittura raffigurante il celebre mito dei due giovani amanti. L'edificio aveva il proprio ingresso al civico VIII.5.5 e costituiva, insieme alla Casa del Gallo I VIII.5.2, una grande domus a doppio atrio, formata da due settori comunicanti.
La casa fu esplorata in diverse campagne, principalmente nel 1840, nel 1881 e nel 1943. L'ingresso conduceva attraverso un corridoio a un atrio dotato di impluvio, intorno al quale si disponevano diversi ambienti residenziali.
La denominazione della casa deriva da un piccolo dipinto rinvenuto in un cubicolo. La scena raffigurava Ero e Leandro: Ero attendeva sulla riva mentre Leandro attraversava a nuoto il mare per raggiungerla. La pittura, già deteriorata dopo la scoperta, è oggi completamente scomparsa, ma il suo aspetto è noto grazie ai disegni eseguiti nell'Ottocento, tra cui quello realizzato da Giuseppe Abbate nel 1841, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Nello stesso cubicolo si trovava un'altra pittura di soggetto mitologico raffigurante Arianna abbandonata, intenta a osservare la nave di Teseo che si allontana. Anche questa decorazione è andata perduta ed è conosciuta attraverso la documentazione grafica ottocentesca.
L'accostamento delle due scene era particolarmente significativo: entrambe raccontavano storie di amanti separati dal mare, contrapponendo l'attesa di Ero per Leandro all'abbandono di Arianna da parte di Teseo.
La Casa di Ero e Leandro è inoltre interessante per il suo rapporto con la vicina Casa del Gallo I. Le due unità erano comunicanti e vengono spesso studiate insieme, permettendo di osservare come abitazioni originariamente distinte potessero essere collegate e trasformate nel corso della storia edilizia di Pompei.