La Torre IX appartiene al sistema delle fortificazioni di Pompei ed è situata lungo il settore settentrionale della cinta muraria, tra la Torre VIII e la Torre X, immediatamente a nord della Regio V. La struttura occupa un punto particolarmente importante per lo studio dell’evoluzione delle difese urbane, perché gli scavi hanno riconosciuto in quest’area diverse fasi delle mura e profonde trasformazioni avvenute tra l’età sannitica e quella romana.
La torre faceva parte del grande sistema difensivo realizzato in opus incertum durante le ultime fasi della Pompei sannitica. Le fortificazioni furono messe duramente alla prova nell’89 a.C., quando la città, schierata contro Roma durante la guerra sociale, venne assediata dalle truppe di Lucio Cornelio Silla.
Le ricerche archeologiche indicano che la Torre IX subì una ricostruzione particolarmente estesa dopo la guerra sociale. Gli studi sulle murature hanno riconosciuto un rifacimento completo dell’edificio accompagnato dalla ricostruzione di circa venti metri della cortina muraria immediatamente a ovest della torre. Questo intervento distingue la Torre IX da molte delle altre strutture del circuito pompeiano e testimonia l’entità dei lavori eseguiti in questo settore dopo il conflitto.
La torre ricostruita presentava inoltre caratteristiche insolite rispetto al modello normalmente riconosciuto nelle fortificazioni pompeiane. Invece della consueta struttura sviluppata su più piani, i resti indicano un grande ambiente al livello inferiore, originariamente coperto da una volta a botte. Sul lato rivolto verso la città si apriva una porta sormontata da una piccola finestra.
L’assenza di scale interne e di aperture riferibili con sicurezza a piani superiori ha fatto ipotizzare che, dopo la ricostruzione, la Torre IX non fosse più utilizzata come una normale torre difensiva a più livelli. L’ambiente potrebbe essere stato destinato anche a funzioni di deposito o magazzino, pur continuando a far parte del complesso monumentale delle fortificazioni.
Nonostante la trasformazione funzionale, la struttura mantenne un aspetto accurato. Sono state infatti riconosciute tracce di decorazione riferibile al I Stile, analoghe a quelle presenti su altre torri pompeiane. Anche dopo la perdita di gran parte della funzione militare, le mura e le torri continuavano quindi a contribuire all’immagine monumentale della città.
La Torre IX è particolarmente nota anche per una lunga questione legata alla cosiddetta Porta Capua. A partire dagli scavi ottocenteschi alcune strutture visibili in questo punto furono interpretate come i resti di un ulteriore accesso urbano situato tra Porta Nola e Porta Vesuvio. La notevole distanza tra queste due porte rendeva infatti plausibile l’esistenza di un ingresso intermedio.
Tra il 1993 e i primi anni Duemila, un’équipe del Japan Institute of Paleological Studies condusse una serie di indagini proprio per verificare questa ipotesi. Gli scavi dimostrarono che la struttura precedentemente interpretata come porta apparteneva invece alla Torre IX e non restituirono prove sufficienti dell’esistenza in questo punto di una porta urbana appartenente alla fase più recente delle fortificazioni.
Il problema è però più complesso per le fasi più antiche della città. Nell’area sono stati individuati elementi delle fortificazioni arcaiche, compresi blocchi di pappamonte appartenenti alle prime cinte murarie di Pompei. Altre indagini hanno inoltre fornito indizi che hanno mantenuto aperta l’ipotesi dell’esistenza di un accesso urbano molto più antico in questo settore. È quindi opportuno distinguere nettamente la Torre IX visibile oggi dalla controversa ipotesi di una precedente porta di età arcaica.
Gli scavi hanno permesso di comprendere anche come cambiò il paesaggio intorno alla torre durante il I secolo d.C.. La strada pomeriale interna che correva lungo le mura continuò a essere utilizzata per secoli, ma nel settore della Torre IX venne progressivamente invasa da grandi accumuli di terreno, macerie e rifiuti.
A partire dall’età giulio-claudia gli scarichi aumentarono progressivamente sia all’interno sia all’esterno delle fortificazioni. Entro il 79 d.C. l’accumulo aveva innalzato il livello della strada interna di circa 1,8 metri, arrivando a ostruire l’ingresso della Torre IX. Il fenomeno dimostra in maniera particolarmente evidente quanto fosse ormai diminuita l’importanza funzionale delle antiche opere difensive.
Negli scarichi sono stati rinvenuti numerosi frammenti ceramici, resti animali e altri materiali della vita quotidiana. L’area immediatamente a ridosso delle mura era quindi diventata, almeno in parte, uno spazio marginale utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti, situazione molto diversa da quella esistente quando le torri erano state costruite per proteggere la città.
Le indagini nell’area della Torre IX hanno inoltre contribuito in maniera significativa allo studio delle più antiche fortificazioni di Pompei. Blocchi di pappamonte individuati ai lati della torre appartengono alle prime fasi del circuito murario e mostrano come questo settore settentrionale fosse interessato dalle difese urbane già molti secoli prima della conquista romana.
La Torre IX e la cinta muraria rappresentano quindi una testimonianza particolarmente importante dell’intera storia delle fortificazioni pompeiane. Le tracce delle mura arcaiche, la torre sannitica, la grande ricostruzione successiva alla guerra sociale, la progressiva perdita della funzione militare e gli accumuli di rifiuti del I secolo d.C. permettono di seguire, nello stesso punto, secoli di trasformazioni della città.