La Casa dell'Ancora, affacciata sulla Via di Mercurio, prende il nome dal mosaico raffigurante un'ancora collocato presso l'ingresso.

La caratteristica più originale della dimora è l'organizzazione della parte posteriore su due livelli differenti. Il livello superiore è articolato intorno a una grande terrazza sulla quale si affacciavano tre sale destinate al ricevimento degli ospiti.

Molto più in basso si sviluppava invece il giardino, circondato da un portico coperto sostenuto da pilastri. Questa disposizione permetteva agli ambienti superiori di affacciarsi scenograficamente sul verde sottostante.

In uno dei bracci del portico si trovava una grande edicola con due timoni e un altare, interpretata come un piccolo santuario destinato al culto di Venere.

La Casa dell'Ancora fu riportata alla luce principalmente tra il 1826 e il 1829 e costituisce uno degli esempi più originali di adattamento dell'architettura domestica pompeiana alla conformazione del terreno.

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