Il Teatro Grande di Pompei, situato nella Regio VIII ai piedi del Foro Triangolare, è uno dei più antichi e importanti edifici pubblici della città. Costruito sfruttando il pendio naturale della collina, conserva ancora oggi il rapporto tra architettura, paesaggio e spettacolo che caratterizzava i grandi teatri del mondo antico.
La sua origine risale alla metà del II secolo a.C., quando Pompei era ancora fortemente influenzata dalla cultura ellenistica. Nei secoli successivi il teatro fu più volte ampliato e trasformato, soprattutto dopo l'ingresso della città nell'orbita romana e durante l'età di Augusto.
Nel 79 d.C. il Teatro Grande era quindi il risultato di una lunga storia architettonica: una struttura nata secondo modelli greci e progressivamente adattata alle esigenze dello spettacolo e della società romana.
Il teatro e il Foro Triangolare
La posizione del Teatro Grande non è casuale. L'edificio sorge sul fianco della collina occupata dal Foro Triangolare, uno dei settori monumentali più antichi di Pompei, dove si trovava anche il santuario arcaico dedicato ad Atena ed Eracle.
Il teatro sfruttava direttamente il declivio naturale per sostenere gran parte della cavea, cioè la gradinata destinata agli spettatori. Questa soluzione, tipica della tradizione teatrale greca, permetteva di inserire l'edificio nel paesaggio senza dover costruire interamente le grandi strutture di sostegno necessarie nei teatri edificati su terreno pianeggiante.
Il quartiere formava un vero complesso dedicato allo spettacolo e alla vita pubblica: accanto al Teatro Grande si trovavano infatti l'Odeion o Teatro Piccolo e il grande Quadriportico dei Teatri, successivamente utilizzato anche come caserma dei gladiatori.
La cavea e il pubblico
La grande gradinata semicircolare era organizzata in settori destinati alle diverse componenti della società pompeiana.
La parte più vicina all'orchestra, la ima cavea, offriva i posti di maggior prestigio ed era riservata alle autorità e ai cittadini di rango più elevato. Più in alto si trovava la media cavea, destinata alla maggior parte del pubblico, mentre la parte superiore, la summa cavea, accoglieva gli altri spettatori.
La disposizione dei posti non era quindi casuale: anche durante uno spettacolo il teatro rendeva immediatamente visibile la gerarchia sociale della città.
Percorsi e ingressi separati permettevano inoltre alle personalità più importanti di raggiungere i propri posti senza attraversare le zone occupate dalla folla.
In età augustea furono realizzati importanti interventi sulla gradinata e furono numerati i sedili, migliorando l'organizzazione dell'accesso del pubblico.
Gli Holconii e il prestigio cittadino
La trasformazione del Teatro Grande è legata anche a una delle famiglie più importanti di Pompei, gli Holconii.
Un'iscrizione ricorda Marcus Holconius Rufus e Marcus Holconius Celer, che finanziarono a proprie spese interventi comprendenti la gradinata, i tribunalia e il passaggio coperto del teatro.
Marcus Holconius Rufus fu uno dei personaggi politici più prestigiosi della Pompei augustea. La sua associazione con il teatro dimostra quanto il finanziamento degli edifici pubblici fosse uno strumento fondamentale attraverso il quale le famiglie dell'élite manifestavano la propria ricchezza e rafforzavano il proprio prestigio presso la comunità.
Nel teatro era presente anche un posto d'onore legato alla memoria di Holconius Rufus.
La scena e il palcoscenico
Di fronte alla cavea si trovavano l'orchestra, il palcoscenico e il grande edificio scenico.
La scena non era un semplice fondale. Doveva presentarsi come una vera architettura monumentale, articolata su più livelli, con porte, nicchie, colonne, statue e decorazioni che formavano lo sfondo permanente delle rappresentazioni.
Gli attori recitavano sul palcoscenico rialzato, raggiungibile attraverso piccole scale. Dietro la scena si trovavano ambienti utilizzati per il funzionamento degli spettacoli e per la preparazione degli interpreti.
Due grandi corridoi laterali, le parodoi, permettevano di raggiungere l'orchestra e collegavano il teatro sia con la Via Stabiana sia con il settore del Foro Triangolare.
Nel corso della sua lunga storia la scena fu più volte modificata. Dopo il terremoto del 62 d.C., che provocò gravi danni in tutta Pompei, anche questa parte del teatro fu interessata da restauri e ricostruzioni.
Marcus Artorius Primus e la trasformazione augustea
Una delle testimonianze più interessanti del Teatro Grande è un'iscrizione relativa agli interventi effettuati durante l'età di Augusto.
Essa ricorda Marcus Artorius Primus, indicato con il termine architectus: una testimonianza particolarmente importante perché nell'antichità il nome degli architetti compare molto raramente nelle iscrizioni degli edifici pubblici.
I lavori di questa fase trasformarono profondamente il teatro secondo il gusto romano e interessarono la scena, il palcoscenico e la sistemazione degli spettatori.
Fu inoltre predisposto il sistema per il velarium, un grande telo che poteva essere disteso sopra parte della cavea per proteggere il pubblico dal sole.
Gli spettacoli a Pompei
Nel Teatro Grande venivano rappresentate soprattutto commedie e tragedie della tradizione greca e romana, ma lo spettacolo antico comprendeva anche musica, danza e altre forme di intrattenimento.
Per gli abitanti di Pompei andare a teatro non significava soltanto assistere a una rappresentazione. Era anche un'importante occasione di vita sociale: il pubblico si riuniva, osservava le autorità e le famiglie più importanti della città e partecipava a manifestazioni spesso finanziate da magistrati e benefattori.
Gli spettacoli potevano essere offerti alla popolazione in occasione di festività religiose o come parte delle iniziative attraverso le quali i membri dell'élite cercavano consenso e popolarità.
Il teatro era quindi allo stesso tempo luogo di cultura, divertimento, rappresentazione politica e incontro sociale.
Il velarium e il comfort degli spettatori
Nonostante si trattasse di un edificio all'aperto, erano previste diverse soluzioni per rendere più confortevole la permanenza del pubblico.
Il velarium proteggeva almeno parte degli spettatori dalla forte luce del sole. Lungo la parte superiore della struttura erano predisposti gli elementi necessari al sostegno delle aste e delle corde utilizzate per manovrare il grande telo.
La presenza di sistemi per organizzare gli accessi, numerare i posti e proteggere il pubblico mostra quanto complessa fosse la gestione di un grande spettacolo nella città romana.
Gli scavi del Teatro Grande
Il Teatro Grande occupa un posto importante anche nella storia moderna di Pompei.
Fu infatti uno dei primi grandi edifici pubblici della città a essere completamente liberato dai materiali dell'eruzione. Gli scavi iniziarono nel XVIII secolo e proseguirono attraverso numerose campagne tra il 1764 e il Novecento.
La scoperta dell'edificio contribuì in maniera decisiva alla fama internazionale di Pompei. Viaggiatori, studiosi, artisti e architetti poterono osservare direttamente uno dei grandi teatri dell'antichità romana, influenzando anche la cultura e l'architettura europea dell'età moderna.
Un teatro ancora vivo
Il Teatro Grande non è soltanto un monumento archeologico.
Ancora oggi viene occasionalmente utilizzato come spazio per rappresentazioni teatrali, concerti e iniziative culturali, restituendo all'edificio, pur con tutte le necessarie misure di tutela, una funzione molto vicina a quella per cui fu costruito più di duemila anni fa.
Entrare nel Teatro Grande permette quindi di comprendere uno degli aspetti più vivi della Pompei antica. Le gradinate, l'orchestra, il palcoscenico e i corridoi non erano semplicemente elementi architettonici: erano gli spazi nei quali migliaia di persone si incontravano, assistevano agli spettacoli e vedevano rappresentata davanti a sé anche la struttura sociale e politica della propria città.
Per questo il Teatro Grande rappresenta uno dei monumenti fondamentali di Pompei, capace di raccontare contemporaneamente la lunga influenza della cultura greca, la trasformazione romana della città, il ruolo delle élite locali e la passione degli antichi Pompeiani per lo spettacolo.
Approfondimenti
Video
Map
Included in pompeiiinpictures page VIII.7.20:
E = Entrance passage also known as the Graffito Passage
1 = Dressing Room
2 = Stage
3 = Orchestra
4 = Ima cavea
5 = Media cavea
6 = Site of summa cavea with remains of the crypta that supported it
6a = Summa cavea with crypta/vaulting and rear wall for wooden masts that supported the awning.
7 = Tribunal
R = Rear entrances to Little Theatre with stairs
Included in pompeiiinpictures page VIII.7.21:
6 = Summa cavea views across the Theatre
8 = Perfumed (Saffron) water tank
9 = Theatre Latrine
Unnumbered entrances from the Triangular Forum
Included in pompeiiinpictures page VIII.7.28:
10 = Sacred room or Hall of Initiation of the Temple of Isis