Il Foro Triangolare è uno degli spazi più suggestivi e antichi di Pompei. Sorge nella Regio VIII, su un alto costone di roccia lavica che dominava la valle del Sarno e, nell'antichità, permetteva di guardare verso la pianura e il mare.

Il nome moderno deriva naturalmente dalla particolare forma triangolare della piazza, determinata dalla conformazione del terreno e dall'andamento delle antiche mura cittadine.

Ma l'importanza di questo luogo va molto oltre la sua forma. Al centro del Foro Triangolare sorge infatti uno dei più antichi santuari di Pompei, il cosiddetto Tempio Dorico, dedicato probabilmente ad Atena e ad Eracle e risalente nelle sue prime fasi al VI secolo a.C.

L'area permette quindi di risalire alle origini stesse della città, molti secoli prima della Pompei romana sepolta dall'eruzione del 79 d.C.

Una posizione dominante sulla valle del Sarno

Il Foro Triangolare occupa uno dei punti più elevati del settore meridionale di Pompei.

Quando il santuario fu fondato, il luogo si trovava in posizione dominante rispetto alla valle e alla foce del fiume Sarno, una zona fondamentale per i collegamenti, gli scambi e l'economia della città antica.

Dalla terrazza lo sguardo poteva spaziare sulla pianura e verso il mare.

Questa posizione panoramica contribuiva probabilmente al carattere sacro dell'area e rendeva il santuario visibile anche da lontano.

Oggi gli edifici e le trasformazioni del paesaggio hanno modificato profondamente questa prospettiva, ma il forte rapporto tra il Foro Triangolare e il territorio circostante rimane uno degli elementi fondamentali per comprenderne l'origine.

Il santuario più antico

La presenza religiosa nell'area risale almeno al VI secolo a.C.

In questo periodo Pompei era inserita in un ambiente culturale nel quale popolazioni italiche, Greci ed Etruschi esercitavano profonde influenze reciproche.

Il santuario del Foro Triangolare rappresenta una testimonianza eccezionale di questa fase arcaica della città.

Il grande edificio sacro che sorgeva nella parte meridionale della piazza è oggi conosciuto come Tempio Dorico per la forma delle colonne e dei capitelli.

Il culto è generalmente collegato ad Atena, probabilmente associata ad Eracle, eroe particolarmente importante nelle tradizioni relative alle origini della città.

Il Tempio Dorico

Il Tempio Dorico occupava una posizione dominante all'interno dell'area sacra.

Dell'edificio rimangono oggi soltanto parti delle fondazioni, alcuni gradini e frammenti delle colonne, ma gli archeologi hanno potuto ricostruire almeno in parte il suo aspetto originario.

Il santuario aveva caratteristiche fortemente legate alla tradizione architettonica greca dell'Italia meridionale.

Le decorazioni e i capitelli superstiti mostrano rapporti con i grandi templi della Magna Grecia della fine del VI secolo a.C.

L'edificio fu successivamente restaurato e modificato, soprattutto durante l'età ellenistica, quando alcune parti furono ricostruite utilizzando il caratteristico tufo di Nocera.

La lunga vita del santuario dimostra che il luogo continuò a mantenere una particolare importanza religiosa anche dopo le profonde trasformazioni politiche e culturali attraversate dalla città.

La monumentalizzazione del II secolo a.C.

L'aspetto generale del Foro Triangolare cambiò profondamente nel II secolo a.C.

Pompei attraversava allora una fase di grande prosperità e numerosi settori della città furono monumentalizzati.

L'antica area sacra venne circondata da un grande portico con colonne in tufo, che organizzava lo spazio e creava un percorso monumentale intorno al santuario.

Il colonnato seguiva i lati della piazza, mentre il settore rivolto verso il panorama rimaneva maggiormente aperto.

Questa trasformazione non cancellò il più antico luogo di culto, ma lo inserì in una nuova architettura pubblica molto più grandiosa.

Il risultato era un insieme nel quale religione, paesaggio e architettura monumentale si integravano tra loro.

L'ingresso monumentale

L'accesso principale al Foro Triangolare avveniva da Via dei Teatri.

Qui il visitatore attraversava un monumentale vestibolo preceduto da sei colonne, che costituiva una vera facciata d'ingresso alla piazza.

Davanti all'accesso si trovava anche una fontana pubblica.

Una volta superato il vestibolo si entrava nel grande spazio porticato e il santuario appariva progressivamente davanti al visitatore.

L'ingresso era quindi progettato per creare una vera sequenza monumentale, separando il traffico della strada dallo spazio sacro.

Eracle e il cosiddetto Heroon

Davanti al Tempio Dorico si trova una particolare struttura formata da un doppio recinto rettangolare.

Tradizionalmente questo monumento è stato interpretato come un Heroon, cioè un luogo dedicato al culto di un eroe.

Una delle interpretazioni più note vi riconosceva la tomba simbolica di Eracle, considerato da alcune tradizioni il mitico fondatore di Pompei.

L'identificazione non deve però essere considerata assolutamente certa.

Le moderne indagini archeologiche stanno infatti mostrando una storia dell'area più complessa di quanto immaginato in passato.

Presso il cosiddetto Heroon sono state individuate fosse votive databili al III secolo a.C., confermando comunque il carattere religioso di questo settore del santuario.

Il pozzo e la tholos

Alle spalle del recinto si trova un'altra struttura particolarmente interessante.

Un pozzo era circondato da un piccolo edificio circolare con colonne doriche, comunemente definito tholos.

Un'iscrizione collega la costruzione al magistrato sannitico Numerius Trebius.

L'acqua aveva spesso un ruolo importante nei santuari antichi, sia per le esigenze quotidiane sia per le pratiche rituali.

La presenza del pozzo all'interno dell'area sacra costituisce quindi un elemento significativo dell'organizzazione del complesso.

La Palestra Sannitica

Sul lato orientale del Foro Triangolare si trovava la Palestra Sannitica.

L'edificio era destinato all'esercizio fisico dei giovani e possedeva un elegante porticato.

La palestra apparteneva allo stesso grande processo di rinnovamento monumentale che interessò il Foro Triangolare nel II secolo a.C.

La vicinanza tra santuario, palestra e teatro riflette un modello culturale fortemente influenzato dal mondo greco, nel quale educazione fisica, religione e spettacolo potevano essere strettamente collegati.

Da questo settore proviene anche la celebre statua in marmo del cosiddetto Doriforo, copia romana di un originale greco attribuito a Policleto e oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il rapporto con il Teatro Grande

Il Foro Triangolare è direttamente collegato al Teatro Grande.

Una porta laterale consentiva di raggiungere il settore superiore del teatro dalla piazza.

Questa vicinanza contribuì a creare un unico grande quartiere monumentale nel quale si concentravano santuario, palestra e luoghi destinati allo spettacolo.

Il Teatro Grande sfruttava inoltre lo stesso pendio naturale sul quale si sviluppava il settore meridionale della città.

L'area rappresenta quindi uno dei luoghi nei quali risulta più evidente la lunga influenza della cultura ellenistica sull'architettura e sulla vita pubblica di Pompei.

Un quartiere dedicato alla cultura e allo spettacolo

Nel corso dei secoli intorno al Foro Triangolare si sviluppò uno dei più importanti complessi pubblici della città.

A breve distanza si trovavano:

  • il Teatro Grande;

  • l'Odeion o Teatro Piccolo;

  • il Quadriportico dei Teatri;

  • la Palestra Sannitica;

  • il Tempio di Iside;

  • il santuario oggi conosciuto come Tempio di Esculapio o Giove Meilichio.

Questa concentrazione rendeva il settore molto diverso dal Foro Civile.

Mentre il Foro era soprattutto il centro politico, amministrativo ed economico della città, il quartiere meridionale aveva una forte vocazione religiosa, culturale e spettacolare.

Un paesaggio sacro molto antico

Uno degli elementi più importanti emersi dalle ricerche moderne è che il Foro Triangolare non fu creato in un unico momento.

Al contrario, l'area attraversò numerose trasformazioni.

Sotto il portico e negli spazi circostanti sono state individuate strutture precedenti, pozzi, cisterne, livelli di frequentazione e depositi votivi appartenenti a differenti fasi della storia del santuario.

Ciò significa che la grande piazza monumentale visibile nel 79 d.C. si sovrapponeva a secoli di attività religiosa e urbana.

Il Foro Triangolare è quindi uno dei luoghi di Pompei nei quali la stratificazione della città risulta più evidente.

Le nuove ricerche archeologiche

Dal 2016 il Foro Triangolare è nuovamente oggetto di importanti indagini archeologiche.

Gli scavi hanno permesso di individuare strutture appartenenti a fasi precedenti alla costruzione del grande portico.

Nell'angolo nord-occidentale è stato identificato un sistema formato da pozzo e cisterna, successivamente chiuso probabilmente in età augustea.

Presso il cosiddetto Heroon sono state scoperte le fosse votive del III secolo a.C., mentre nello spazio centrale della piazza gli archeologi hanno riconosciuto le tracce di un edificio oggi scomparso, smantellato già nelle ultime fasi di vita della città.

Ulteriori indagini condotte nel 2022 hanno documentato le fondazioni del portico e nuovi livelli di frequentazione antica.

Queste scoperte stanno progressivamente modificando la conoscenza di uno dei settori più antichi di Pompei.

Gli scavi moderni

Il Foro Triangolare fu esplorato molto presto nella storia degli scavi pompeiani.

Le prime campagne iniziarono nel 1765 e continuarono negli anni immediatamente successivi.

Nuove indagini furono effettuate nel corso dell'Ottocento e del Novecento, mentre le moderne ricerche stratigrafiche stanno permettendo di recuperare informazioni che gli scavatori più antichi non erano in grado di documentare.

L'area rappresenta quindi anche un esempio della lunga evoluzione dell'archeologia pompeiana: dagli scavi borbonici finalizzati soprattutto alla scoperta dei monumenti alle moderne indagini dedicate alla ricostruzione delle diverse fasi storiche.

Uno dei luoghi più antichi di Pompei

Il Foro Triangolare permette di osservare una Pompei molto diversa da quella delle grandi domus decorate nel I secolo d.C.

Qui la storia della città risale fino al VI secolo a.C., quando sul margine del pianoro venne fondato uno dei suoi primi grandi santuari.

Nei secoli successivi cambiarono l'architettura, le istituzioni e la cultura della città. Intorno al santuario sorsero portici, palestre e teatri, ma il carattere sacro dell'area continuò a influenzare l'organizzazione dell'intero quartiere.

Per la sua antichità, la posizione panoramica e lo stretto rapporto con il Tempio Dorico e il quartiere dei teatri, il Foro Triangolare è uno dei luoghi fondamentali per comprendere le origini e l'evoluzione urbana di Pompei.

Approfondimenti

Pompeiiinpictures Immagini dettagliate dell'edificio

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