Il Foro Civile di Pompei era il cuore politico, religioso, amministrativo ed economico della città. Intorno alla grande piazza si concentravano gli edifici nei quali si amministrava la giustizia, si svolgevano gli affari pubblici, si commerciava, si celebravano i culti cittadini e veniva rappresentato il potere delle famiglie più importanti e, in età imperiale, quello di Roma.
Più che un singolo monumento, il Foro era quindi il centro della vita pubblica pompeiana. Qui cittadini, magistrati, mercanti e visitatori si incontravano quotidianamente e qui si trovavano alcuni degli edifici più importanti della città: il Tempio di Giove, il Santuario di Apollo, la Basilica, il Macellum, gli edifici amministrativi e numerosi monumenti legati alla vita religiosa e politica.
L'aspetto che vediamo oggi è il risultato di una lunga trasformazione durata diversi secoli.
Dalla piazza più antica al Foro monumentale
In origine il Foro era probabilmente uno spazio aperto dalla forma meno regolare rispetto alla grande piazza monumentale dell'epoca romana.
Sul lato occidentale esisteva già l'antichissimo Santuario di Apollo, mentre lungo il settore orientale si trovavano botteghe e altri edifici.
Tra il III e il II secolo a.C., durante una delle fasi di maggiore prosperità della Pompei sannitica, l'intera area fu profondamente trasformata.
La piazza venne regolarizzata e monumentalizzata, circondata da portici e pavimentata con lastre di tufo. Contemporaneamente furono costruiti o rinnovati alcuni dei grandi edifici che ancora oggi caratterizzano il settore, tra cui la Basilica e il Tempio di Giove.
Questi lavori trasformarono un antico spazio urbano nel vero centro monumentale della città.
Il Tempio di Giove e il Vesuvio
Il lato settentrionale della piazza è dominato dal Tempio di Giove, costruito su un alto podio.
Dopo la fondazione della colonia romana, il santuario venne associato alla Triade Capitolina – Giove, Giunone e Minerva –, diventando uno dei principali simboli della nuova identità romana della città.
L'edificio occupa una posizione scenografica straordinaria: osservando la piazza da sud, il tempio chiude prospetticamente il Foro mentre alle sue spalle si innalza il Vesuvio.
Questo rapporto tra architettura e paesaggio costituisce ancora oggi una delle immagini più celebri di Pompei.
Una piazza riservata ai pedoni
Il Foro era uno spazio monumentale nel quale il traffico dei carri veniva impedito.
Agli accessi erano presenti dispositivi in pietra che impedivano ai veicoli di entrare nella piazza, lasciando lo spazio centrale ai pedoni e alle attività pubbliche.
Questo permetteva di separare il cuore monumentale della città dal traffico che percorreva le strade circostanti.
I portici offrivano inoltre riparo dal sole e dalla pioggia e permettevano di camminare lungo i lati della piazza raggiungendo gli edifici pubblici che vi si affacciavano.
La Basilica: affari e giustizia
All'estremità sud-occidentale del Foro si trova la Basilica, uno degli edifici pubblici più grandi e antichi della città.
Costruita tra la fine del II e l'inizio del I secolo a.C., era utilizzata per l'amministrazione della giustizia e per le attività economiche e commerciali.
Al suo interno magistrati, commercianti e cittadini potevano incontrarsi, discutere affari e risolvere controversie.
La presenza della Basilica accanto alla piazza mostra quanto strettamente fossero collegate nel mondo romano vita politica, attività economica e amministrazione della giustizia.
Il Santuario di Apollo
Sul lato occidentale del Foro sorge il Santuario di Apollo, uno dei luoghi di culto più antichi di Pompei.
Le origini del santuario risalgono a molti secoli prima della trasformazione romana della città e testimoniano i profondi rapporti culturali che Pompei ebbe con il mondo greco ed etrusco.
Quando il Foro venne monumentalizzato, il santuario fu integrato nel nuovo assetto della piazza.
La sua presenza ricorda che il centro della città romana non separava nettamente politica e religione: i culti pubblici facevano parte integrante della vita civica.
Il mercato e le attività economiche
Sul lato orientale si trova il Macellum, il grande mercato alimentare della città.
Qui venivano venduti soprattutto carne e pesce, ma probabilmente anche altri prodotti alimentari.
La presenza del mercato direttamente sul Foro mostra quanto la piazza fosse anche un importante centro economico.
Intorno ad essa transitavano merci, denaro e persone provenienti non soltanto da Pompei, ma anche dalle campagne e dagli insediamenti vicini.
Il Foro era quindi molto diverso da una moderna piazza puramente monumentale: era uno spazio quotidianamente attraversato da attività economiche, amministrative e religiose.
Politica e amministrazione della città
Sul lato meridionale si trovavano gli edifici legati all'amministrazione municipale.
Qui operavano i magistrati e gli organismi che governavano la città.
Nell'angolo sud-orientale della piazza si trova inoltre il cosiddetto Comitium. Tradizionalmente è stato interpretato come uno spazio collegato alle elezioni municipali, ma le ricerche archeologiche più recenti invitano a mantenere una certa prudenza: sono state proposte anche funzioni connesse all'amministrazione della giustizia o alle attività di mercato.
Le nuove indagini hanno dimostrato che prima della costruzione di questo edificio nell'area esistevano botteghe e almeno parte di un'abitazione, poi demolite durante la riorganizzazione monumentale del Foro.
Il Foro nell'età di Augusto
Con l'inizio dell'età imperiale il Foro cambiò nuovamente aspetto.
La vecchia pavimentazione fu sostituita da grandi lastre di travertino e la piazza venne progressivamente arricchita con nuovi edifici, statue e monumenti celebrativi.
Su alcune lastre sono ancora visibili gli incassi nei quali erano inserite lettere di bronzo appartenenti a una grande iscrizione.
Intorno alla piazza sorsero o furono profondamente modificati anche edifici collegati al culto imperiale e alla rappresentazione politica della città.
Pompei stava ormai assumendo pienamente l'aspetto di una città dell'Impero romano.
Statue e monumenti onorari
Il Foro doveva apparire molto più ricco e affollato di quanto suggeriscano oggi le rovine.
Lungo la piazza si innalzavano numerose statue dedicate agli imperatori, ai membri della famiglia imperiale e ai cittadini più illustri.
Oggi rimangono soprattutto i grandi basamenti sui quali queste statue erano collocate.
Le immagini dei personaggi più prestigiosi trasformavano il Foro in una sorta di memoria monumentale della comunità: attraversando la piazza, i cittadini erano circondati dalle figure che rappresentavano Roma, il potere imperiale e le famiglie più influenti di Pompei.
Il terremoto del 62 d.C.
Il grande terremoto che colpì Pompei nel 62 d.C. danneggiò anche gli edifici del Foro.
Nei diciassette anni successivi furono avviati numerosi interventi di restauro e ricostruzione, ma quando il Vesuvio eruttò nel 79 d.C. diversi lavori non erano ancora terminati.
Il Foro che venne sepolto dall'eruzione era quindi un grande cantiere nel quale monumenti antichi restaurati convivevano con edifici ancora in fase di ricostruzione.
Questa situazione contribuisce a spiegare alcune delle anomalie visibili oggi nell'area monumentale.
Dopo l'eruzione
La storia del Foro non terminò immediatamente nel 79 d.C.
Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che dopo l'eruzione persone tornarono nell'area sepolta per recuperare materiali preziosi e da costruzione.
Marmi, elementi architettonici e decorazioni furono asportati da numerosi edifici.
Quando gli scavi moderni raggiunsero il Foro, apparve evidente che una parte consistente dei suoi ornamenti era già stata rimossa nell'antichità.
Anche il pavimento di alcuni edifici, come il cosiddetto Comitium, fu smontato per recuperare le lastre di marmo.
La riscoperta del Foro
Gli scavi sistematici della piazza iniziarono all'inizio dell'Ottocento e interessarono progressivamente gli edifici che la circondavano.
La scoperta del Foro fu fondamentale per comprendere che Pompei non era soltanto un insieme di case straordinariamente conservate, ma una vera città romana con istituzioni, tribunali, mercati, templi e spazi amministrativi.
La piazza contribuì così in maniera decisiva alla ricostruzione della vita politica e sociale dell'antica città.
Il cuore di Pompei
Visitare il Foro significa trovarsi nel luogo nel quale convergevano quasi tutte le principali attività pubbliche di Pompei.
A pochi passi l'uno dall'altro si trovavano il grande santuario della città romana, uno dei suoi culti più antichi, il tribunale, il mercato, gli uffici municipali e gli edifici destinati alla rappresentazione del potere.
Per comprendere Pompei non basta quindi osservare le singole rovine che circondano la piazza. Bisogna immaginare il Foro come uno spazio pieno di cittadini, magistrati, sacerdoti, commercianti, venditori, clienti e visitatori, circondati da colonne, statue, iscrizioni e facciate monumentali.
Era qui che la città mostrava pubblicamente la propria identità.
Per questo il Foro Civile può essere considerato il vero cuore di Pompei: il luogo nel quale politica, religione, economia e vita sociale si incontravano ogni giorno.
