Le Terme del Foro, situate immediatamente a nord del Foro Civile e alle spalle del Tempio di Giove, erano uno dei principali stabilimenti termali pubblici di Pompei. Pur essendo più piccole delle Terme Stabiane, si distinguono per l'eleganza degli ambienti, la ricchezza delle decorazioni e l'eccezionale stato di conservazione di alcune sale.

Il complesso fu costruito negli anni immediatamente successivi all'80 a.C., quando Pompei, dopo la conquista di Silla, divenne colonia romana. La realizzazione delle terme rispondeva alla necessità di fornire alla nuova comunità cittadina un moderno edificio pubblico destinato al bagno, alla cura del corpo e alla vita sociale.

Uomini e donne disponevano di settori separati e ingressi distinti. La parte maschile, più ampia e riccamente decorata, è quella che permette ancora oggi di comprendere meglio il funzionamento di un impianto termale romano.

Le terme della nuova colonia romana

La costruzione delle Terme del Foro appartiene a un momento decisivo della storia di Pompei.

Dopo la Guerra Sociale, la città fu conquistata dalle truppe di Silla e nell'80 a.C. vi fu insediata una colonia di veterani romani. Negli anni successivi furono realizzati o trasformati numerosi edifici pubblici secondo modelli pienamente romani.

Le Terme del Foro fanno parte di questo processo.

Un'iscrizione rinvenuta presso Via del Foro ricorda la costruzione di un edificio pubblico da parte di importanti magistrati della nuova colonia, Lucius Caesius, Caius Occius e Lucius Niraemius. L'iscrizione viene generalmente collegata proprio alla realizzazione del complesso termale.

La posizione scelta era particolarmente prestigiosa: a pochi passi dal Foro, dal Tempio di Giove e dai principali edifici amministrativi della città.

Un luogo per il bagno e la vita sociale

Per i Romani le terme non erano semplicemente un luogo nel quale lavarsi.

Il bagno pubblico faceva parte della vita quotidiana. Alle terme si potevano incontrare amici, clienti e conoscenti, discutere di affari, rilassarsi e trascorrere parte della giornata.

Il percorso attraverso ambienti a temperature differenti aveva anche una precisa funzione nella cura del corpo.

Si passava normalmente dallo spogliatoio agli ambienti tiepidi e caldi, per poi concludere il percorso con un bagno freddo.

Dietro queste attività apparentemente semplici esisteva una complessa organizzazione fatta di addetti alle fornaci, manutentori, servi e personale incaricato del funzionamento quotidiano dell'edificio.

Il settore maschile

La parte maschile delle Terme del Foro è quella meglio conservata.

Il percorso comprendeva apodyterium, frigidarium e calidarium. Lo spogliatoio veniva utilizzato anche come ambiente tiepido e svolgeva quindi contemporaneamente la funzione di apodyterium e tepidarium.

Entrando nelle sale si percepisce ancora oggi quanto fosse importante l'aspetto decorativo.

Le terme pubbliche non erano ambienti puramente funzionali: stucchi, figure, nicchie e superfici dipinte contribuivano a trasformare il bagno in un'esperienza confortevole e prestigiosa.

L'apodyterium-tepidarium

Uno degli ambienti più spettacolari è l'apodyterium-tepidarium, utilizzato sia come spogliatoio sia come sala a temperatura moderata.

Lungo le pareti si aprono nicchie nelle quali i frequentatori potevano depositare abiti e oggetti personali.

Le nicchie sono separate da caratteristiche figure maschili in terracotta, simili a telamoni, che sembrano sostenere la cornice superiore. Al di sopra si conserva una raffinata decorazione in stucco con motivi vegetali, figure mitologiche e altri elementi ornamentali.

La ricchezza di questa sala permette di immaginare quanto fosse diverso l'aspetto originario delle terme rispetto alle semplici murature che caratterizzano molti altri edifici pompeiani.

Il grande braciere

Nello stesso ambiente è conservato un grande braciere in bronzo utilizzato per contribuire al riscaldamento della sala.

Un'iscrizione ricorda che il braciere fu offerto da Marcus Nigidius Vaccula.

Il dono rappresenta un tipico esempio di evergetismo: cittadini facoltosi finanziavano opere o attrezzature destinate alla comunità, associando così il proprio nome a un beneficio pubblico.

Il braciere aveva quindi contemporaneamente una funzione pratica e una funzione sociale. Riscaldava l'ambiente ma ricordava anche a tutti i frequentatori la generosità del donatore.

Il frigidarium

Dal settore dello spogliatoio si poteva raggiungere il frigidarium, destinato al bagno freddo.

È un ambiente raccolto, di forma circolare, con una vasca al centro.

La copertura e la decorazione contribuivano a creare un'atmosfera completamente diversa da quella delle grandi sale rettangolari.

Qui il bagnante poteva immergersi nell'acqua fredda, normalmente nella parte finale del percorso termale, dopo essere passato attraverso gli ambienti riscaldati.

L'alternanza di caldo e freddo era uno degli aspetti caratteristici del bagno romano.

Il calidarium

Il calidarium era invece l'ambiente destinato al bagno caldo.

La sala veniva mantenuta a temperatura elevata attraverso un sofisticato sistema di riscaldamento.

A un'estremità si trovava l'alveus, la grande vasca contenente acqua calda nella quale i bagnanti potevano immergersi.

Sul lato opposto era collocato il labrum, un grande bacino utilizzato per l'acqua più fresca.

Questa disposizione consentiva di alternare temperature differenti senza abbandonare la sala.

Come venivano riscaldate le terme

Il calore necessario al funzionamento delle terme era prodotto nel praefurnium, il settore delle fornaci.

Il sistema romano permetteva di far circolare aria calda sotto i pavimenti delle sale.

I pavimenti non poggiavano direttamente sul terreno ma erano sostenuti da piccoli pilastri, creando uno spazio vuoto attraverso il quale poteva passare l'aria riscaldata dalle fornaci.

Questo sistema, chiamato ipocausto, poteva essere integrato da intercapedini nelle pareti che permettevano al calore di salire e distribuirsi nell'ambiente.

Il funzionamento delle terme richiedeva quindi un lavoro continuo. Le fornaci dovevano essere alimentate, l'acqua riscaldata e gli impianti mantenuti efficienti per molte ore ogni giorno.

L'acqua

Un grande impianto termale aveva bisogno di quantità considerevoli d'acqua.

Nelle prime fasi le Terme del Foro utilizzavano sistemi di approvvigionamento basati anche su cisterne. La situazione migliorò notevolmente quando Pompei venne collegata all'acquedotto, in età augustea.

Una cisterna situata presso Vicolo delle Terme riceveva l'acqua che veniva successivamente distribuita al complesso attraverso condutture.

L'arrivo dell'acquedotto rese più semplice alimentare continuamente le vasche e garantire il funzionamento delle diverse sezioni dell'edificio.

Le terme mostrano quindi in maniera concreta quanto l'evoluzione della vita quotidiana romana fosse strettamente collegata allo sviluppo delle infrastrutture urbane.

Il settore femminile

Accanto alla parte maschile si trovava la sezione femminile, più piccola e dotata di un proprio ingresso.

Anche qui erano presenti gli ambienti fondamentali del percorso termale, ma il settore aveva dimensioni inferiori e un apparato decorativo meno monumentale.

Quando il Vesuvio eruttò nel 79 d.C. questa parte del complesso era interessata da lavori di ristrutturazione.

Le recenti attività di restauro e ricerca hanno permesso di recuperare decorazioni che erano rimaste nascoste o poco leggibili.

Sono riemerse superfici con motivi naturalistici e fogliame dai colori vivaci, insieme a numerosi graffiti e disegni lasciati sulle pareti nel corso del tempo.

Graffiti e tracce dei frequentatori

Come molti luoghi pubblici di Pompei, anche le Terme del Foro conservano testimonianze lasciate direttamente dalle persone che le frequentavano.

Sulle pareti sono stati individuati graffiti, disegni di navi, animali e altre figure, insieme a numerose scritte.

Sono tracce apparentemente modeste, ma estremamente preziose.

Le decorazioni ufficiali raccontano l'immagine monumentale che i costruttori desideravano dare all'edificio; i graffiti mostrano invece la presenza quotidiana delle persone che utilizzavano realmente quegli spazi.

Le terme diventano così non soltanto un monumento architettonico, ma anche un archivio della vita quotidiana pompeiana.

Più di 500 lucerne

Uno dei ritrovamenti più interessanti riguarda la zona dell'ingresso della sezione maschile.

Qui furono rinvenute più di 500 lucerne.

Una quantità così elevata suggerisce che le terme potessero essere utilizzate anche nelle ore serali, quando era necessario illuminare artificialmente gli ambienti.

Bisogna quindi immaginare il complesso frequentato non soltanto durante il giorno, ma anche dopo il tramonto, illuminato dalla luce tremolante di centinaia di lampade a olio.

È un dettaglio che restituisce un'immagine particolarmente viva della città.

Il terremoto del 62 d.C.

Il grande terremoto del 62 d.C. provocò gravi danni anche alle Terme del Foro.

Negli anni successivi furono eseguiti importanti lavori di riparazione e rinnovamento.

L'aspetto che il complesso conserva oggi dipende in larga misura proprio dagli interventi effettuati dopo il terremoto.

Alcuni ambienti furono restaurati e nuovamente decorati, mentre nella sezione femminile i lavori erano ancora in corso quando avvenne l'eruzione.

Le Terme del Foro rappresentano quindi uno dei numerosi luoghi nei quali è possibile osservare una Pompei ancora impegnata nella ricostruzione alla vigilia della catastrofe.

Gli schiavi e il lavoro invisibile

Il lusso del bagno pubblico era reso possibile dal lavoro di numerose persone, molte delle quali erano probabilmente schiavi.

Le fornaci dovevano essere alimentate continuamente con legna; l'acqua doveva essere controllata e distribuita; gli ambienti richiedevano pulizia e manutenzione.

Una testimonianza particolarmente significativa legata alle Terme del Foro ricorda Nicia, indicato come fornacator, cioè addetto alla fornace.

Personaggi come Nicia rappresentano quella parte della società che normalmente rimane invisibile nelle grandi architetture pubbliche.

Dietro gli stucchi, le vasche e le sale riscaldate esisteva un intenso lavoro quotidiano indispensabile al funzionamento dell'edificio.

La scoperta delle Terme del Foro

Le Terme del Foro furono individuate durante gli scavi borbonici del 1823-1824.

Nel luglio del 1824 gli scavatori portarono alla luce le tre grandi sale voltate della sezione maschile e riconobbero di trovarsi davanti a un impianto termale.

Lo stato di conservazione degli ambienti, delle volte e delle decorazioni rese immediatamente il complesso particolarmente importante per lo studio delle terme romane.

Le scoperte di Pompei permisero infatti agli studiosi dell'Ottocento di comprendere concretamente il funzionamento di edifici che fino ad allora erano conosciuti soprattutto attraverso le fonti letterarie e i resti molto più frammentari presenti in altre città.

Le ricerche e i restauri moderni

Le Terme del Foro continuano ancora oggi a essere studiate e restaurate.

Le indagini moderne hanno permesso di comprendere meglio le diverse fasi edilizie, i sistemi di approvvigionamento idrico e soprattutto il settore femminile.

I recenti interventi hanno recuperato superfici decorate, graffiti e dettagli che nel corso del tempo erano diventati difficili da leggere.

Ogni nuovo restauro permette così di avvicinarsi maggiormente all'aspetto che gli ambienti dovevano avere nel 79 d.C.

Un luogo della vita quotidiana

Le Terme del Foro sono particolarmente importanti perché permettono di comprendere un aspetto della civiltà romana che va oltre i grandi eventi politici e le ricche abitazioni private.

Qui si svolgeva una parte della vita quotidiana della città.

Le persone si spogliavano, si lavavano, passavano da una sala all'altra, incontravano conoscenti e trascorrevano il proprio tempo libero. Intanto, negli ambienti di servizio, altri uomini alimentavano le fornaci e garantivano il funzionamento dell'intero sistema.

La vicinanza al Foro rendeva inoltre queste terme particolarmente comode per chi frequentava il centro politico e commerciale della città.

Per l'eleganza delle decorazioni, l'ottimo stato di conservazione e la possibilità di comprendere concretamente il funzionamento del bagno romano, le Terme del Foro VII-5, 24 costituiscono uno dei luoghi fondamentali per conoscere la vita quotidiana della Pompei antica.

Approfondimenti

Pompeiiinpictures Immagini dettagliate dell'edificio

Pompei Online è un'idea di Tiberio Gracco 
P.IVA 05674470652