Il Macellum di Pompei, situato nell'angolo nord-orientale del Foro Civile, era il principale mercato alimentare della città. Qui gli abitanti potevano acquistare soprattutto carne e pesce, ma probabilmente anche altri prodotti destinati al consumo quotidiano.
La sua posizione era particolarmente favorevole: vicinissimo al centro politico e religioso di Pompei, ma collocato lateralmente rispetto alla grande piazza, permetteva di concentrare le attività commerciali senza occupare direttamente lo spazio monumentale del Foro.
Il Macellum non era però soltanto un insieme di botteghe. Era un edificio pubblico organizzato intorno a un grande cortile, nel quale commercio, culto imperiale e vita sociale convivevano nello stesso complesso.
Il mercato alimentare di Pompei
Nelle città romane il termine macellum indicava un mercato specializzato soprattutto nella vendita di generi alimentari.
A Pompei questo tipo di attività era inizialmente distribuito tra le numerose botteghe che circondavano il Foro. Durante la grande trasformazione monumentale della città, tra il II e il I secolo a.C., il commercio alimentare venne progressivamente concentrato in un edificio specificamente destinato a questa funzione.
La nascita del Macellum fa quindi parte di un processo più ampio che modificò profondamente il centro urbano: mentre la Basilica accoglieva affari e attività giudiziarie, il mercato alimentare trovava uno spazio specializzato sul lato orientale della piazza.
Questa organizzazione rendeva il Foro più monumentale e nello stesso tempo più funzionale.
Gli ingressi
Il Macellum disponeva di diversi accessi.
Gli ingressi principali mettevano in comunicazione il mercato con il Foro Civile e con la strada posta sul lato settentrionale, mentre un ulteriore passaggio consentiva di raggiungere il complesso dal settore orientale.
Chi arrivava direttamente dal Foro attraversava una facciata integrata nel portico della piazza.
La particolare posizione dell'edificio, che non seguiva perfettamente l'orientamento del Foro, impose agli architetti alcune soluzioni ingegnose: le botteghe disposte lungo la facciata occidentale avevano infatti dimensioni differenti per compensare la diversa inclinazione delle strutture.
Il grande cortile centrale
Superato l'ingresso si accedeva a un ampio cortile interno, originariamente circondato almeno in parte da un portico.
Intorno a questo spazio si aprivano botteghe e ambienti destinati alle diverse attività del mercato.
Nel 79 d.C. il complesso mostrava ancora le conseguenze delle trasformazioni e dei lavori effettuati dopo il terremoto del 62 d.C. Alcune parti erano state ricostruite, mentre altri interventi potrebbero non essere stati ancora completamente terminati.
Per immaginare il Macellum in funzione bisogna quindi pensare a uno spazio molto diverso dalle rovine silenziose visibili oggi: venditori, clienti, merci, animali, acqua e rumori dovevano animare continuamente il grande cortile.
La struttura circolare al centro del mercato
Al centro del cortile sono visibili dodici basi in pietra disposte in cerchio.
Sostenevano probabilmente una struttura coperta, tradizionalmente definita tholos. Nello stesso settore erano presenti una vasca e impianti collegati all'acqua.
La funzione precisa di questa struttura è stata molto discussa.
In passato è stata collegata in particolare alla pulizia e alla preparazione del pesce, attività certamente importante nel Macellum. È comunque più prudente considerare il settore centrale come parte delle attrezzature funzionali e monumentali del mercato senza attribuirgli una funzione esclusiva del tutto certa.
La presenza dell'acqua era fondamentale in un edificio nel quale si lavoravano e vendevano alimenti deperibili.
La vendita del pesce
La parte più chiaramente identificabile con il commercio alimentare si trova sul lato orientale.
In uno degli ambienti è conservato un lungo bancone in muratura, accompagnato da canalizzazioni che permettevano all'acqua di defluire verso lo scarico.
Queste caratteristiche rendono molto probabile l'utilizzo del locale per la vendita e la lavorazione del pesce.
Acqua corrente, superfici lavabili e sistemi di drenaggio consentivano infatti di pulire le merci e mantenere l'ambiente nelle condizioni necessarie all'attività commerciale.
Il ritrovamento di resti di pesce durante gli scavi contribuì in maniera decisiva a identificare correttamente l'intero edificio come mercato.
Carne e altri alimenti
Altre botteghe erano probabilmente destinate alla vendita di carne e diversi generi alimentari.
Gli archeologi rinvennero nel complesso resti di alimenti che permisero di comprendere la vera funzione dell'edificio.
Questo dato è particolarmente interessante perché durante le prime esplorazioni il Macellum non fu immediatamente riconosciuto come mercato.
La presenza di basi, statue e ambienti di carattere religioso indusse inizialmente gli scavatori a interpretarlo come una sorta di Pantheon, un edificio dedicato a diverse divinità.
Soltanto lo studio degli ambienti e dei reperti alimentari permise di riconoscere progressivamente la funzione commerciale del complesso.
Il culto imperiale nel mercato
Sul fondo orientale del cortile si aprono tre grandi ambienti.
Quello centrale aveva una funzione particolarmente importante ed era collegato al culto della casa imperiale.
Nelle nicchie laterali erano collocate statue, mentre sul fondo si trovava una base destinata a un'immagine di rango superiore. Tra i reperti rinvenuti vi era anche parte di una statua imperiale.
La presenza del culto imperiale all'interno del mercato può sembrare insolita a un visitatore moderno, ma nel mondo romano religione, politica ed economia non erano ambiti rigidamente separati.
Anche un luogo destinato alla vendita quotidiana degli alimenti poteva contribuire alla celebrazione dell'imperatore e dell'ordine politico romano.
Le statue
Dagli ambienti orientali provengono diverse sculture in marmo.
Alcune rappresentavano personaggi della famiglia imperiale o importanti figure pubbliche.
Le statue ricordavano ai frequentatori del mercato il legame tra la vita quotidiana della città e il potere di Roma.
Oggi, osservando le nicchie vuote, è facile sottovalutare l'effetto originario dell'ambiente. Bisogna invece immaginarlo popolato da immagini scolpite, con pareti decorate e un apparato monumentale molto più ricco di quello conservato.
I banchetti
L'ambiente situato a sinistra del sacello centrale è stato interpretato come uno spazio utilizzato per banchetti collegati alle cerimonie religiose.
Nel mondo romano il sacrificio e il banchetto erano spesso momenti dello stesso rituale.
Una parte della carne degli animali sacrificati poteva essere consumata durante pasti collettivi, trasformando il rito religioso anche in un'occasione sociale.
La presenza di questi ambienti all'interno del Macellum mostra ancora una volta quanto il mercato fosse qualcosa di più di un semplice spazio commerciale.
Gli affreschi
Il Macellum conservava anche un importante apparato pittorico.
Alcune pareti erano decorate in IV Stile pompeiano, con grandi pannelli, architetture fantastiche e scene mitologiche.
Tra i soggetti documentati figuravano episodi legati a Ulisse e Penelope, Medea e altri protagonisti della mitologia greca.
Immagini di questo tipo non erano riservate esclusivamente alle ricche domus private. Anche gli edifici pubblici potevano utilizzare un raffinato linguaggio figurativo per rendere più prestigiosi gli spazi frequentati quotidianamente dalla popolazione.
Il mercato pompeiano era quindi anche un ambiente riccamente decorato.
Il rapporto con il Foro
Uno degli aspetti più interessanti del Macellum è il suo stretto rapporto con il Foro Civile.
Il mercato si affacciava direttamente sul cuore monumentale della città, ma nello stesso tempo rimaneva abbastanza separato da evitare che le attività quotidiane di vendita interferissero eccessivamente con le funzioni politiche e religiose della piazza.
Questa collocazione racconta molto dell'organizzazione urbanistica di Pompei.
Intorno allo stesso spazio centrale si trovavano infatti edifici con funzioni molto differenti: templi, Basilica, uffici amministrativi, monumenti onorari e mercato.
Il Foro non era quindi soltanto una piazza cerimoniale, ma il punto nel quale convergevano quasi tutte le principali attività della comunità.
Il mercato e l'economia pompeiana
Pompei occupava una posizione favorevole per gli scambi.
Il territorio vesuviano produceva vino, olio, cereali, frutta e altri prodotti agricoli, mentre il vicino mare e il sistema portuale garantivano l'arrivo di pesce e merci provenienti da altre zone del Mediterraneo.
Il Macellum rappresentava il punto finale di una parte di questa rete economica.
Qui prodotti provenienti dalle campagne, dalla costa e dai circuiti commerciali potevano essere acquistati direttamente dagli abitanti della città.
Dietro un semplice acquisto quotidiano si nascondeva quindi un sistema economico molto più vasto che collegava Pompei al suo territorio e al Mediterraneo.
Il terremoto del 62 d.C.
Il grande terremoto del 62 d.C. provocò danni anche al Macellum.
Negli anni successivi furono eseguiti importanti lavori di ricostruzione e decorazione.
Pareti e ambienti vennero rifatti, nuove pitture furono realizzate e alcune strutture del cortile furono modificate.
Quando il Vesuvio eruttò nel 79 d.C., il mercato potrebbe essere stato ancora interessato da lavori di sistemazione.
Come in molti altri edifici pubblici di Pompei, le tracce del cantiere testimoniano quanto lungo e complesso fosse stato il processo di ricostruzione della città dopo il terremoto.
La scoperta
Il Macellum fu riportato alla luce soprattutto durante gli scavi condotti tra il 1818 e il 1822, con ulteriori indagini negli anni successivi.
Inizialmente l'edificio fu interpretato in maniera errata come un luogo di culto.
La presenza di elementi monumentali e statue sembrava infatti indicare un edificio religioso.
Il ritrovamento di resti di pesce, frutta e altri alimenti, insieme ai banconi e ai sistemi di drenaggio, permise successivamente di riconoscere la vera funzione del complesso.
Questa vicenda è un buon esempio di come l'interpretazione archeologica possa cambiare con il procedere degli scavi e lo studio dei reperti.
Il mercato nella vita quotidiana
Per comprendere davvero il Macellum bisogna immaginarlo durante una normale giornata del 79 d.C.
Negli ambienti e nelle botteghe si esponevano alimenti, i venditori richiamavano i clienti, il pesce veniva pulito utilizzando l'acqua delle vasche e delle canalizzazioni e decine di persone attraversavano continuamente il cortile.
Contemporaneamente, le statue della famiglia imperiale e gli spazi destinati alle cerimonie ricordavano che anche le attività più quotidiane si svolgevano all'interno dell'ordine politico e religioso della città romana.
Il Macellum VII-9, 7.8.19.52 è quindi uno dei luoghi migliori di Pompei per comprendere come economia, alimentazione, vita quotidiana, religione e potere pubblico potessero convivere all'interno dello stesso edificio.