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Alimenti della dieta romana a Oplontis con pane, cereali, legumi, frutta e Vesuvio sullo sfondo
Ricostruzione illustrativa degli alimenti che caratterizzavano la dieta degli abitanti di Oplontis prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Pane, cereali, legumi e prodotti della terra erano probabilmente alla base dell'alimentazione quotidiana degli abitanti di Oplontis morti durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. A rivelarlo è un nuovo studio bioarcheologico sui resti umani rinvenuti nella cosiddetta Villa B, nell'attuale Torre Annunziata, a pochi chilometri dall'antica Pompei.

La ricerca offre uno sguardo particolarmente suggestivo sulla vita quotidiana della popolazione vesuviana: quasi duemila anni dopo l'eruzione, l'analisi delle ossa permette infatti di ricostruire non soltanto come morirono alcune delle vittime, ma anche quali alimenti caratterizzavano la loro dieta.

Le vittime della Villa B di Oplontis

Lo studio riguarda i resti recuperati nell'ambiente 10 della Villa B di Oplontis, conosciuta anche come Villa di Lucius Crassius Tertius.

Il complesso sorgeva vicino all'antica linea di costa ed era strettamente collegato alle attività commerciali e agricole. Nei suoi ambienti sono state rinvenute numerose anfore e strutture utilizzate per lo stoccaggio e il commercio di prodotti del territorio, in particolare del vino.

Quando il Vesuvio eruttò nel 79 d.C., un gruppo di persone cercò rifugio in uno degli ambienti dell'edificio, probabilmente nella speranza di poter sfuggire alla catastrofe attraverso la vicina zona portuale.

Una nuova revisione dei resti archeologici e antropologici ha permesso agli studiosi anche di riconsiderare il numero delle persone presenti nell'ambiente al momento dell'eruzione.

Le ossa raccontano cosa mangiavano

Per ricostruire l'alimentazione degli individui, i ricercatori hanno analizzato il collagene delle ossa utilizzando gli isotopi stabili del carbonio e dell'azoto.

In termini semplici, differenti categorie di alimenti lasciano nel nostro organismo caratteristiche tracce chimiche. Studiandole è possibile capire quali risorse abbiano avuto un peso maggiore nell'alimentazione di una popolazione antica.

La ricerca ha analizzato 46 campioni umani e 3 campioni animali, integrando i risultati delle analisi isotopiche con informazioni archeologiche, antropologiche e paleopatologiche.

Soprattutto grano, orzo e legumi

I risultati indicano una dieta fondata prevalentemente su risorse terrestri e vegetali.

Tra gli alimenti che meglio corrispondono ai dati ottenuti figurano cereali come grano e orzo, insieme a legumi e altri prodotti agricoli locali.

Si tratta di un quadro che restituisce un'immagine molto concreta della vita quotidiana nell'area vesuviana: il pane e i cereali dovevano rappresentare una parte fondamentale dell'alimentazione, affiancati dai prodotti provenienti dalle campagne circostanti.

Un quadro che trova numerosi punti di contatto con ciò che sappiamo anche della vicina città di Pompei. Per approfondire questo aspetto è possibile leggere il nostro articolo dedicato a l'alimentazione dei Pompeiani, tra botteghe, pane, vino e prodotti consumati quotidianamente dagli abitanti della città romana.

Alle risorse vegetali si aggiungevano proteine di origine animale, probabilmente provenienti da carne e prodotti lattiero-caseari, ma in quantità più moderate.

Poco pesce, nonostante la vicinanza al mare

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda proprio il pesce.

Oplontis sorgeva in prossimità del mare e di una zona interessata da intensi traffici commerciali. Sarebbe quindi naturale immaginare che pesci e altre risorse marine avessero un ruolo importante nell'alimentazione degli abitanti.

Le analisi raccontano invece una storia differente.

Le risorse marine risultano avere avuto un peso relativamente limitato, mentre la componente principale della dieta proveniva dalla terra e dall'agricoltura.

Questo non significa naturalmente che il pesce fosse assente dalle tavole di Oplontis, ma che non sembra avere rappresentato una delle principali fonti alimentari degli individui studiati.

Uomini e donne mangiavano in modo simile

I valori isotopici mostrano alcune differenze tra i singoli individui, segno che non tutti seguivano esattamente lo stesso regime alimentare.

Non sono però emerse differenze particolarmente marcate tra uomini e donne.

Il dato è interessante perché suggerisce che, almeno nel gruppo analizzato, il sesso non determinasse grandi differenze nell'accesso alle principali categorie di alimenti.

Un nuovo modo di conoscere la vita prima dell'eruzione

Pompei, Ercolano, Oplontis e gli altri siti sepolti dal Vesuvio vengono spesso raccontati attraverso gli edifici, gli affreschi e gli oggetti rimasti sotto la cenere.

Le moderne tecniche scientifiche consentono però di andare oltre.

Le ossa, i resti vegetali e animali, i semi, le anfore e le tracce lasciate dagli alimenti permettono di ricostruire aspetti della vita quotidiana che difficilmente potrebbero emergere dalle sole fonti scritte.

Lo studio di Oplontis mostra così una popolazione profondamente legata al territorio agricolo vesuviano: cereali, legumi e prodotti della campagna costituivano probabilmente la base dell'alimentazione, mentre carne, latticini e pesce completavano una dieta molto più legata alla terra di quanto la vicinanza al mare potrebbe far immaginare.

Visitare Pompei per scoprire la vita quotidiana dei suoi abitanti

Per chi visita oggi l'area archeologica, conoscere aspetti come l'alimentazione, le abitazioni, le botteghe e le attività quotidiane permette di leggere gli Scavi con occhi diversi.

Una visita guidata a Pompei può essere particolarmente utile per riconoscere sul posto forni, termopoli, abitazioni, botteghe e altri ambienti che raccontano concretamente come vivevano gli abitanti della città prima dell'eruzione.

Scopri le visite guidate a Pompei e le opzioni disponibili.

Dalle vittime di Oplontis alla Grande Pompei

La ricerca rappresenta soltanto una tappa di un progetto più ampio.

Gli studi futuri potranno mettere a confronto i dati di Oplontis con quelli provenienti da Pompei e dagli altri siti della Grande Pompei, contribuendo a comprendere se esistessero differenze alimentari tra città, quartieri, gruppi sociali e comunità dell'area vesuviana.

Per chi oggi visita questi luoghi, ricerche di questo genere aggiungono quindi un nuovo livello alla conoscenza del mondo romano: dietro le case, i templi e le strade conservate dall'eruzione emergono sempre più chiaramente anche le abitudini quotidiane delle persone che le abitavano.

Fonte scientifica

Valentina Giacometti, Simona Altieri, Noemi Mantile, Maria Rosa di Cicco, Chiara Comegna, Valeria Amoretti, Gabriel Zuchtriegel e Carmine Lubritto, A multidisciplinary bioarchaeological approach to diet at Oplontis (Pompeii): evidence for predominantly terrestrial resources, Journal of Archaeological Science: Reports, vol. 74, 2026, articolo 105986.

Ricerca realizzata in collaborazione tra il Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei e il DiSTABiF dell'Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

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