A pochi chilometri da Pompei, sulle alture di Castellammare di Stabia, si conservano alcune delle più spettacolari ville residenziali dell’antica area vesuviana.
Le Ville romane di Stabia furono costruite sul ciglio del pianoro di Varano, in una posizione panoramica che in antico permetteva di dominare il Golfo di Napoli, Capri e la Penisola Sorrentina.
A differenza di Pompei ed Ercolano, dove il visitatore entra nel tessuto di vere città romane, a Stabia il protagonista è soprattutto il mondo delle grandi ville d’otium, residenze aristocratiche progettate per il riposo, i banchetti, le terme, i giardini e la contemplazione del paesaggio.
Le due principali ville oggi visitabili sono:
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Villa San Marco, una delle più grandi ville residenziali romane conosciute;
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Villa Arianna, celebre per gli affreschi e per la sua straordinaria posizione panoramica.
La visita può essere completata con il Museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi, ospitato nella Reggia di Quisisana, dove sono esposti affreschi, sculture, oggetti e altri reperti provenienti dalle ville del territorio.
Per chi soggiorna a Pompei, Stabia rappresenta una delle escursioni archeologiche più interessanti e ancora relativamente poco conosciute.
L’antica Stabiae
L’antica Stabiae occupava una posizione strategica sul lato meridionale del Golfo di Napoli.
Il territorio era frequentato già in epoca arcaica e svolgeva un importante ruolo commerciale grazie alla posizione tra il mare, la Penisola Sorrentina e le vie che conducevano verso l’interno della Campania.
Durante la Guerra Sociale, nell’89 a.C., Stabiae fu conquistata e distrutta dalle truppe di Lucio Cornelio Silla.
La distruzione non segnò però la fine del territorio.
Nei decenni successivi il pianoro di Varano divenne una delle zone residenziali più prestigiose del Golfo.
Lungo il ciglio della collina furono costruite grandi ville panoramiche destinate alle famiglie più ricche dell’aristocrazia romana.
Le ville d’otium di Stabia
I Romani utilizzavano il termine otium per indicare il tempo sottratto agli impegni politici e professionali e dedicato allo studio, alla cultura, alla conversazione e al riposo.
Le ville di Stabia furono progettate proprio per questo tipo di vita.
Le residenze comprendevano:
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grandi sale da pranzo;
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ambienti panoramici;
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giardini;
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porticati;
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piscine;
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ninfei;
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quartieri termali;
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stanze per gli ospiti;
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terrazze affacciate sul mare.
Architettura e paesaggio costituivano un unico progetto.
Molte stanze erano orientate in modo da mantenere costantemente il contatto visivo con il Golfo.
Anche Cicerone, scrivendo all’amico Marco Mario che soggiornava a Stabia, ricordava il panorama sul golfo visibile dalla sua camera.
Il pianoro di Varano
Le grandi ville residenziali sorgevano sul pianoro di Varano, a circa 50 metri sopra l’antica linea di costa.
Prima dell’eruzione del 79 d.C. il mare era molto più vicino rispetto a oggi.
Le ville si trovavano quindi praticamente su una terrazza naturale affacciata direttamente sul Golfo.
Rampe e percorsi permettevano di collegare le residenze con la zona costiera sottostante.
Dalle terrazze era possibile osservare un panorama che comprendeva il mare, Capri, Ischia, Capo Miseno e la Penisola Sorrentina.
Questa posizione privilegiata costituisce uno degli elementi che distinguono maggiormente Stabia dalle altre città vesuviane.
Villa San Marco
Villa San Marco è la più grande delle ville attualmente visitabili a Stabia e una delle maggiori ville residenziali romane conosciute.
La superficie complessiva raggiunge circa 11.000 metri quadrati.
Il nome moderno non deriva da un proprietario romano, ma da una cappella dedicata a San Marco costruita nella zona nel XVIII secolo.
Il primo impianto della villa risale alla prima età augustea.
Successivamente, soprattutto in epoca claudia, la residenza fu ampliata con nuovi giardini, ambienti panoramici e spazi destinati al soggiorno.
Una villa costruita verso il mare
Villa San Marco fu costruita sul margine della collina in modo da sfruttare completamente la posizione panoramica.
La villa comprendeva differenti settori collegati tra loro:
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il quartiere dell’atrio;
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gli ambienti termali;
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il grande giardino inferiore;
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la piscina;
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i porticati;
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le sale panoramiche;
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il grande giardino superiore.
Gli ampliamenti modificarono progressivamente l’impianto originario, trasformando la residenza in un complesso sempre più articolato.
L’atrio
Il nucleo più antico della villa era organizzato intorno a un atrio tetrastilo, caratterizzato dalla presenza di quattro colonne.
Intorno si aprivano cubicoli e altri ambienti destinati alla vita privata.
Da questa zona si raggiungevano sia gli spazi di rappresentanza sia il quartiere termale.
La disposizione mostra come la villa conservasse alcuni elementi tipici della casa romana tradizionale, successivamente integrati in una struttura molto più ampia e scenografica.
Le terme private
Villa San Marco possedeva un vero quartiere termale privato.
Il complesso comprendeva:
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calidarium;
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tepidarium;
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frigidarium;
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ambienti di servizio.
Nel piccolo atrio di accesso alle terme sono conservate decorazioni con amorini lottatori e pugili.
La presenza di terme così articolate dimostra il livello di lusso raggiunto dalla residenza.
Gli abitanti e i loro ospiti potevano usufruire di bagni caldi e freddi senza lasciare la villa.
Il grande giardino e la piscina
Uno degli ambienti più spettacolari di Villa San Marco è il grande giardino porticato con piscina.
Lo spazio era organizzato come un lungo asse prospettico.
Sul fondo si trovava un ninfeo semicircolare decorato con stucchi, mentre ai lati del giardino correvano i portici.
Diverse sale destinate al riposo e alla conversazione si affacciavano direttamente su questo spazio.
Acqua, vegetazione, colonne e decorazioni creavano un ambiente progettato per offrire agli ospiti un'esperienza visiva e sensoriale particolarmente raffinata.
Il portico superiore
Un secondo grande settore panoramico si sviluppava a una quota superiore.
Un porticato a tre bracci racchiudeva un vasto giardino e si apriva verso il mare.
Parte delle strutture ricostruite nel Novecento fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1980, ma il complesso conserva ancora chiaramente la sua impostazione monumentale.
Da questa zona si comprende particolarmente bene perché le ville di Stabia venissero costruite proprio lungo il ciglio del pianoro.
Villa Arianna
Poco distante da Villa San Marco si trova Villa Arianna, probabilmente una delle prime grandi ville d’otium costruite sul pianoro di Varano.
La parte scavata occupa circa 2.500 metri quadrati, ma una porzione considerevole dell’antico edificio è ancora sepolta.
La villa prende il nome da uno dei suoi affreschi più importanti: Arianna abbandonata da Teseo, raffigurata sulla parete di fondo di un triclinio.
Una villa sviluppata su più livelli
Villa Arianna presenta una struttura particolarmente complessa.
L'edificio fu ampliato più volte e si adattò alla conformazione naturale della collina.
Era collegato con la zona costiera attraverso un articolato sistema di rampe sviluppato su sei livelli.
La villa può essere suddivisa in quattro nuclei principali:
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atrio e ambienti più antichi;
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settore di servizio e terme;
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ambienti costruiti intorno al triclinio estivo;
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grande palestra aggiunta in epoca successiva.
Questa organizzazione permette di comprendere quanto fossero estese e articolate le grandi residenze aristocratiche di Stabia.
Arianna abbandonata da Teseo
Il dipinto che ha dato il nome alla villa rappresenta Arianna abbandonata sull’isola di Nasso dopo la partenza di Teseo.
La scena appartiene al vasto repertorio della mitologia greca utilizzato nella decorazione delle case e delle ville romane.
Il mito di Arianna era particolarmente collegato anche a Dioniso, che secondo il racconto mitologico avrebbe incontrato la giovane dopo l’abbandono di Teseo.
Le grandi composizioni mitologiche erano utilizzate soprattutto negli ambienti più prestigiosi destinati ai banchetti e al ricevimento degli ospiti.
Gli affreschi di Villa Arianna
Villa Arianna ha restituito alcune delle più raffinate pitture dell’area vesuviana.
Negli ambienti più piccoli erano frequenti decorazioni con:
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amorini;
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piccole figure volanti;
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paesaggi;
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maschere teatrali;
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busti;
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personaggi mitologici.
Nei grandi saloni comparivano invece figure di maggiori dimensioni e scene tratte dalla mitologia.
Durante gli scavi borbonici molti degli affreschi più importanti furono staccati dalle pareti e trasferiti nelle collezioni reali.
Diversi capolavori provenienti dalle ville di Stabia sono oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
La Flora di Stabia
Tra le immagini più famose provenienti da Stabia figura la cosiddetta Flora, una giovane figura femminile rappresentata di spalle mentre raccoglie fiori.
L'affresco, proveniente da Villa Arianna, è diventato una delle immagini più riconoscibili della pittura romana.
L'opera originale è oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, insieme ad altre celebri figure provenienti dalla villa.
Per chi visita prima Stabia e successivamente il museo napoletano, il collegamento tra gli ambienti archeologici e le opere conservate al MANN è particolarmente interessante.
Museo Archeologico Nazionale di Napoli: storia e collezioni
Le altre ville di Stabia
Villa San Marco e Villa Arianna sono soltanto una parte del grande sistema residenziale dell'antica Stabiae.
Le esplorazioni archeologiche hanno individuato anche:
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il Secondo Complesso;
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la Villa del Pastore;
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Villa del Petraro;
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Villa di Carmiano;
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numerose ville rustiche distribuite nell’ager Stabianus.
Non tutte queste strutture sono oggi visitabili.
La loro esistenza dimostra però che il territorio era occupato da una rete molto ampia di residenze aristocratiche e aziende agricole.
Il Secondo Complesso
Accanto a Villa Arianna si trova il cosiddetto Secondo Complesso, separato dalla villa da una stretta strada.
Anche questo edificio apparteneva alla fascia panoramica del pianoro di Varano.
Le indagini archeologiche mostrano come la collina non fosse occupata da una sola grande proprietà, ma da una successione di ville costruite una accanto all’altra lungo il margine affacciato sul mare.
Le ville rustiche dell’ager Stabianus
Allontanandosi dal pianoro di Varano, il paesaggio era caratterizzato soprattutto dalle ville rustiche.
Erano aziende agricole destinate principalmente alla coltivazione della vite e dell'olivo.
Alcune, come la Villa di Carmiano, possedevano comunque ambienti residenziali riccamente decorati.
Questa distinzione tra ville d’otium e ville produttive permette di comprendere meglio l'organizzazione economica del territorio romano.
Un confronto particolarmente interessante può essere fatto con Villa Regina a Boscoreale, una vera fattoria specializzata nella produzione del vino.
Villa Regina e Antiquarium di Boscoreale
L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Anche Stabiae fu colpita dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Cenere e lapilli ricoprirono progressivamente il territorio e seppellirono ville ed edifici.
Il destino di Stabia fu però differente da quello di Pompei.
Dopo l'eruzione la zona tornò progressivamente a essere frequentata e le fonti antiche parlano successivamente di una Stabiae rinata.
L'eruzione modificò anche la linea costiera, provocando un avanzamento della terraferma.
Il mare che in antico si trovava immediatamente sotto le ville è oggi quindi molto più distante.
Plinio il Vecchio morì a Stabia
Stabia occupa un posto particolarmente importante anche nel racconto dell'eruzione lasciato da Plinio il Giovane.
Suo zio, Plinio il Vecchio, comandante della flotta romana di Miseno e autore della Naturalis Historia, decise di attraversare il Golfo per osservare l'eruzione e soccorrere gli abitanti.
Dopo aver raggiunto la zona vesuviana, si diresse verso Pomponiano, che si trovava a Stabia.
Durante la fase più violenta dell'eruzione Plinio il Vecchio morì sulla costa stabiana.
Il suo destino è diventato parte fondamentale della storia della vulcanologia: proprio dalle lettere del nipote deriva infatti il termine “eruzione pliniana”.
Per approfondire:
Plinio racconta l’eruzione del Vesuvio
La scoperta delle ville
Gli scavi di Stabia iniziarono in epoca borbonica il 7 giugno 1749, pochi anni dopo l'avvio delle ricerche a Ercolano.
Le esplorazioni furono condotte inizialmente sotto la direzione di Roque Joaquín de Alcubierre e successivamente con un ruolo fondamentale dell'ingegnere svizzero Karl Weber.
Villa San Marco fu esplorata tra il 1749 e il 1754.
Villa Arianna fu invece indagata soprattutto tra il 1757 e il 1762.
Gli scavi per cunicoli
Come avveniva inizialmente anche a Ercolano, gli archeologi borbonici scavavano spesso attraverso cunicoli sotterranei.
Lo scopo principale era trovare:
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affreschi;
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sculture;
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mosaici;
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oggetti preziosi.
Le opere considerate migliori venivano rimosse e trasferite nelle collezioni reali.
Una volta terminata l'esplorazione, molti cunicoli venivano nuovamente riempiti.
Per questo motivo una parte delle ville conosciute attraverso i rilievi settecenteschi rimane ancora oggi sepolta.
Libero D’Orsi e la riscoperta di Stabia
La vera riscoperta moderna delle ville avvenne nel Novecento grazie a Libero D’Orsi.
Preside e appassionato archeologo, D'Orsi promosse dagli anni Cinquanta nuove campagne di scavo sul pianoro di Varano.
Villa San Marco e Villa Arianna furono nuovamente riportate alla luce, restaurate e rese progressivamente visitabili.
D'Orsi creò inoltre un Antiquarium stabiano per conservare ed esporre i reperti provenienti dagli scavi.
La sua attività fu determinante per restituire Stabia alla conoscenza archeologica internazionale.
Museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi
Il percorso attraverso l'antica Stabiae può essere completato con il Museo Archeologico di Stabia Libero D'Orsi, inaugurato nel 2020 all'interno della Reggia di Quisisana.
Il museo raccoglie reperti provenienti dalle ville del pianoro di Varano e dalle numerose ville rustiche dell'ager Stabianus.
L'esposizione permette di approfondire la storia del territorio dall'età arcaica fino all'eruzione del 79 d.C.
Tra i materiali esposti si trovano:
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affreschi;
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sculture;
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stucchi;
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pavimenti;
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terrecotte;
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vasellame;
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oggetti in bronzo e ferro;
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strumenti legati alle attività agricole.
La Reggia di Quisisana
Il museo è ospitato nella storica Reggia di Quisisana, sulle alture di Castellammare di Stabia.
L'edificio ha una storia molto più recente rispetto alle ville romane e fu utilizzato nei secoli come luogo di soggiorno e villeggiatura.
La posizione panoramica crea però una suggestiva continuità con le antiche ville d’otium di Varano.
Anche in epoche molto diverse, infatti, la salubrità del luogo, il paesaggio e la vista sul Golfo continuarono ad attirare residenze destinate al riposo e al soggiorno.
Villa Arianna, Villa San Marco e il Museo: cosa visitare?
Se disponi di tempo sufficiente, la soluzione migliore è visitare tutti e tre i siti.
Villa San Marco
È consigliata soprattutto per comprendere la monumentalità delle grandi residenze romane: terme, giardini, piscina e porticati mostrano il livello di lusso raggiunto dalle ville stabiane.
Villa Arianna
È particolarmente interessante per gli affreschi, la struttura articolata su più livelli e il rapporto spettacolare con il panorama.
Museo Libero D’Orsi
Permette di ricostruire ciò che non è più presente nelle ville e di conoscere anche le altre residenze e aziende agricole del territorio.
Le tre visite sono quindi complementari.
Orari delle Ville di Stabia
Gli orari sono stagionali.
Dal 16 marzo al 14 ottobre
Apertura: 9:00
Ultimo ingresso: 18:00
Chiusura: 19:00
Dal 15 ottobre al 15 marzo
Apertura: 9:00
Ultimo ingresso: 16:00
Chiusura: 17:00
Villa Arianna e Villa San Marco sono chiuse il martedì.
Eventuali variazioni straordinarie possono essere comunicate dal Parco Archeologico di Pompei.
Quanto costa visitare le Ville di Stabia?
Una delle caratteristiche più interessanti è che l'ingresso a:
Villa Arianna
e
Villa San Marco
è attualmente gratuito.
Questo rende Stabia una delle visite archeologiche più convenienti nei dintorni di Pompei.
Il Museo Archeologico di Stabia Libero D'Orsi ha invece un biglietto di ingresso separato.
La tariffa ordinaria attuale è:
€8 intero
€2 ridotto, per gli aventi diritto secondo la normativa vigente.
Il museo è anch'esso chiuso il martedì.
Biglietto Grande Pompei
Chi vuole visitare anche Pompei, Oplontis e gli altri siti può scegliere il biglietto integrato della Grande Pompei.
Il biglietto da €30, valido per tre giorni, comprende attualmente:
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Pompei con le aree previste dal biglietto Plus;
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Oplontis – Villa di Poppea;
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Villa Arianna;
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Villa San Marco;
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Museo Archeologico di Stabia;
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servizio navetta previsto dal circuito.
Le ville di Stabia rimangono comunque visitabili gratuitamente anche senza questo biglietto.
Come arrivare a Stabia da Pompei
Da Pompei è possibile raggiungere Castellammare di Stabia utilizzando la linea ferroviaria EAV Napoli–Sorrento.
La fermata di riferimento è:
Castellammare di Stabia
Da qui le ville si trovano sulle alture del pianoro di Varano e non direttamente accanto alla stazione.
È quindi necessario proseguire con autobus, navetta o altro mezzo.
Pompeii ArteBus per Stabia
Il sistema Pompeii ArteBus comprende anche una navetta dedicata ai siti di Stabia.
Chi arriva da Pompei può raggiungere Castellammare di Stabia in treno e utilizzare successivamente la navetta dalle fermate cittadine.
Il percorso collega:
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centro di Castellammare;
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Museo Archeologico di Stabia – Reggia di Quisisana;
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Villa Arianna;
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Villa San Marco.
Il servizio è gratuito per i visitatori del Parco fino a esaurimento dei posti disponibili.
Gli orari sono stagionali e possono variare in base al traffico.
Per verificare il servizio prima della visita:
Pompeii ArteBus: percorsi e fermate
Arrivare in automobile
Le Ville di Stabia si trovano lungo:
Via Passeggiata Archeologica – Castellammare di Stabia
Chi arriva in automobile può utilizzare l'autostrada A3 Napoli–Salerno, uscire a Castellammare di Stabia e proseguire verso la SS145, uscita Gragnano, seguendo quindi le indicazioni per Via Passeggiata Archeologica.
Per il Museo Archeologico Libero D'Orsi bisogna invece raggiungere la Reggia di Quisisana, in posizione differente rispetto alle ville.
Quanto tempo dedicare a Stabia?
Per visitare entrambe le ville con calma è consigliabile prevedere almeno 2-3 ore.
Aggiungendo anche il Museo Archeologico Libero D'Orsi è preferibile dedicare mezza giornata all'itinerario.
Stabia può essere visitata anche nello stesso giorno di Pompei, ma chi è particolarmente interessato all'archeologia apprezzerà maggiormente una visita senza fretta.
Stabia e Pompei nello stesso giorno
La combinazione è possibile grazie alla breve distanza tra Pompei e Castellammare.
Una soluzione può essere:
mattina: Scavi di Pompei;
pomeriggio: Villa Arianna e Villa San Marco.
Chi vuole aggiungere anche il Museo Libero D'Orsi dovrebbe invece valutare attentamente gli orari dei trasporti e dedicare più tempo a Castellammare.
Stabia, Oplontis e Boscoreale: tre modi di vivere fuori Pompei
Le tre località permettono di comprendere molto bene il territorio che circondava la città romana.
Stabia
Racconta soprattutto la vita nelle grandi ville panoramiche dell'aristocrazia romana.
Oplontis
Con la Villa di Poppea mostra il lusso di una gigantesca villa d’otium con giardini, affreschi e piscina monumentale.
Boscoreale
Con Villa Regina racconta invece il mondo delle fattorie e della produzione agricola.
Villa Regina e Antiquarium di Boscoreale
Visitare questi siti permette quindi di andare oltre Pompei e ricostruire un intero paesaggio antico fatto di città, ville aristocratiche, campagne e attività produttive.
Perché visitare le Ville di Stabia?
Stabia è ancora molto meno frequentata rispetto a Pompei ed Ercolano, ma possiede alcune delle più importanti ville romane conservate nell'area vesuviana.
La visita permette di comprendere un aspetto particolare della società romana: il rapporto tra lusso, architettura e paesaggio.
Qui le grandi stanze, le terme, le piscine e i giardini furono progettati per dialogare con uno dei panorami più spettacolari del Mediterraneo.
Anche se la moderna linea di costa è molto più distante rispetto al 79 d.C., dal pianoro di Varano si percepisce ancora chiaramente la posizione privilegiata scelta dai proprietari romani.
Per chi soggiorna a Pompei e vuole scoprire qualcosa di diverso dai percorsi più conosciuti, Villa San Marco e Villa Arianna sono tra le escursioni archeologiche più interessanti della Grande Pompei.
Scoprire gli altri luoghi vicino Pompei
Per organizzare un itinerario completo:
Cosa vedere vicino Pompei: luoghi, musei ed escursioni
Villa Regina e Antiquarium di Boscoreale
Scavi di Ercolano: storia e cosa vedere
Fonti e aggiornamento: Parco Archeologico di Pompei; Museo Archeologico di Stabia Libero D'Orsi; Ministero della Cultura. Informazioni verificate il 22 agosto 2026.