Pompei Online nasce nel 1995 da un'idea di Tiberio Gracco, ideatore e realizzatore del progetto, con l'obiettivo di utilizzare un mezzo allora ancora nuovo, il World Wide Web, per rendere disponibili informazioni sulla città antica di Pompei e strumenti utili a chi desiderava conoscerla o preparare una visita.
Erano gli anni iniziali della diffusione di Internet. Le connessioni avvenivano prevalentemente attraverso modem telefonici, le pagine erano costruite direttamente in HTML e fotografie, mappe e grafica dovevano essere attentamente ottimizzate per ridurre i tempi di caricamento. In questo contesto nacque un progetto dedicato interamente a Pompei, sviluppato per mettere a disposizione del pubblico informazioni archeologiche, guide agli edifici, immagini e strumenti per orientarsi all'interno della città antica.
Il progetto fu successivamente ospitato sul portale Marketplace.it, attraverso le denominazioni e i percorsi Pompei Online e Pompei Ruins. Alcune di quelle prime pagine sono sopravvissute alle successive trasformazioni del sito e sono ancora oggi conservate all'interno di Pompeionline.net.
Una delle testimonianze più interessanti è la vecchia mappa delle strade di Pompei. Già allora l'utente poteva scegliere il nome di una via e individuarla sulla pianta della città antica. Le strade erano organizzate secondo le Regiones e la mappa comprendeva anche le principali porte urbane. Il sistema era estremamente semplice rispetto agli strumenti disponibili oggi, ma l'idea era già quella di collegare l'informazione archeologica alla posizione fisica dei luoghi e di aiutare il visitatore a orientarsi negli Scavi.
La mappa storica originale è ancora funzionante e può essere consultata direttamente qui:
https://www.pompeionline.net/pompeii/strade2/pianta_vie.htm
Aprirla oggi significa osservare direttamente una parte della storia di Pompei Online e, più in generale, del modo in cui venivano progettati i siti Internet negli anni Novanta. Grafica di piccole dimensioni, pagine HTML statiche e semplici collegamenti sostituivano le tecnologie cartografiche e gli strumenti interattivi oggi disponibili sugli smartphone.
La cronologia del progetto è rimasta impressa anche materialmente nelle vecchie pagine. Nel footer di alcune di esse compare ancora la dicitura «© 1995-2001 - Grafica, layout e guide sono di esclusiva proprietà di Tiberio Gracco». Anche le vecchie planimetrie riportano direttamente il nome dell'autore, conservando una testimonianza materiale della paternità e delle origini del progetto.
La ricerca negli archivi digitali ha permesso di recuperare anche testimonianze esterne indipendenti della diffusione raggiunta da Pompei Online. Una delle più antiche finora individuate risale al 22 aprile 1999. Nel forum internazionale di viaggi Fodor's, in una discussione dedicata all'organizzazione di una visita giornaliera a Pompei da Roma, l'indirizzo di Pompei Online su Marketplace veniva indicato tra le risorse Internet da consultare insieme ai siti ferroviari e dei trasporti. È una testimonianza particolarmente significativa perché mostra che il progetto era già utilizzato non soltanto per conoscere l'antica Pompei, ma anche come strumento pratico per preparare una visita agli Scavi.
Questa data assume ancora maggiore interesse se confrontata con la storia del sito istituzionale di Pompei. Un lavoro scientifico pubblicato nel 2005 da Benedetto Benedetti e Maria Emilia Masci, dedicato specificamente al sito Web della Soprintendenza Archeologica di Pompei, riferisce che il portale istituzionale pompeiisites.org fu progettato e pubblicato nel 1999. Anche la registrazione storica del dominio risale allo stesso anno.
Pompei Online risulta quindi documentato sul Web prima della nascita del portale istituzionale della Soprintendenza, mentre le pagine storiche ancora conservate sul sito fanno risalire l'origine del progetto al 1995. Pompei Online iniziò pertanto a mettere a disposizione sul Web informazioni archeologiche e strumenti destinati anche ai visitatori prima della comparsa del sito istituzionale degli Scavi di Pompei.
Questo rappresenta uno degli aspetti più significativi della sua storia. Il progetto nacque quando Internet non era ancora uno strumento abituale per organizzare la visita di un sito archeologico e quando le informazioni istituzionali disponibili online erano ancora estremamente limitate.
Negli anni successivi Pompei Online acquisì una visibilità che oggi può essere ricostruita attraverso gli archivi della stampa. Il 5 maggio 2001, il quotidiano l'Unità, in una pagina dedicata a Pompei e alla gestione degli Scavi, inserì www.marketplace.it/pompeionline/ tra gli indirizzi Internet suggeriti ai lettori.
Pochi mesi dopo arrivò una significativa testimonianza internazionale. Il 29 luglio 2001, il San Francisco Chronicle, attraverso SFGate, pubblicò un servizio di viaggio dedicato a Napoli e, nelle informazioni pratiche, indicò www.marketplace.it/pompeiruins come indirizzo Web del “Pompeii Archaeological Site”.
Nel 2003 Pompei Online compare inoltre nella seconda edizione di Dalle Code al Click, pubblicazione realizzata nell'ambito delle iniziative del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie con la collaborazione del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università “La Sapienza” di Roma. Nell'indice delle risorse censite, alla voce POMPEI viene riportato l'indirizzo www.marketplace.it/pompeionline/.
Le tracce lasciate dal progetto non si esaurirono con quelle prime versioni del sito. Diverse pagine di Pompei Ruins dedicate alla città antica, alla vita quotidiana, all'alimentazione e ai singoli monumenti continuarono negli anni successivi a essere collegate e citate come riferimenti online, lasciando una documentazione ancora oggi rintracciabile negli archivi della rete.
La ricerca storica ha permesso anche di chiarire un altro punto importante. Pompei Online non può essere definito il primo contenuto in assoluto dedicato a Pompei pubblicato sul World Wide Web. Negli Stati Uniti il Pompeii Forum Project dell'Università della Virginia documenta infatti attività sul Web già nel 1994 nell'ambito di un progetto accademico di ricerca archeologica e nel 1995 esistevano già altre sperimentazioni digitali internazionali dedicate alla città antica.
La documentazione disponibile permette però di collocare Pompei Online, ideato e realizzato da Tiberio Gracco nel 1995, tra le esperienze pioniere italiane dedicate organicamente a Pompei e tra i primi progetti pensati non soltanto per la ricerca specialistica, ma anche per la divulgazione e per le esigenze concrete di chi desiderava visitare gli Scavi. Soprattutto, la documentazione recuperata dimostra che il progetto era già presente e utilizzato sul Web prima della nascita del portale istituzionale della Soprintendenza Archeologica di Pompei.
A più di trent'anni di distanza, osservare le vecchie pagine permette anche di misurare quanto sia cambiato Internet. Alle piccole immagini progettate per i modem degli anni Novanta si sono sostituite fotografie ad alta risoluzione; alle pagine HTML statiche, un sito multilingue; alle prime mappe cliccabili, una nuova mappa interattiva pensata soprattutto per essere utilizzata dallo smartphone durante la visita agli Scavi.
È significativo che una delle idee presenti nel progetto fin dalle sue origini sia rimasta la stessa: utilizzare una mappa per collegare edifici e strade alla loro posizione nella città antica. La nuova mappa interattiva di Pompei Online rappresenta, con tecnologie completamente differenti, l'evoluzione naturale di quell'esperimento realizzato molti anni prima.
Sono cambiate le tecnologie, i dispositivi e il modo di utilizzare Internet. È rimasto invece sostanzialmente invariato l'obiettivo con cui Tiberio Gracco ideò e realizzò Pompei Online nel 1995: utilizzare il Web per rendere Pompei più facile da conoscere, comprendere ed esplorare.
Fonti documentarie principali: Fodor's Travel Talk Forums, “Day trip to Pompei”, aprile 1999; Benedetto Benedetti e Maria Emilia Masci, “A New Project for the Pompeii's Superintendence Website”, ELPUB 2005; l'Unità, 5 maggio 2001; San Francisco Chronicle / SFGate, 29 luglio 2001; Dalle Code al Click – II edizione, 2003; Pompeii Forum Project, University of Virginia; pagine storiche originali di Pompei Online e Pompei Ruins conservate su Pompeionline.net.