Cristo Velato
David Sivyer, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

La Cappella Sansevero, nel cuore del centro storico di Napoli, è uno dei luoghi d'arte più affascinanti della città. Conosciuta soprattutto per il celebre Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, conserva un eccezionale insieme di sculture barocche, monumenti funerari e opere legate alla figura di Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

Arte, simbolismo, scienza e leggenda si intrecciano in uno spazio relativamente piccolo ma straordinariamente ricco, rendendo la Cappella una delle visite più interessanti da programmare durante un soggiorno a Napoli.

Le origini della Cappella Sansevero

Le origini della Cappella sono legate a una leggenda risalente alla fine del Cinquecento.

Secondo una fonte napoletana del Seicento, intorno al 1590 un uomo condotto ingiustamente in carcere avrebbe visto apparire un'immagine della Madonna in prossimità del giardino del palazzo della famiglia di Sangro. Dopo essere stato riconosciuto innocente, avrebbe mantenuto il voto fatto alla Vergine, contribuendo alla diffusione della devozione verso quell'immagine.

Poco dopo Giovan Francesco di Sangro, duca di Torremaggiore, fece costruire nello stesso luogo una piccola cappella votiva dedicata a Santa Maria della Pietà, conosciuta anche come Pietatella.

Fu suo figlio Alessandro di Sangro, patriarca di Alessandria, a trasformare nei primi anni del Seicento il piccolo edificio in un vero tempio destinato anche alle sepolture della famiglia. Un'iscrizione posta all'ingresso ricorda il 1613 come anno della sua destinazione a sepolcro familiare.

Raimondo di Sangro e la trasformazione settecentesca

L'aspetto che oggi rende celebre la Cappella Sansevero è legato soprattutto a Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

A partire dagli anni Quaranta del Settecento il principe avviò un vasto programma di trasformazione e decorazione della cappella di famiglia, coinvolgendo alcuni dei migliori artisti dell'epoca.

Raimondo di Sangro fu una delle personalità più singolari della Napoli settecentesca: uomo di cultura, inventore, studioso, letterato e sperimentatore, si interessò di scienze, tecniche di stampa, anatomia e numerosi altri campi del sapere.

La Cappella divenne così non soltanto un monumento dinastico, ma un complesso progetto artistico e simbolico nel quale ogni scultura e decorazione occupava una posizione precisa.

Il Cristo Velato

Al centro della navata si trova il capolavoro più famoso della Cappella: il Cristo Velato, realizzato nel 1753 da Giuseppe Sanmartino.

La scultura rappresenta Cristo morto disteso su un materasso, con il corpo ricoperto da un sottilissimo sudario.

L'eccezionale abilità dello scultore rende il velo di marmo apparentemente trasparente: attraverso le pieghe sembrano emergere il volto, il corpo e i segni della Passione.

Il velo non è un materiale applicato successivamente. Cristo e sudario sono scolpiti nello stesso blocco di marmo, come stabiliva già il contratto commissionato da Raimondo di Sangro.

La straordinaria resa del velo alimentò nei secoli numerose leggende, tra cui quella secondo la quale il principe avrebbe utilizzato un misterioso procedimento alchemico per trasformare un vero tessuto in pietra. Si tratta però di una leggenda: l'opera è il risultato dell'eccezionale abilità scultorea di Sanmartino.

La Pudicizia

Un altro capolavoro della Cappella è la Pudicizia, realizzata nel 1752 da Antonio Corradini.

La scultura fu dedicata da Raimondo di Sangro alla memoria della madre Cecilia Gaetani dell'Aquila d'Aragona, morta quando il principe non aveva ancora compiuto un anno.

Anche in quest'opera il marmo sembra trasformarsi in un tessuto leggerissimo. Il corpo femminile è avvolto da un velo aderente, scolpito con una raffinatezza che anticipa idealmente l'effetto che Sanmartino avrebbe raggiunto l'anno seguente nel Cristo Velato.

La Pudicizia, il Cristo Velato e il Disinganno costituiscono i tre capolavori scultorei più celebri della Cappella.

Il Disinganno

Il Disinganno, realizzato da Francesco Queirolo tra il 1753 e il 1754, fu dedicato da Raimondo di Sangro al padre Antonio.

La scultura raffigura un uomo che cerca di liberarsi da una grande rete, simbolo del peccato e delle passioni terrene.

La rete, interamente scolpita nel marmo, è uno degli esempi più spettacolari del virtuosismo tecnico della scultura settecentesca.

Accanto all'uomo compare un piccolo genio alato che lo aiuta a liberarsi e gli indica il cammino verso la conoscenza e la redenzione.

Le Virtù e il progetto simbolico della Cappella

Lungo le pareti si trovano numerose sculture allegoriche dedicate ai membri della famiglia di Sangro.

Tra queste figurano Pudicizia, Disinganno, Sincerità, Educazione, Liberalità, Decoro, Zelo della Religione e altre Virtù.

Non si tratta semplicemente di elementi decorativi. Le opere fanno parte del complesso programma iconografico concepito da Raimondo di Sangro e possono essere interpretate come tappe di un percorso morale e intellettuale verso la conoscenza e il perfezionamento interiore.

La Cappella assume così contemporaneamente il carattere di mausoleo familiare, monumento barocco e percorso simbolico.

La volta: la Gloria del Paradiso

Alzando lo sguardo si osserva la grande volta a botte della Cappella, decorata dalla spettacolare Gloria del Paradiso.

La decorazione contribuisce alla sensazione di unità dello spazio e completa il programma artistico voluto da Raimondo di Sangro.

L'architettura della Cappella è relativamente semplice: una sola navata longitudinale, con quattro archi a tutto sesto per lato. È soprattutto la ricchezza delle sculture, dei marmi e delle decorazioni settecentesche a trasformarla in uno degli ambienti barocchi più singolari di Napoli.

Le Macchine anatomiche

Nella cavea sotterranea sono conservate le famose Macchine anatomiche, tra gli oggetti più enigmatici della Cappella Sansevero.

Si tratta degli scheletri di un uomo e di una donna accompagnati da una straordinaria ricostruzione del sistema arterioso e venoso.

Le Macchine furono realizzate nel Settecento dal medico palermitano Giuseppe Salerno. Raimondo di Sangro acquistò nel 1756 l'esemplare maschile e commissionò successivamente quello femminile.

Per lungo tempo la loro origine ha alimentato racconti macabri, secondo i quali il principe avrebbe fatto iniettare sostanze misteriose in corpi ancora vivi.

Gli studi moderni hanno però ridimensionato queste leggende: gran parte del sistema vascolare è costituita da una ricostruzione artificiale realizzata con diversi materiali, tra cui cera d'api e coloranti.

Le Macchine rimangono comunque una testimonianza eccezionale dell'interesse settecentesco per l'anatomia e degli interessi scientifici di Raimondo di Sangro.

Il pavimento labirintico

Un altro elemento legato al progetto del principe era il celebre pavimento labirintico, caratterizzato da un complesso motivo geometrico.

Gran parte della pavimentazione settecentesca originale andò perduta alla fine dell'Ottocento. Un frammento è ancora visibile in prossimità della tomba di Raimondo di Sangro.

Il motivo del labirinto è uno dei numerosi elementi che hanno contribuito ad alimentare le interpretazioni simboliche ed esoteriche della Cappella.

Visitare la Cappella Sansevero

La Cappella Sansevero si trova nel centro storico di Napoli, a breve distanza da Piazza San Domenico Maggiore, Spaccanapoli e via dei Tribunali.

Indirizzo: Via Francesco De Sanctis 19/21, Napoli.

Il Museo è normalmente aperto dalle 9:00 alle 19:00, con ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura, ed è ordinariamente chiuso il martedì. Sono previste durante l'anno aperture straordinarie, quindi è sempre opportuno verificare il calendario prima della visita.

Il numero giornaliero di visitatori è limitato e la prenotazione è obbligatoria. I biglietti ufficiali vengono messi in vendita online con anticipo e sono associati a una specifica fascia oraria.

Per questo motivo è consigliabile programmare la visita in anticipo, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza.

Visitare il Cristo Velato con una guida

Per chi desidera approfondire la storia della Cappella e delle opere di Raimondo di Sangro sono disponibili anche visite guidate che comprendono l'ingresso al Museo e il Cristo Velato.

Su Pompeionline puoi confrontare alcune delle visite disponibili:

Biglietto salta la fila per la Cappella Sansevero + visita guidata

È disponibile anche un itinerario più ampio nel centro storico:

Tour a piedi di Napoli con Cappella Sansevero, Cristo Velato e Chiostro di Santa Chiara

Cosa vedere vicino alla Cappella Sansevero

La posizione nel cuore del centro antico permette di inserire facilmente la Cappella in un itinerario a piedi.

A pochi minuti si trovano Piazza San Domenico Maggiore, Spaccanapoli, Santa Chiara, San Gregorio Armeno, Piazza San Gaetano e numerosi altri monumenti del centro storico.

Per questo la visita alla Cappella Sansevero si abbina particolarmente bene a una giornata dedicata al centro antico di Napoli.


Fonti e aggiornamento: Museo Cappella Sansevero. Informazioni verificate ad agosto 2026.

Pompei Online è un'idea di Tiberio Gracco 
P.IVA 05674470652