Armando Mancini, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

La Certosa di San Martino è uno dei più importanti complessi monumentali di Napoli e uno dei luoghi migliori da cui osservare la città e il Golfo dall'alto.

Sorge sulla collina del Vomero, accanto a Castel Sant'Elmo, e riunisce in un unico percorso oltre sette secoli di storia: l'antico monastero certosino, una delle più ricche testimonianze del Barocco napoletano, il Museo di San Martino, la celebre raccolta di presepi, la Tavola Strozzi, chiostri monumentali e una spettacolare terrazza panoramica.

La visita è particolarmente interessante perché permette di conoscere Napoli attraverso prospettive molto diverse: arte religiosa, storia della città, tradizioni popolari, pittura, scultura, carrozze e soprattutto il presepe napoletano.

La storia della Certosa di San Martino

La Certosa fu fondata nel 1325 per volontà di Carlo d'Angiò, duca di Calabria e figlio di Roberto d'Angiò.

Il progetto originario venne affidato allo scultore e architetto senese Tino di Camaino, uno dei più importanti artisti attivi alla corte angioina.

I certosini entrarono nel monastero già nel XIV secolo e il complesso fu progressivamente ampliato e trasformato.

Dell'antica struttura gotica restano oggi soprattutto importanti testimonianze architettoniche e i monumentali Sotterranei Gotici, costruiti per sostenere il complesso sul ripido versante della collina.

Dalla Certosa gotica al capolavoro barocco

L'aspetto che oggi caratterizza San Martino è il risultato soprattutto delle trasformazioni realizzate tra la fine del Cinquecento e il Seicento.

Nel 1581 iniziò un grande progetto di ampliamento affidato all'architetto Giovanni Antonio Dosio, che contribuì alla realizzazione del Chiostro dei Procuratori e del Chiostro Grande.

Successivamente intervennero altri importanti architetti, ma la figura decisiva fu Cosimo Fanzago.

Tra il 1623 e il 1656, Fanzago trasformò profondamente il complesso con un ricchissimo apparato decorativo fatto di marmi policromi, intarsi, sculture, volute, elementi vegetali e motivi ornamentali.

È soprattutto grazie a questi interventi che la Certosa di San Martino è oggi considerata uno dei massimi esempi del Barocco napoletano.

La Chiesa della Certosa

La Chiesa di San Martino rappresenta il cuore artistico del complesso.

Il suo interno è ricchissimo di marmi, stucchi, affreschi, dipinti e sculture realizzati da alcuni dei più importanti artisti attivi a Napoli tra Seicento e Settecento.

Tra i protagonisti della decorazione figurano:

  • Battistello Caracciolo;

  • Jusepe de Ribera;

  • Massimo Stanzione;

  • Giovanni Lanfranco;

  • Cavalier d'Arpino;

  • Francesco Solimena;

  • Cosimo Fanzago;

  • Giuseppe Sanmartino.

L'insieme rende la chiesa una vera galleria dell'arte napoletana barocca.

Particolarmente spettacolari sono i rivestimenti marmorei e la ricchezza delle cappelle laterali, nelle quali pittura, scultura e architettura sono concepite come parti di un unico progetto decorativo.

Il Chiostro dei Procuratori

Il Chiostro dei Procuratori costituiva uno degli spazi di passaggio tra gli ambienti comunitari della Certosa.

La sistemazione rinascimentale è legata all'intervento di Giovanni Antonio Dosio.

Il chiostro rappresenta uno degli ambienti nei quali è possibile osservare il passaggio dalla severità dell'antico monastero medievale alla maggiore monumentalità acquisita dal complesso tra Cinquecento e Seicento.

Il Chiostro Grande

Uno degli spazi più suggestivi è il Chiostro Grande, concepito secondo le esigenze della vita contemplativa dei monaci certosini.

Intorno al chiostro erano distribuite le celle individuali dei monaci.

A differenza di altri ordini religiosi, infatti, i certosini conducevano gran parte della giornata in isolamento, dedicandosi alla preghiera, allo studio e alla meditazione.

L'architettura del chiostro fu progressivamente arricchita nel corso dei secoli e costituisce oggi una delle parti più rappresentative della Certosa.

Il Quarto del Priore

Il Quarto del Priore era l'appartamento destinato alla figura che dirigeva la comunità monastica.

Gli ambienti si distinguono per una maggiore ricchezza rispetto alle celle dei singoli certosini e conservano opere d'arte e decorazioni di notevole interesse.

Uno degli elementi più suggestivi è la Loggia del Priore, dalla quale si apre un ampio panorama sulla città e sul Golfo di Napoli.

La posizione della Certosa permette infatti di osservare dall'alto il centro storico, il porto, il Vesuvio e una vasta parte del territorio napoletano.

La Tavola Strozzi

Tra le opere più importanti conservate nel museo si trova la celebre Tavola Strozzi, una delle più antiche rappresentazioni conosciute della città di Napoli.

L'opera, realizzata nella seconda metà del Quattrocento, mostra la città vista dal mare e raffigura il rientro della flotta aragonese dopo una vittoria militare.

La sua importanza è straordinaria anche dal punto di vista documentario.

Osservando la tavola è possibile riconoscere monumenti ed edifici ancora esistenti e confrontare la Napoli del XV secolo con quella contemporanea.

Sulla collina del Vomero compaiono anche la Certosa nella sua originaria configurazione e l'antico edificio che sarebbe successivamente diventato Castel Sant'Elmo.

Il Museo di San Martino

Dopo la soppressione degli ordini religiosi nell'Ottocento, il complesso cambiò definitivamente funzione.

Dal 1867 la Certosa ospita il Museo Nazionale di San Martino, concepito come un museo dedicato soprattutto alla storia e all'immagine di Napoli.

Le collezioni si sono progressivamente arricchite attraverso acquisti, donazioni e trasferimenti di opere provenienti da diversi luoghi della città.

Il museo conserva oggi dipinti, sculture, stampe, disegni, oggetti, carrozze e testimonianze che permettono di ricostruire diversi aspetti della storia napoletana.

Immagini e memorie della città

Una parte fondamentale del museo è dedicata alle Immagini e memorie di Napoli.

Vedute, dipinti, documenti e rappresentazioni della città mostrano come Napoli sia cambiata nel corso dei secoli.

Il percorso permette di osservare l'evoluzione del paesaggio urbano, del porto, delle strade, dei monumenti e dei quartieri.

La Tavola Strozzi rappresenta idealmente il punto di partenza di questo racconto visivo della città.

La sezione del presepe napoletano

Una delle ragioni principali per visitare San Martino è la straordinaria Sezione Presepiale.

Il Museo di San Martino conserva la più importante raccolta pubblica italiana dedicata al presepe napoletano, tradizione artistica che raggiunse il massimo splendore soprattutto tra Settecento e Ottocento.

Le scene non rappresentano soltanto la Natività.

Intorno al gruppo sacro compaiono mercati, botteghe, taverne, venditori, musicisti, popolani, nobili, animali, alimenti e oggetti quotidiani che trasformano il presepe in una spettacolare rappresentazione della società napoletana.

Il Presepe Cuciniello

Il capolavoro della sezione è il celebre Presepe Cuciniello.

Prende il nome dal collezionista Michele Cuciniello, che donò allo Stato una raccolta composta da circa 800 tra pastori, animali e accessori.

Cuciniello partecipò personalmente all'allestimento dell'opera, inaugurata nel museo nel 1879.

Il presepe è organizzato secondo il tradizionale schema in tre grandi scene:

  • la Natività;

  • l'Annuncio ai Pastori;

  • la Taverna.

L'allestimento è ambientato in una scenografia particolarmente complessa e costituisce ancora oggi una delle opere più celebri dell'intero museo.

Le altre raccolte presepiali

Accanto al Presepe Cuciniello sono conservati altri importanti nuclei.

Tra questi figura il Presepe Ricciardi, caratterizzato anche da uno spettacolare corteo di figure orientali.

Particolarmente importante è inoltre la raccolta donata da Pasquale Perrone, composta da centinaia di oggetti, figure e scene conservate anche nei tradizionali scarabattoli, piccole vetrine che racchiudono composizioni presepiali.

La sezione permette inoltre di seguire l'evoluzione del presepe napoletano attraverso testimonianze precedenti alla grande stagione settecentesca.

Le carrozze

Il percorso comprende anche l'Androne delle Carrozze, dove sono conservate importanti testimonianze della vita pubblica e cerimoniale della città.

Tra queste spiccano antiche carrozze utilizzate dalle istituzioni cittadine e dalla corte.

Sono oggetti particolarmente interessanti perché mostrano un aspetto meno conosciuto della storia di Napoli e delle sue cerimonie ufficiali.

Napoli nell'Ottocento

Il museo dedica inoltre diverse sale alla città nell'Ottocento.

Dipinti e testimonianze raccontano la trasformazione di Napoli durante gli ultimi decenni del Regno delle Due Sicilie e dopo l'Unità d'Italia.

La Certosa è quindi molto più di un museo di arte religiosa: il suo percorso è concepito come un grande racconto della città attraverso epoche differenti.

La terrazza panoramica

Uno dei motivi per cui vale la pena raggiungere San Martino è la Terrazza Belvedere.

Dalla collina del Vomero si apre uno dei panorami più celebri di Napoli.

Lo sguardo comprende gran parte del centro storico, Spaccanapoli, il porto, il Golfo e il Vesuvio.

La posizione sopraelevata permette anche di comprendere meglio la struttura urbana della città, osservando dall'alto il rapporto tra il centro antico, i quartieri moderni, la costa e il vulcano.

Cosa vedere alla Certosa di San Martino

Tra le parti più interessanti del complesso consigliamo di non perdere:

  • la Chiesa della Certosa;

  • il Chiostro dei Procuratori;

  • il Chiostro Grande;

  • il Quarto e la Loggia del Priore;

  • la Tavola Strozzi;

  • la Sezione Presepiale;

  • il Presepe Cuciniello;

  • le sezioni dedicate alle immagini e alla storia di Napoli;

  • l'Androne delle Carrozze;

  • la Terrazza Belvedere.

La disponibilità delle singole sezioni può variare durante l'anno.

Orari della Certosa di San Martino

Dal 1° luglio 2026 la Certosa osserva attualmente il seguente orario:

8:30 – 18:30

Ultimo ingresso alle 17:30.

Il museo è aperto:

  • lunedì;

  • mercoledì;

  • giovedì;

  • venerdì;

  • sabato;

  • domenica.

Chiusura settimanale: martedì.

Alcune sezioni aprono successivamente rispetto all'ingresso generale. Attualmente la Sezione Presepiale, alcuni ambienti della Chiesa, il Quarto del Priore e altre sezioni museali sono accessibili a partire dalle 9:30.

Gli orari possono cambiare e alcune sale possono essere temporaneamente escluse dalla visita: è quindi consigliabile verificarli prima di partire.

Sezioni temporaneamente chiuse nel 2026

Attualmente la Sezione Navale e i Sotterranei Gotici sono esclusi dal normale percorso di visita fino a nuova comunicazione.

I Sotterranei vengono talvolta riaperti in occasione di visite guidate o aperture straordinarie.

È quindi importante non programmare la visita contando sull'accesso a queste due sezioni senza aver prima controllato la situazione aggiornata.

Biglietti

Il prezzo attualmente indicato dal Ministero della Cultura è:

Biglietto intero: €6

Biglietto ridotto 18-25 anni: €2

L'ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e per le altre categorie previste dalla normativa vigente.

I biglietti possono essere acquistati direttamente al museo oppure attraverso il sistema Musei Italiani.

Per i visitatori individuali la prenotazione è attualmente facoltativa.

Quanto dura la visita?

Per vedere con calma le parti principali della Certosa è consigliabile prevedere almeno 1 ora e 30 minuti.

Chi è particolarmente interessato alla storia di Napoli, alla Sezione Presepiale e alle collezioni del museo può facilmente dedicare al complesso circa 2 ore o più.

La durata dipende anche dal numero di sezioni effettivamente accessibili nel giorno della visita.

Dove si trova

La Certosa di San Martino si trova in:

Largo San Martino 5, Napoli

Il complesso sorge sulla collina del Vomero, immediatamente accanto a Castel Sant'Elmo.

Come arrivare

La rete ANM indica diverse possibilità per raggiungere la zona di Castel Sant'Elmo e della Certosa.

Tra le soluzioni più comode ci sono:

  • Metro Linea 1 – Vanvitelli, proseguendo verso San Martino;

  • Funicolare di Montesanto – Morghen;

  • Funicolare Centrale – Piazza Fuga, proseguendo a piedi;

  • autobus C37, che serve direttamente Largo San Martino.

La linea C37 collega la zona di Vanvitelli e Morghen con la Certosa.

Come arrivare da Pompei

Chi parte da Pompei può raggiungere Napoli Piazza Garibaldi/Napoli Centrale in treno.

Da Piazza Garibaldi è possibile utilizzare la Linea 1 della metropolitana fino a Vanvitelli e da qui proseguire verso San Martino, a piedi oppure utilizzando i collegamenti disponibili con la zona della Certosa.

Un'altra possibilità consiste nell'organizzare il percorso utilizzando la Funicolare di Montesanto fino a Morghen e raggiungere quindi la Certosa.

Il tratto finale è in salita e presenta dislivelli: chi preferisce evitare una lunga camminata può utilizzare l'autobus C37.

Certosa e Castel Sant'Elmo

La visita alla Certosa si abbina naturalmente a Castel Sant'Elmo, situato praticamente accanto al complesso.

I due monumenti raccontano aspetti molto diversi della storia napoletana: San Martino rappresenta la dimensione religiosa, artistica e museale, mentre Castel Sant'Elmo è soprattutto una grande architettura militare.

Visitandoli nella stessa giornata è inoltre possibile osservare Napoli da alcuni dei punti panoramici più spettacolari della città.

Perché visitare la Certosa di San Martino

La Certosa è una delle visite più complete che si possano fare a Napoli.

In un solo complesso si incontrano architettura gotica e barocca, pittura, scultura, storia della città, presepi, tradizioni popolari e uno straordinario panorama sul Golfo.

È particolarmente consigliata a chi ha già visitato i luoghi più conosciuti del centro storico e desidera scoprire un'immagine diversa di Napoli, osservandola dalla collina del Vomero e attraverso le opere che ne raccontano secoli di storia.


Fonti e aggiornamento: Ministero della Cultura; Musei nazionali del Vomero – Certosa di San Martino; ANM – Azienda Napoletana Mobilità. Informazioni verificate il 21 agosto 2026.

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