Colonnato della Villa di Poppea negli Scavi di Oplontis a Torre Annunziata
Il colonnato della Villa di Poppea nell’area archeologica di Oplontis, Torre Annunziata. Foto: Jebulon / Wikimedia Commons – CC0

A pochi chilometri da Pompei, nell’attuale città di Torre Annunziata, si trova uno dei siti archeologici più affascinanti dell’area vesuviana: Oplontis.

Il complesso è conosciuto soprattutto per la straordinaria Villa di Poppea, una grande residenza romana affacciata anticamente sul Golfo di Napoli, caratterizzata da spettacolari affreschi, giardini, ambienti termali e una piscina monumentale.

Oplontis apparteneva al suburbio dell’antica Pompei e fu sepolta dalla stessa eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Rispetto agli Scavi di Pompei, il sito è molto più raccolto e può essere visitato con maggiore tranquillità. Proprio per questo rappresenta una delle escursioni archeologiche più interessanti da aggiungere a un soggiorno a Pompei.

Oplontis: ingresso prioritario con audioguida

Per chi preferisce organizzare la visita in anticipo è disponibile un’opzione che comprende ingresso prioritario agli Scavi di Oplontis e audioguida digitale da utilizzare sul proprio smartphone.

L’audioguida consente di visitare la Villa di Poppea in autonomia, approfondendo la storia della residenza, degli affreschi e dei principali ambienti.

Il servizio comprende:

  • ingresso prioritario a Oplontis;

  • audioguida digitale scaricabile sul proprio smartphone;

  • audioguida in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo;

  • possibilità, selezionando l’opzione corrispondente, di aggiungere il trasferimento ferroviario di andata e ritorno da Napoli Centrale.

Non sono inclusi una guida dal vivo e gli auricolari. È quindi consigliabile portare i propri auricolari e scaricare i contenuti dell’audioguida prima di raggiungere il sito.

Controlla disponibilità e prenota Oplontis con audioguida

Che cos’era Oplontis?

Il nome Oplontis compare nell’antica Tabula Peutingeriana, una rappresentazione delle vie di comunicazione dell’Impero romano.

Gli scavi effettuati nella moderna Torre Annunziata hanno mostrato che Oplontis non indicava semplicemente una singola villa, ma un settore suburbano sottoposto alla giurisdizione di Pompei, nel quale si trovavano grandi residenze, edifici destinati ad attività economiche e altre costruzioni collegate da strade.

I due complessi monumentali più importanti finora conosciuti sono:

  • la Villa A, conosciuta come Villa di Poppea;

  • la Villa B, tradizionalmente attribuita a Lucius Crassius Tertius.

Le due strutture avevano caratteristiche e funzioni molto differenti.

La Villa A era una grandiosa residenza destinata all’otium, cioè al soggiorno, al riposo e alla vita privata dell’élite romana.

La Villa B era invece soprattutto un complesso collegato allo stoccaggio e al commercio dei prodotti agricoli, in particolare del vino.

Oggi la Villa di Poppea è l’unico monumento dell’antica Oplontis normalmente aperto al pubblico.

La Villa di Poppea

La cosiddetta Villa di Poppea, o Villa A di Oplontis, è uno dei più importanti esempi di villa d’otium romana conservati nell’area vesuviana.

La parte più antica dell’edificio risale alla metà del I secolo a.C.

La villa fu successivamente ampliata e trasformata durante la prima età imperiale, fino a raggiungere dimensioni eccezionali.

In antico la residenza sorgeva in posizione panoramica verso il mare. Portici, terrazze, sale, giardini e ambienti destinati al soggiorno erano progettati in stretto rapporto con il paesaggio del Golfo di Napoli.

La villa rappresenta quindi uno degli esempi migliori per comprendere lo stile di vita delle famiglie più ricche della società romana.

Apparteneva davvero a Poppea?

Il nome con il quale la villa è conosciuta deriva da Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone.

L’attribuzione non è però certa.

Durante gli scavi è stata rinvenuta un’anfora con un’iscrizione riferibile a Secundus, schiavo o liberto di Poppea, elemento che ha suggerito un possibile collegamento tra la residenza e l’imperatrice o la sua famiglia.

Per questo motivo è più corretto parlare di Villa “detta di Poppea” piuttosto che affermare che fosse sicuramente una sua proprietà personale.

È comunque evidente che il complesso apparteneva a personaggi di altissimo livello sociale ed economico.

La villa al momento dell’eruzione

Quando il Vesuvio eruttò nel 79 d.C., la villa sembra non essere stata normalmente abitata.

Numerosi elementi indicano infatti che erano in corso lavori di manutenzione e ristrutturazione.

Alcune colonne erano state rimosse, parte delle sculture era stata spostata e diversi ambienti presentavano tracce di interventi ancora incompleti.

È possibile che i lavori fossero collegati anche ai terremoti che avevano interessato l’area vesuviana negli anni precedenti.

L’eruzione interruppe definitivamente questi interventi e seppellì la villa sotto i prodotti vulcanici.

Una villa costruita per il paesaggio

Uno degli aspetti più interessanti di Oplontis è il rapporto tra architettura, decorazione e natura.

La residenza era organizzata attraverso una successione di:

  • grandi sale di rappresentanza;

  • porticati;

  • giardini;

  • terrazze;

  • cortili;

  • sale da pranzo;

  • ambienti termali;

  • stanze destinate agli ospiti.

La progettazione degli spazi permetteva di passare continuamente dagli ambienti chiusi ai giardini e alle aree panoramiche.

Nella concezione romana della grande villa aristocratica il paesaggio non era semplicemente qualcosa da osservare dall’esterno, ma diventava parte integrante dell’architettura.

Gli straordinari affreschi di Oplontis

Affresco romano con un uccello che mangia fichi nella Villa di Poppea a Oplontis
Dettaglio di un affresco romano con un uccello che mangia fichi, conservato in situ nella Villa di Poppea a Oplontis. Foto: Jebulon / Wikimedia Commons – CC0

La fama della Villa di Poppea è legata soprattutto alle sue pitture parietali.

Alcuni ambienti conservano eccezionali esempi del cosiddetto Secondo Stile pompeiano, sviluppatosi durante il I secolo a.C.

Le pareti erano trasformate attraverso elaborate architetture immaginarie:

  • colonne;

  • porticati;

  • porte;

  • santuari;

  • balconi;

  • prospettive;

  • paesaggi.

La pittura creava l’illusione che la parete reale si aprisse verso ambienti molto più vasti.

Oplontis è particolarmente importante perché queste decorazioni possono ancora essere osservate all’interno degli spazi per i quali furono realizzate.

Visitando la villa è quindi possibile comprendere molto meglio l’effetto complessivo che la pittura romana produceva sugli abitanti e sugli ospiti.

I grandi saloni di rappresentanza

Tra gli ambienti più spettacolari figurano i grandi saloni della parte più antica della villa.

Le pareti presentano complesse architetture dipinte che imitano colonne, porte, edifici e prospettive monumentali.

In alcuni casi la decorazione sembra quasi cancellare la parete reale e creare nuovi ambienti immaginari oltre la stanza.

Questa capacità di alterare visivamente lo spazio rappresenta uno dei vertici della pittura romana del Secondo Stile.

Il triclinio

Un ambiente fondamentale della villa era il triclinio, la sala destinata ai banchetti.

Nelle grandi residenze romane il banchetto non era soltanto un momento dedicato al cibo, ma anche una delle principali occasioni di rappresentanza sociale.

Architettura e decorazione contribuivano quindi a mostrare agli ospiti il prestigio del proprietario.

Le pitture del triclinio di Oplontis sono tra gli esempi più raffinati di decorazione domestica dell’area vesuviana.

Il quartiere termale

Come molte grandi residenze aristocratiche, la Villa di Poppea disponeva di un proprio complesso termale privato.

Sono riconoscibili ambienti come il tepidarium, destinato ai bagni tiepidi, e il calidarium, utilizzato per quelli caldi.

La presenza delle terme mostra l’elevato livello di comfort della residenza.

I proprietari e i loro ospiti potevano usufruire di un vero impianto termale senza dover raggiungere le strutture pubbliche della città.

La grande piscina

Durante la metà del I secolo d.C. la villa fu ampliata verso est con la costruzione di un nuovo e vastissimo settore.

Il suo elemento più spettacolare è la grande piscina di circa 61 metri per 17 metri.

Intorno alla vasca furono organizzati:

  • porticati;

  • sale da pranzo;

  • ambienti di soggiorno;

  • stanze per gli ospiti;

  • piccoli giardini;

  • spazi destinati all’attività fisica e al riposo.

La piscina era quindi il fulcro di un vero e proprio paesaggio architettonico.

Le sculture intorno alla piscina

Lungo il lato orientale della piscina erano disposte numerose sculture in marmo.

Le indagini archeologiche hanno individuato tredici basi, sette delle quali conservavano ancora la relativa statua.

Tra i soggetti figuravano erme di Eracle, figure femminili e Nike ispirate a modelli della scultura greca.

Le statue erano integrate nella vegetazione creando un rapporto studiato tra arte, architettura, acqua e natura.

Negli ultimi anni alcune delle opere ritrovate a Oplontis sono state nuovamente esposte nella villa attraverso un progetto di museo diffuso, restituendo almeno in parte l’effetto originario della decorazione scultorea.

I giardini della Villa di Poppea

Oplontis è uno dei siti più importanti per lo studio dei giardini romani.

Le analisi archeologiche e paleobotaniche hanno permesso di individuare tracce delle piante che crescevano intorno alla piscina e negli altri spazi verdi.

Tra le specie documentate figurano:

  • platani;

  • allori;

  • cipressi;

  • oleandri.

Altri giardini ospitavano rose, meli, ulivi e diverse specie ornamentali.

In alcuni ambienti la natura reale veniva inoltre prolungata sulle pareti attraverso giardini dipinti, creando un raffinato gioco tra vegetazione autentica e immaginaria.

Il portico della piscina

Il lungo portico affacciato sulla piscina conserva una raffinata decorazione pittorica.

Su un fondo chiaro compaiono sottili elementi vegetali, piccoli animali, uccelli, lucertole, rane e altri dettagli.

La decorazione è molto diversa dalle monumentali architetture del settore più antico della villa e testimonia l’evoluzione del gusto pittorico romano.

La successione di colonne, statue, vegetazione e superficie dell’acqua doveva creare uno degli spazi più scenografici dell’intero complesso.

Cucina e ambienti di servizio

La villa non era costituita soltanto da saloni, giardini e ambienti lussuosi.

Per mantenere una residenza di queste dimensioni era necessaria una complessa organizzazione domestica.

La cucina e gli altri ambienti di servizio permettono di osservare il lato meno spettacolare ma altrettanto importante della vita quotidiana.

Dietro il lusso delle sale di rappresentanza lavoravano infatti schiavi, servi e personale impegnato nella preparazione dei pasti, nella pulizia e nella gestione della proprietà.

Hospitalia: le stanze degli ospiti

Nella zona della grande piscina sono presenti anche alcuni ambienti interpretati come hospitalia, cioè stanze destinate agli ospiti.

La loro decorazione è più semplice rispetto alle grandi sale di rappresentanza e la posizione appartata garantiva maggiore riservatezza.

La presenza di questi ambienti conferma che la villa era progettata per ospitare non soltanto i proprietari, ma anche amici, clienti e visitatori.

Nuovi scavi: pavoni e maschere teatrali

Oplontis continua ancora oggi a offrire nuove scoperte.

Nel settore della Villa di Poppea che prosegue sotto l’attuale Via dei Sepolcri è in corso una nuova campagna archeologica.

Le ricerche stanno approfondendo uno dei grandi saloni della residenza, già parzialmente noto, caratterizzato da una spettacolare decorazione nella quale compaiono pavoni e maschere teatrali.

Nel 2026 il Parco Archeologico di Pompei ha presentato i primi risultati scientifici di questi scavi, che stanno contribuendo a ricostruire meglio l’estensione e l’organizzazione della parte occidentale della villa.

Le indagini dimostrano anche che Oplontis è tutt’altro che un sito completamente scavato e conosciuto.

La Villa B di Lucius Crassius Tertius

Poco distante dalla Villa di Poppea si trova un secondo importante complesso archeologico, conosciuto come:

Villa B di Lucius Crassius Tertius.

Il nome deriva da un sigillo in bronzo rinvenuto durante gli scavi e probabilmente riferibile all’ultimo proprietario.

La struttura risale alla fine del II secolo a.C. e fu successivamente ampliata.

La Villa B aveva una funzione molto diversa da quella della grande villa aristocratica.

Un centro per il commercio del vino

L’edificio era organizzato intorno a uno spazio centrale circondato da un doppio ordine di colonne in tufo.

Al piano inferiore si trovavano soprattutto magazzini.

Durante gli scavi sono state rinvenute moltissime anfore vinarie, alcune sistemate capovolte e impilate una sull’altra.

È stato trovato anche un recipiente contenente resina di conifere, materiale utilizzato per rivestire l’interno delle anfore.

Questi elementi indicano che il complesso era probabilmente un horreum, cioè una struttura destinata allo stoccaggio e al commercio di prodotti agricoli, soprattutto vino.

Al piano superiore si trovavano invece gli ambienti abitativi.

Le vittime della Villa B

La Villa B ha restituito anche una drammatica testimonianza dell’eruzione del 79 d.C.

In uno dei magazzini furono rinvenuti i resti di 54 persone che avevano cercato riparo nell’edificio.

Alcune avevano portato con sé i propri beni più preziosi nel tentativo di fuggire dalla catastrofe.

Sono stati ritrovati:

  • gioielli;

  • monete d’oro e d’argento;

  • oggetti preziosi;

  • una cassaforte lignea decorata con elementi in ferro e bronzo.

La scoperta permette di ricostruire alcuni degli ultimi momenti di vita degli abitanti dell’area di Oplontis.

La Villa B non fa attualmente parte del normale percorso di visita.

Oplontis e Pompei

Oplontis apparteneva al suburbio pompeiano e si trovava sotto la giurisdizione amministrativa di Pompei.

Visitare entrambi i siti permette quindi di osservare due aspetti differenti dello stesso territorio.

A Pompei si entra in una città completa, con:

  • Foro;

  • templi;

  • terme;

  • teatri;

  • botteghe;

  • case;

  • edifici amministrativi.

A Oplontis è invece possibile concentrarsi su una delle più spettacolari residenze aristocratiche suburbane della regione.

La Villa di Poppea costituisce quindi un complemento ideale alla visita degli Scavi di Pompei.

Oplontis, Pompei ed Ercolano: tre siti diversi

Pompei, Ercolano e Oplontis furono colpiti dalla stessa eruzione, ma offrono esperienze archeologiche molto differenti.

Pompei

È una grande città romana e permette di comprendere l’organizzazione urbana nel suo insieme.

Ercolano

È più piccola, ma conserva eccezionalmente edifici su più livelli, legno carbonizzato e numerosi materiali organici.

Oplontis

Permette di entrare in una grande villa aristocratica, con affreschi, giardini, terme private e una piscina monumentale.

Per un appassionato di archeologia i tre siti non sono quindi ripetitivi, ma complementari.

Oplontis patrimonio UNESCO

Dal 1997 Oplontis fa parte, insieme a Pompei ed Ercolano, del sito riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale:

Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata.

La Villa di Poppea rappresenta una testimonianza eccezionale delle grandi residenze costruite lungo il Golfo di Napoli durante l’età romana.

Quanto tempo serve per visitare Oplontis?

Oplontis è molto più raccolta rispetto agli Scavi di Pompei.

Per una visita tranquilla alla Villa di Poppea è consigliabile prevedere circa 1-2 ore.

Chi è particolarmente interessato agli affreschi e all’architettura romana può naturalmente dedicare più tempo ai singoli ambienti.

Le dimensioni relativamente contenute rendono Oplontis particolarmente adatta a essere abbinata a Pompei nella stessa giornata.

Orari della Villa di Poppea

Gli orari ufficiali cambiano durante l’anno.

Dal 16 marzo al 14 ottobre

Apertura: 9:00
Ultimo ingresso: 18:00
Chiusura: 19:00

Dal 15 ottobre al 15 marzo

Apertura: 9:00
Ultimo ingresso: 16:00
Chiusura: 17:00

La Villa di Poppea è chiusa il martedì.

I normali giorni di chiusura annuale sono il 1° gennaio e il 25 dicembre, salvo eventuali aperture straordinarie comunicate dal Parco.

Biglietti per Oplontis

Dal 12 gennaio 2026 il biglietto ufficiale per il solo sito di Oplontis costa:

Biglietto intero: €8

Biglietto ridotto: €2, per i visitatori aventi diritto secondo la normativa vigente.

È disponibile anche il biglietto:

Pompeii Plus + Oplontis + Stabia

che comprende:

  • Pompei e ville suburbane previste dal biglietto Plus;

  • Oplontis;

  • Villa Arianna;

  • Villa San Marco;

  • Museo Archeologico di Stabia;

  • servizio navetta Pompeii ArteBus.

Il biglietto costa attualmente €30 ed è valido per 3 giorni, con un ingresso in ciascun sito nei rispettivi giorni di apertura.

Per chi vuole approfondire l’archeologia dell’intera area vesuviana è una possibilità particolarmente interessante.

Ingresso prioritario e audioguida digitale

Chi preferisce acquistare anticipatamente un servizio che comprenda anche uno strumento di supporto alla visita può scegliere l’opzione con ingresso prioritario e audioguida digitale per smartphone.

L’audioguida è disponibile in:

  • italiano;

  • inglese;

  • francese;

  • tedesco;

  • spagnolo.

Il fornitore invia le istruzioni per scaricare i contenuti sul telefono. È consigliabile effettuare il download prima di raggiungere gli Scavi, perché la connessione mobile all’interno del sito non è sempre garantita.

Selezionando l’apposita opzione può essere incluso anche il trasferimento ferroviario di andata e ritorno da Napoli Centrale.

Verifica disponibilità e prenota Oplontis con audioguida

Il prezzo di questo prodotto è superiore alla tariffa ufficiale del semplice biglietto perché comprende accesso prioritario e servizi aggiuntivi.

Come arrivare a Oplontis da Pompei

Oplontis è particolarmente semplice da raggiungere da Pompei.

Chi utilizza la rete ferroviaria EAV può raggiungere la zona di Torre Annunziata – Oplonti e proseguire a piedi verso il sito.

La vicinanza tra Pompei e Torre Annunziata rende possibile organizzare facilmente le due visite nella stessa giornata.

L’ingresso della Villa di Poppea si trova in:

Via Sepolcri – Torre Annunziata

Pompeii ArteBus

Una soluzione particolarmente interessante per chi parte dagli Scavi di Pompei è il Pompeii ArteBus.

Il servizio collega direttamente Pompei e Oplontis ed è gratuito per i visitatori del Parco fino a esaurimento dei posti disponibili.

La navetta per Oplontis parte da Piazza Esedra a Pompei.

Il servizio non è attivo il martedì, giorno di chiusura della Villa di Poppea.

Per conoscere gli orari aggiornati:

Pompeii ArteBus: percorsi e fermate

Visitare Pompei e Oplontis nello stesso giorno

La combinazione Pompei + Oplontis è relativamente semplice da organizzare.

Una possibilità consiste nel dedicare la prima parte della giornata agli Scavi di Pompei e spostarsi successivamente verso Oplontis.

Chi vuole visitare i siti con maggiore calma può invece utilizzare il biglietto valido tre giorni e distribuire Pompei, Oplontis e Stabia su giornate differenti.

Oplontis è particolarmente consigliata a chi, dopo Pompei, vuole approfondire:

  • la pittura romana;

  • le ville aristocratiche;

  • i giardini romani;

  • la vita privata delle élite;

  • il rapporto tra architettura e paesaggio.

Perché visitare Oplontis?

La Villa di Poppea è ancora meno conosciuta rispetto a Pompei ed Ercolano, ma proprio questo costituisce parte del suo fascino.

Il sito permette di osservare alcuni dei migliori esempi di pittura romana conservati nel loro contesto architettonico, attraversare una grande residenza aristocratica e comprendere quanto sofisticata potesse essere la vita nelle ville costruite lungo il Golfo di Napoli.

La piscina monumentale, i giardini, le terme private e le spettacolari architetture dipinte rendono Oplontis molto diversa dalle abitazioni normalmente visitate a Pompei.

Per chi soggiorna a Pompei e dispone di qualche ora in più, è una delle escursioni archeologiche più facili e interessanti da aggiungere al viaggio.

Scoprire gli altri luoghi vicino Pompei

Per trovare altre destinazioni da abbinare alla visita degli Scavi:

Cosa vedere vicino Pompei: luoghi, musei ed escursioni

Per conoscere un’altra città sepolta dall’eruzione del 79 d.C.:

Scavi di Ercolano: storia e cosa vedere

Per conoscere invece il vulcano che trasformò per sempre l’intera area:

Il Vesuvio: storia, eruzioni e natura


Fonti e aggiornamento: Parco Archeologico di Pompei – Oplontis; Ministero della Cultura. Informazioni verificate il 22 agosto 2026.

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