Questo glossario raccoglie i principali termini archeologici, architettonici e storici utilizzati nelle descrizioni degli edifici dell'antica Pompei. Comprende gli ambienti della casa romana, le tecniche costruttive, le decorazioni, gli edifici pubblici e produttivi e alcuni termini ricorrenti nelle schede archeologiche.

Abside: parte di un ambiente a pianta semicircolare o, meno frequentemente, poligonale. Può costituire la terminazione di una sala, di un edificio termale o di uno spazio di rappresentanza.

Aedile: magistrato municipale con competenze amministrative che comprendevano, tra l'altro, la sorveglianza di strade, edifici e mercati. A Pompei gli aedili compaiono frequentemente nelle iscrizioni elettorali dipinte sulle facciate.

Ala: ambiente aperto sull'atrio, generalmente disposto lateralmente nella parte più interna di questo spazio. Nelle case romane poteva avere funzioni di rappresentanza ed essere utilizzato anche per l'esposizione di immagini e oggetti legati alla famiglia.

Ambulatio: spazio destinato al passeggio, spesso costituito da un percorso coperto o scoperto all'interno di giardini, portici e ville.

Anfiteatro: edificio destinato soprattutto agli spettacoli gladiatori e ad altre manifestazioni pubbliche. L'Anfiteatro di Pompei, costruito nei primi decenni della colonia romana, è uno dei più antichi anfiteatri romani conservati.

Apodyterium: spogliatoio di un complesso termale. Da questo ambiente i frequentatori delle terme accedevano generalmente agli altri settori destinati ai bagni.

Atrio: ambiente centrale caratteristico di molte case romane. Su di esso si aprivano cubicoli, alae e altri vani della casa. Nelle abitazioni dotate di compluvio, al centro dell'atrio si trovava generalmente l'impluvio.

Atrio corinzio: tipo di atrio nel quale l'apertura centrale del tetto era sostenuta da un numero relativamente elevato di colonne, conferendo all'ambiente un aspetto simile a quello di un piccolo peristilio.

Atrio tetrastilo: atrio nel quale quattro colonne poste agli angoli dell'impluvio contribuivano a sostenere la struttura del tetto.

Atrio testudinato: atrio completamente coperto, privo del sistema compluvio-impluvio. Questa tipologia è documentata a Pompei soprattutto nelle fasi più antiche dell'edilizia domestica.

Atrio tuscanico: tipo di atrio nel quale il tetto e il compluvio erano sostenuti dalla struttura lignea senza l'impiego di colonne interne. È una delle forme più frequentemente documentate nelle domus pompeiane.

Basilica: grande edificio pubblico destinato all'amministrazione della giustizia, agli affari e agli incontri pubblici. La Basilica di Pompei occupa il settore sud-occidentale del Foro.

Basis villae: struttura di sostegno e terrazzamento sulla quale potevano svilupparsi le ville costruite lungo pendii o in posizione panoramica.

Calco: riproduzione ottenuta riempiendo il vuoto lasciato nei depositi eruttivi dalla decomposizione di un corpo o di un oggetto organico. Giuseppe Fiorelli applicò sistematicamente questa tecnica alle vittime di Pompei a partire dal 1863.

Calidarium: ambiente caldo delle terme, riscaldato attraverso il pavimento e, negli impianti più evoluti, anche mediante intercapedini nelle pareti.

Calcare del Sarno: denominazione tradizionalmente utilizzata per il materiale lapideo proveniente dall'area del Sarno, impiegato a Pompei soprattutto nelle fasi più antiche della città per blocchi, strutture murarie e elementi architettonici.

Caupona: termine utilizzato per indicare una taverna o una locanda nella quale potevano essere serviti cibi e bevande. Nell'identificazione archeologica dei locali pompeiani la distinzione tra caupona, taberna e altri esercizi commerciali non è sempre certa.

Cella: ambiente principale e più sacro di un tempio, generalmente destinato a custodire l'immagine della divinità.

Cella vinaria: ambiente destinato alla conservazione del vino, particolarmente comune nelle ville agricole. Poteva contenere grandi dolia, spesso parzialmente interrati.

Cisterna: serbatoio destinato alla raccolta e conservazione dell'acqua. Nelle domus pompeiane era spesso collocato sotto l'impluvio.

Cocciopesto: materiale ottenuto mediante una miscela di calce e frammenti di laterizio triturati. Era impiegato per pavimenti e rivestimenti, soprattutto quando era necessaria una buona resistenza all'umidità.

Compluvio: apertura praticata nel tetto dell'atrio. Permetteva l'ingresso di luce e aria e convogliava l'acqua piovana nell'impluvio sottostante.

Criptoportico: corridoio coperto, spesso seminterrato o sotterraneo, utilizzato come passaggio e talvolta come struttura di sostegno per terrazze e settori sovrastanti di ville e abitazioni.

Cubicolo: dal latino cubiculum, piccolo ambiente della casa utilizzato prevalentemente come camera da letto, anche se la funzione dei singoli vani poteva variare nel tempo.

Culina: cucina della casa romana. Poteva comprendere un piano di cottura in muratura e trovarsi in prossimità di ambienti di servizio e latrine.

Diaeta: ambiente di soggiorno o riposo, generalmente di dimensioni relativamente contenute, presente soprattutto nelle abitazioni e nelle ville più articolate.

Dolium: grande contenitore in terracotta utilizzato per conservare prodotti alimentari, in particolare vino, olio e derrate. Nelle celle vinarie i dolia potevano essere infossati nel terreno.

Domus: abitazione urbana privata. Le case di maggior prestigio potevano essere organizzate intorno ad atrio e peristilio e comprendere numerosi ambienti di rappresentanza, servizio e soggiorno.

Duoviro: uno dei due magistrati di grado più elevato della colonia o del municipio. I duoviri erano eletti annualmente e svolgevano importanti funzioni politiche, amministrative e giudiziarie.

Edicola: piccola struttura architettonica che riproduce in forma semplificata la facciata di un edificio sacro. Nelle abitazioni poteva ospitare immagini e statuette destinate al culto domestico.

Emblema: riquadro figurato o decorativo inserito all'interno di un pavimento a mosaico, spesso realizzato con tessere particolarmente piccole e con una tecnica più raffinata rispetto al resto della pavimentazione.

Esedra: ambiente aperto verso un cortile, un peristilio o un giardino e destinato generalmente al soggiorno, alla conversazione o alla rappresentanza. Poteva avere una terminazione absidata.

Euripo: lungo e stretto canale d'acqua impiegato nei giardini come elemento scenografico, spesso associato a fontane, statue e vegetazione.

Fauces: corridoio di ingresso che collegava la strada con l'atrio della casa. Nelle domus pompeiane costituisce spesso il primo ambiente attraversato entrando nell'abitazione.

Flusso piroclastico: corrente ad alta temperatura costituita da gas e materiale vulcanico che si muove rapidamente lungo il terreno. Durante le fasi finali dell'eruzione del 79 d.C. correnti piroclastiche raggiunsero Pompei.

Foro: principale spazio pubblico della città romana. A Pompei rappresentava il centro della vita politica, religiosa, amministrativa ed economica.

Fornice: grande apertura ad arco. Il termine può indicare passaggi ricavati in strutture monumentali, porte, archi, acquedotti e accessi ad alcuni edifici pubblici.

Frigidarium: ambiente delle terme destinato ai bagni freddi, normalmente dotato di una vasca o di una piscina con acqua non riscaldata.

Fullonica: officina destinata alla lavorazione, al lavaggio e al trattamento dei tessuti. A Pompei uno degli esempi più conosciuti è la Fullonica di Stephanus.

Hortus: giardino o spazio coltivato situato generalmente nella parte posteriore della casa italica. In molte abitazioni, a partire soprattutto dal II secolo a.C., venne progressivamente trasformato o affiancato dal peristilio.

Impluvio: vasca collocata al centro dell'atrio in corrispondenza del compluvio. Raccoglieva l'acqua piovana proveniente dal tetto e poteva essere collegata a una cisterna sotterranea.

Insula: isolato urbano. Nel sistema moderno di classificazione di Pompei ogni Regio è suddivisa in insulae.

Intercolumnio: spazio compreso tra due colonne consecutive di un colonnato.

Ipocausto: sistema di riscaldamento utilizzato soprattutto negli edifici termali. L'aria calda prodotta dal forno circolava sotto un pavimento sopraelevato e, in alcuni impianti, anche attraverso intercapedini nelle pareti.

Ipogeo: ambiente sotterraneo, naturale o costruito, che poteva essere utilizzato per funzioni funerarie, cultuali, residenziali o di servizio.

Laconicum: ambiente fortemente riscaldato destinato alla sudorazione, paragonabile per funzione a una sauna. È documentato in alcuni complessi termali pompeiani.

Larario: spazio destinato al culto domestico, realizzato sotto forma di edicola, nicchia, altare o pittura parietale. Vi erano rappresentate o conservate divinità e figure legate alla protezione della casa e della famiglia.

Latrina: ambiente o struttura destinata ai bisogni fisiologici. Nelle case pompeiane era frequentemente collocata vicino alla cucina o in settori di servizio.

Liberto: persona precedentemente schiava che aveva ottenuto la libertà mediante manomissione. Il liberto manteneva determinati rapporti sociali e giuridici con l'ex proprietario, divenuto suo patrono.

Macellum: mercato pubblico destinato soprattutto alla vendita di prodotti alimentari. Il Macellum di Pompei si trova sul lato nord-orientale del Foro.

Maenianum: struttura sporgente o livello sopraelevato. Nelle descrizioni degli edifici pompeiani il termine può indicare soprattutto balconi o ballatoi dei piani superiori.

Natatio: piscina destinata al nuoto o al bagno, presente soprattutto nei complessi termali e nelle palestre.

Ninfeo: struttura monumentale legata all'acqua, decorata con fontane, vasche, mosaici, stucchi, pitture o elementi architettonici.

Numero civico: nella moderna classificazione archeologica di Pompei indica il numero dell'ingresso di un edificio all'interno di un'insula. Non corrisponde a un numero civico antico.

Oecus: ampia sala di soggiorno, ricevimento o banchetto di una casa romana. Nelle residenze più ricche poteva assumere dimensioni monumentali ed essere articolata con colonne.

Odeion: piccolo teatro coperto. Quello di Pompei, noto anche come Teatro Piccolo, era utilizzato per rappresentazioni e manifestazioni che richiedevano una buona acustica.

Opera a telaio: tecnica muraria caratterizzata da una struttura formata da blocchi lapidei disposti in elementi verticali e orizzontali, con pannelli intermedi riempiti da pietrame di dimensioni minori. È documentata nelle fasi più antiche di diverse abitazioni pompeiane.

Opus caementicium: tecnica edilizia basata su un nucleo di malta mescolata con pietrame e frammenti lapidei, generalmente contenuto tra paramenti esterni. Costituì uno degli elementi fondamentali dell'architettura romana.

Opus craticium: tecnica costruttiva costituita da un'intelaiatura di legno con gli spazi intermedi riempiti di pietre, malta o altro materiale. Era particolarmente adatta a tramezzi e piani superiori, ma risultava vulnerabile agli incendi.

Opus incertum: tecnica muraria nella quale il paramento esterno è formato da pietre di forma irregolare inserite nel nucleo cementizio.

Opus latericium o testaceum: muratura caratterizzata dall'impiego di laterizi cotti nel paramento. Il laterizio divenne particolarmente importante a Pompei nelle costruzioni e nelle riparazioni della fase più tarda della città.

Opus mixtum: muratura nella quale vengono associate differenti tecniche costruttive, spesso combinando elementi in laterizio con altri tipi di paramento.

Opus quadratum: tecnica costruttiva basata sull'impiego di grandi blocchi di pietra squadrati disposti in filari regolari. È documentata nelle fortificazioni e negli edifici delle fasi più antiche di Pompei.

Opus quasi reticulatum: forma intermedia tra l'opera incerta e l'opera reticolata, nella quale i blocchetti tendono a disporsi secondo linee diagonali ma senza raggiungere la regolarità del reticolato pienamente sviluppato.

Opus reticulatum: tecnica muraria caratterizzata da piccoli elementi lapidei disposti diagonalmente sulla faccia esterna del muro, creando un caratteristico disegno simile a una rete.

Opus sectile: tecnica decorativa nella quale lastre di marmo o altre pietre colorate venivano tagliate secondo forme precise e accostate per realizzare motivi geometrici o figurativi su pavimenti e pareti.

Opus signinum: termine utilizzato per una tecnica di pavimentazione e rivestimento realizzata con una malta contenente materiale ceramico frantumato. È strettamente collegato alla tecnica del cocciopesto.

Opus spicatum: pavimentazione ottenuta disponendo piccoli laterizi secondo un motivo a spina di pesce.

Opus tessellatum: tecnica musiva basata sull'impiego di tessere generalmente regolari di pietra, marmo, terracotta o vetro per formare pavimenti e decorazioni.

Opus vermiculatum: tecnica musiva particolarmente raffinata, caratterizzata dall'impiego di tessere molto piccole disposte seguendo con precisione i contorni delle figure. Era utilizzata soprattutto per composizioni figurate e emblemata.

Opus vittatum: tecnica muraria costituita da piccoli blocchi squadrati disposti in filari orizzontali regolari.

Opera vittata mista: variante della muratura vittata nella quale filari di blocchetti lapidei sono associati o alternati a ricorsi in laterizio.

Osco: lingua italica parlata dai Sanniti e da altre popolazioni dell'Italia centro-meridionale. A Pompei è documentata da numerose iscrizioni risalenti soprattutto alle fasi precedenti e immediatamente successive alla conquista romana.

Palestra: spazio destinato agli esercizi fisici e all'educazione atletica. A Pompei esistono diversi complessi di questo tipo, tra cui la Palestra Grande.

Pappamonte: denominazione tradizionale di un materiale tufaceo vulcanico locale, di colore grigio o scuro, impiegato nelle strutture più antiche di Pompei e in particolare nella prima cinta muraria della città.

Peristilio: cortile o giardino circondato da portici colonnati. Nelle grandi domus pompeiane costituiva uno dei principali spazi della parte residenziale.

Pistrinum: impianto destinato alla macinazione dei cereali e alla produzione del pane. Poteva comprendere macine, aree per l'impasto, forni, depositi e spazi per gli animali utilizzati per azionare le macine.

Pluteo: parapetto o basso muro. Nei portici poteva chiudere parzialmente lo spazio tra le colonne.

Podio: basamento rialzato sul quale poggia un edificio o una sua parte. Nei templi romani contribuiva a separare e monumentalizzare lo spazio sacro.

Portico: spazio coperto delimitato da una fila di colonne o pilastri. Portici erano presenti nei peristili delle case, nei giardini, nei fori e in numerosi edifici pubblici.

Praedia: plurale del latino praedium, termine che indica proprietà immobiliari o fondiarie. A Pompei è particolarmente noto nel nome dei Praedia di Giulia Felice, il grande complesso della Regio II.

Praefurnium: ambiente o settore nel quale si trovava la fornace che produceva l'aria calda destinata al riscaldamento degli impianti termali.

Programma elettorale – programmata: iscrizione dipinta sulle facciate degli edifici mediante la quale individui o gruppi sostenevano pubblicamente un candidato alle magistrature cittadine. Il plurale latino comunemente utilizzato dagli archeologi è programmata.

Regio: ciascuno dei nove grandi settori nei quali Giuseppe Fiorelli suddivise convenzionalmente l'area archeologica di Pompei nell'Ottocento per facilitare la documentazione e l'identificazione degli edifici. Non rappresenta necessariamente un antico quartiere amministrativo romano.

Sacello: piccolo spazio o edificio destinato al culto. Poteva essere indipendente oppure inserito all'interno di un complesso più grande.

Sanniti: popolazioni italiche di lingua osca insediate nel Sannio e in altre aree dell'Italia centro-meridionale. La fase sannitica ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo urbanistico e architettonico di Pompei.

Stili pompeiani: classificazione convenzionale della pittura parietale romana in quattro grandi fasi, elaborata a partire dallo studio delle decorazioni di Pompei e delle altre città vesuviane. Primo, Secondo, Terzo e Quarto Stile non costituiscono categorie rigidamente separate e nelle fasi di transizione possono presentare caratteristiche sovrapposte.

Stilobate: piano o gradino superiore del basamento sul quale poggia un colonnato.

Suburbio: area immediatamente esterna alle mura della città. Nel suburbio pompeiano si trovavano necropoli, ville, strade e altre strutture extraurbane.

Suspensurae: sistema di piccoli sostegni, generalmente in laterizio, che manteneva sopraelevato il pavimento degli ambienti termali permettendo la circolazione dell'aria calda al di sotto di esso.

Taberna: locale aperto direttamente sulla strada utilizzato come bottega, officina o spazio commerciale. Molte tabernae erano integrate nelle abitazioni e potevano essere collegate a vani situati ai piani superiori.

Tablino: ambiente posto generalmente in asse con l'ingresso e sul lato dell'atrio opposto alle fauces. Era uno degli spazi principali di rappresentanza della casa e metteva spesso in comunicazione visiva l'atrio con il giardino o il peristilio.

Tegula mammata: elemento in terracotta dotato di sporgenze che permettevano di creare un'intercapedine tra la parete e il rivestimento. Negli impianti termali favoriva la circolazione dell'aria calda e contribuiva a limitare l'umidità.

Telamone: figura maschile scolpita utilizzata come sostegno architettonico o decorativo in funzione analoga a quella di una colonna o di un pilastro.

Temenos: area sacra delimitata che circondava un santuario o un tempio, separandolo simbolicamente e fisicamente dagli spazi circostanti.

Tepidarium: ambiente delle terme mantenuto a temperatura moderata, generalmente situato tra il frigidarium e il calidarium.

Thermopolium: denominazione convenzionalmente utilizzata per indicare un esercizio nel quale venivano serviti cibi e bevande. A Pompei questi locali sono spesso riconoscibili per i banconi in muratura nei quali erano inseriti grandi recipienti.

Torcularium: ambiente produttivo nel quale si trovava il torchio utilizzato per la spremitura dell'uva o, in altri contesti, delle olive. È frequentemente documentato nelle ville agricole del territorio vesuviano.

Triclinio: ambiente destinato al banchetto. Il nome deriva dalla tradizionale disposizione di tre letti conviviali intorno allo spazio destinato alla mensa.

Tufo di Nocera: pietra vulcanica proveniente dall'area nocerina, compatta e facilmente lavorabile, largamente utilizzata a Pompei per strutture murarie, colonne, capitelli, cornici e altri elementi architettonici.

Vestibolo: spazio di ingresso posto tra l'esterno e gli ambienti interni di un edificio. Nelle abitazioni la terminologia archeologica può variare a seconda della struttura e dell'organizzazione dell'accesso.

Viridario: giardino ornamentale della casa romana, spesso decorato con vegetazione, fontane e sculture e frequentemente collegato al peristilio.

Xystus: termine utilizzato per indicare un lungo spazio destinato al passeggio o un giardino organizzato, spesso associato a portici, terrazze e grandi complessi residenziali.

Il significato e la funzione di alcuni ambienti possono variare nel corso del tempo e da un edificio all'altro. Le denominazioni adottate dagli archeologi non devono quindi essere considerate sempre come indicazioni certe dell'uso originario di ogni singolo vano. Questo glossario ha lo scopo di facilitare la lettura delle schede degli edifici, della mappa e degli approfondimenti dedicati all'antica Pompei.

Pompei Online è un'idea di Tiberio Gracco 
P.IVA 05674470652