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Pompei: soffitto della Casa con Panificio
Photo: Parco Archeologico di Pompei

Un antico soffitto decorato, crollato durante l’eruzione del Vesuvio e ritrovato in numerosi frammenti, sta lentamente tornando a mostrare la sua straordinaria bellezza. Il Parco Archeologico di Pompei ha presentato il restauro della volta di una sala da banchetto appartenente alla cosiddetta Casa con Panificio della Regio IX, uno degli edifici interessati dalle più recenti campagne di scavo.

L’intervento ha permesso di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria, rivelando un ricco apparato decorativo dedicato al mondo di Dioniso e alla sua unione con Arianna.

Un soffitto appartenente a una sala da banchetto

I frammenti recuperati dagli archeologi appartenevano al soffitto a volta di un ambiente situato al piano superiore della casa. Si trattava probabilmente di una sala da banchetto, indicata nel mondo romano con il termine cenacolo.

La posizione del ritrovamento è stata fondamentale per comprendere la provenienza dei frammenti. I lacerti della decorazione sono stati infatti rinvenuti nel punto in cui il soffitto era crollato, permettendo agli studiosi di attribuirli con sicurezza allo stesso ambiente.

Già durante lo scavo gli archeologi avevano iniziato a riconoscere numerosi collegamenti tra i diversi pezzi. Da questo primo lavoro è nato il complesso intervento di ricomposizione e restauro.

Ricostruito oltre un quarto della decorazione originale

Il restauro ha permesso di ricollocare numerosi frammenti e di ricostruire più di un quarto dell’antico soffitto.

L’intervento è stato eseguito con particolare prudenza. Sono stati utilizzati soltanto i frammenti la cui posizione originaria poteva essere stabilita con sufficiente certezza, evitando di completare artificialmente le parti mancanti.

Il progetto ha unito diverse competenze: conservazione dei materiali, studio archeologico, analisi della decorazione e progettazione dell’allestimento. L’obiettivo non era soltanto quello di ricomporre un’immagine, ma anche di restituire la forma curva e la profondità spaziale dell’antica volta.

Un supporto curvo che potrà accogliere nuovi frammenti

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda il supporto utilizzato per ricollocare i frammenti.

Anziché utilizzare un tradizionale pannello piano, i restauratori hanno progettato una struttura capace di riprodurre la curvatura originaria del soffitto. La forma della volta è stata definita progressivamente, man mano che i diversi frammenti venivano studiati e ricomposti.

Il supporto è inoltre modulare. Ciò significa che in futuro sarà possibile aggiungere altri frammenti senza smontare o compromettere il lavoro già realizzato.

La ricostruzione, quindi, non deve essere considerata definitiva. Numerosi pezzi del soffitto sono ancora conservati separatamente, mentre altri potrebbero emergere con il proseguimento degli scavi nella Casa con Panificio.

Il restauro rimane così un progetto aperto, destinato a evolversi insieme alle nuove scoperte archeologiche.

Una decorazione ricca di colori e figure

La parte ricostruita mostra quanto fosse raffinata la decorazione della sala.

L’intera composizione si sviluppava intorno a un grande riquadro centrale, circondato da architetture dipinte, bordure, festoni vegetali e numerosi elementi ornamentali.

Tra le figure riconoscibili compaiono rappresentazioni allegoriche delle stagioni, geni alati, fiori, frutti, maschere teatrali e oggetti utilizzati durante le libagioni e le cerimonie religiose.

La ricca policromia e la complessità dei motivi decorativi testimoniano l’elevata qualità artistica dell’ambiente. La sala doveva offrire agli ospiti uno scenario elegante e ricercato, adatto ai banchetti e ai momenti di rappresentanza della famiglia proprietaria.

Dioniso e Arianna al centro della composizione

Il tema principale del soffitto è l’unione sacra, chiamata anche ierogamia, tra Dioniso e Arianna.

La scena centrale è conservata soltanto in parte, ma il confronto con altre opere del mondo antico ha aiutato gli studiosi a riconoscerne il soggetto.

Dioniso era raffigurato disteso su un carro, davanti ad Arianna intenta a suonare l’arpa. Accanto alla donna compariva un piccolo Eros musicista, mentre il carro era trainato da due centauri anch’essi impegnati a suonare.

La scena doveva apparire particolarmente vivace e spettacolare, con figure divine, musica e movimento distribuiti al centro della volta.

L’interpretazione è confermata dai numerosi richiami al mondo dionisiaco presenti nel resto della decorazione. Tra i festoni di frutta e fiori compaiono simboli rituali legati al culto di Dioniso, maschere teatrali, strumenti per le libagioni e altri elementi che celebrano la coppia divina.

Il culto di Dioniso nelle nuove scoperte di Pompei

Il recupero del soffitto si inserisce in un più ampio programma di studi dedicato alla presenza del culto di Dioniso nell’antica Pompei.

Questo tema ha assunto particolare importanza dopo le recenti scoperte avvenute nella vicina Casa del Tiaso della Regio IX. Tra il 2024 e il 2025, gli archeologi hanno riportato alla luce una grande decorazione raffigurante un corteo legato al dio Dioniso.

La scoperta è considerata una delle più importanti megalografie rinvenute negli ultimi anni a Pompei e ha contribuito ad approfondire la conoscenza dei riti, delle credenze e dell’immaginario religioso degli abitanti della città.

Il tema dionisiaco è stato scelto dal Parco Archeologico come filo conduttore di diverse iniziative culturali organizzate nel corso del 2026.

“Ecstatic Pompeii” e le iniziative culturali del Parco

Ai misteri del culto di Dioniso sarà dedicata anche la seconda edizione di “Esopop – Storie in Festival”, intitolata Ecstatic Pompeii.

Il programma prevede performance teatrali dal vivo nei siti culturali dell’area vesuviana ogni venerdì e sabato, dal 28 agosto al 26 settembre 2026, in occasione delle aperture serali del Parco Archeologico.

L’iniziativa intende creare un dialogo tra le più recenti scoperte archeologiche, la ricerca scientifica e il linguaggio contemporaneo del teatro.

I visitatori potranno così avvicinarsi ai culti e ai racconti dell’antichità attraverso una forma di narrazione capace di unire archeologia, spettacolo e valorizzazione del territorio.

Un restauro che racconta il lavoro degli archeologi

La ricomposizione del soffitto della Casa con Panificio mostra come il lavoro archeologico non termini con la scoperta di un reperto.

Ogni frammento deve essere recuperato, pulito, conservato, studiato e confrontato con gli altri. Soltanto attraverso la collaborazione tra archeologi, restauratori e specialisti è possibile trasformare un insieme apparentemente disordinato di piccoli pezzi in una composizione nuovamente leggibile.

Il supporto modulare permetterà di aggiungere nuovi frammenti qualora venissero riconosciute altre corrispondenze o emergessero nuovi elementi durante il proseguimento degli scavi.

Il soffitto potrà quindi continuare a ricomporsi nel tempo, offrendo nuove informazioni sull’arte, sulla religione e sulla vita quotidiana degli abitanti dell’antica Pompei.

Fonte: Pompeii Sites

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