Scavi di Ercolano

Gli Scavi di Ercolano conservano una delle testimonianze più straordinarie della vita quotidiana nel mondo romano. L’antica Herculaneum, affacciata sul mare ai piedi del Vesuvio, fu distrutta dall’eruzione del 79 d.C. insieme a Pompei, Stabia e agli altri centri dell’area vesuviana.

Ercolano era più piccola di Pompei, ma le particolari modalità del seppellimento hanno permesso la conservazione di elementi rarissimi: porte, scale, mobili, travi, tramezzi in legno, alimenti, tessuti, cordami, tavolette cerate e papiri.

Camminando nelle sue strade è possibile entrare in case a più piani, osservare mosaici e affreschi ancora nei loro ambienti originari e vedere perfino elementi lignei carbonizzati che normalmente non sopravvivono per duemila anni.

Per questo motivo Ercolano non deve essere considerata una versione più piccola di Pompei: le due città raccontano aspetti differenti e complementari della vita romana.

L’antica Herculaneum

Ercolano sorgeva su un pianoro vulcanico delimitato da due corsi d’acqua, con il Vesuvio alle spalle e il mare davanti alla città.

Secondo la tradizione mitologica sarebbe stata fondata da Ercole, dal quale deriverebbe il nome Herculaneum. Le fonti antiche ricordano invece diverse fasi di occupazione da parte delle popolazioni che abitarono la Campania.

Dopo essersi opposta a Roma durante la Guerra Sociale, la città venne conquistata nell’89 a.C. e divenne un municipio romano.

Era un centro relativamente piccolo: la superficie racchiusa dalle mura è stimata in circa 20 ettari e la popolazione in circa 4.000 abitanti.

L’impianto urbano era organizzato secondo una rete regolare di cardini e decumani, con abitazioni, botteghe, terme, edifici religiosi e spazi pubblici.

Una città ricca sul Golfo di Napoli

La posizione sul mare e la vicinanza a Napoli favorirono lo sviluppo di Ercolano come centro residenziale.

Durante l’età augustea la città attraversò un'importante fase di rinnovamento edilizio. Furono restaurati o costruiti edifici pubblici monumentali e numerose abitazioni private furono arricchite con mosaici, affreschi, marmi e giardini.

Le case oggi visibili mostrano notevoli differenze sociali: accanto a grandi residenze aristocratiche si trovavano abitazioni più semplici, botteghe e locali commerciali.

Questa combinazione rende Ercolano particolarmente utile per comprendere non soltanto l’architettura romana, ma anche la società e la vita quotidiana di una piccola città della Campania del I secolo d.C.

Il terremoto del 62 d.C.

Come Pompei, anche Ercolano fu gravemente danneggiata dal grande terremoto del 62 d.C.

Quando il Vesuvio eruttò diciassette anni più tardi, molti edifici erano stati riparati, mentre altri erano ancora interessati da lavori.

Le tracce di restauri, trasformazioni e cantieri presenti nelle case mostrano una città viva e in continua evoluzione fino ai suoi ultimi giorni.

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Nel 79 d.C. il Vesuvio entrò improvvisamente in una delle eruzioni più distruttive della sua storia.

Nella prima fase una gigantesca colonna eruttiva si innalzò sopra il vulcano, disperdendo pomici e altri materiali soprattutto verso Pompei.

Ercolano ebbe inizialmente una sorte diversa.

Nel corso della notte la colonna eruttiva collassò e la città fu investita da correnti piroclastiche estremamente calde, formate da gas, cenere e materiale vulcanico.

Le prime raggiunsero temperature dell’ordine dei 400 °C.

Per chi era ancora presente in città non ci furono possibilità di sopravvivenza.

Successive ondate e depositi vulcanici ricoprirono progressivamente Ercolano sotto uno strato che raggiunse circa 20 metri di spessore, modificando anche l’antica linea di costa.

Perché a Ercolano si è conservato il legno?

Le alte temperature carbonizzarono rapidamente molti materiali organici.

In condizioni normali il legno, i tessuti e gli alimenti si decompongono e scompaiono nel giro di pochi anni o secoli. A Ercolano, invece, il rapido seppellimento e le particolari condizioni create dai depositi vulcanici ne permisero in numerosi casi la conservazione.

Gli archeologi hanno ritrovato:

  • porte e finestre;

  • travi e architravi;

  • scale;

  • mobili;

  • letti e armadi;

  • tramezzi;

  • strumenti di lavoro;

  • imbarcazioni;

  • cordami e tessuti;

  • cereali, frutta, semi e altri alimenti;

  • tavolette cerate utilizzate per documenti;

  • papiri.

Questi reperti costituiscono una delle principali differenze tra Ercolano e gli altri grandi siti archeologici romani.

Ercolano e Pompei: quali sono le differenze?

Pompei ed Ercolano furono distrutte dalla stessa eruzione, ma subirono fenomeni differenti e questo ha prodotto due siti archeologici complementari.

Pompei era una città molto più estesa e permette di comprendere con maggiore facilità l’organizzazione complessiva di un centro romano, con foro, anfiteatro, teatri, quartieri residenziali, necropoli, botteghe e grandi spazi pubblici.

Ercolano conserva invece in maniera eccezionale l’aspetto tridimensionale di numerosi edifici e soprattutto materiali organici normalmente perduti.

In alcune case sono sopravvissuti il piano superiore, balconi, scale, strutture lignee e parti dell’arredamento.

Visitare entrambe permette quindi di ottenere una conoscenza molto più completa del mondo romano vesuviano.

La Casa del Tramezzo di Legno

Uno degli edifici che meglio rappresentano l’eccezionale conservazione di Ercolano è la Casa del Tramezzo di Legno.

Deve il proprio nome a un grande divisorio ligneo carbonizzato ancora conservato nell’abitazione.

Il tramezzo separava l’atrio dal tablino e poteva essere aperto o chiuso attraverso diverse ante.

È un elemento straordinario perché permette di comprendere quanto legno fosse utilizzato nelle case romane per porte, mobili e strutture interne, materiali che negli altri siti archeologici sono quasi sempre scomparsi.

La Casa di Nettuno e Anfitrite

Tra le abitazioni più celebri si trova la Casa di Nettuno e Anfitrite.

Il suo elemento più spettacolare è il triclinio estivo, decorato con un raffinato mosaico parietale in pasta vitrea raffigurante Nettuno e Anfitrite.

Accanto si trova un grande ninfeo ricoperto di mosaici, conchiglie e altri materiali decorativi.

La ricchezza delle superfici e i riflessi prodotti dalle tessere di vetro dovevano creare, insieme all’acqua della fontana, un ambiente particolarmente scenografico.

La casa conserva anche una bottega collegata all’abitazione, permettendo di osservare la stretta relazione tra spazi residenziali e commerciali.

La Casa dei Cervi

La Casa dei Cervi era una delle residenze più prestigiose della città.

Si trovava in posizione panoramica sul mare ed era dotata di ambienti riccamente decorati e di una grande terrazza.

Il nome deriva dalle sculture raffiguranti cervi assaliti da cani, rinvenute nel giardino.

La casa ha restituito numerose altre opere decorative, alcune delle quali sono oggi conservate nell’Antiquarium del Parco.

La sua posizione permette di immaginare quale fosse il rapporto tra le grandi residenze di Ercolano e il paesaggio marittimo prima dell’eruzione.

La Casa del Rilievo di Telefo

Un’altra importante residenza è la Casa del Rilievo di Telefo, una delle più grandi abitazioni finora conosciute a Ercolano.

La casa deve il nome a un rilievo con il mito di Telefo, figlio di Eracle.

L’edificio si sviluppava su più livelli lungo il margine meridionale della città e godeva di una posizione privilegiata verso il mare.

Recenti ricerche hanno restituito da questo complesso anche eccezionali elementi lignei, tra cui parti di un soffitto a cassettoni policromo, con tracce di decorazioni dipinte e dorate.

È uno degli esempi più sorprendenti di ciò che la particolare conservazione di Ercolano continua a rivelare.

Le Terme Centrali

Le Terme Centrali rappresentavano uno dei principali luoghi pubblici della città.

Come nelle altre città romane, le terme non erano utilizzate soltanto per lavarsi: erano importanti luoghi di incontro, socializzazione e attività fisica.

Il complesso comprendeva settori destinati a uomini e donne e ambienti con temperature differenti.

È ancora possibile riconoscere spogliatoi, sale riscaldate, vasche e numerosi elementi decorativi.

I sistemi di riscaldamento mostrano inoltre l’elevato livello tecnico raggiunto dall’architettura romana.

Le Terme Suburbane

Vicino all’antica linea di costa sorgono le Terme Suburbane, tra gli edifici termali romani meglio conservati.

Il complesso fu realizzato in posizione panoramica fuori dall’antico nucleo urbano e presenta ambienti riccamente decorati.

La conservazione delle strutture permette di comprendere con particolare chiarezza l’organizzazione di un impianto termale romano.

L’accessibilità dei singoli ambienti può variare per esigenze di conservazione.

La Sede degli Augustali

La Sede degli Augustali era collegata al culto imperiale.

Gli Augustali erano un collegio formato prevalentemente da liberti, cioè ex schiavi liberati, che attraverso la partecipazione alla vita religiosa e pubblica potevano acquisire prestigio nella comunità.

L’edificio conserva importanti decorazioni pittoriche con scene mitologiche.

La Sede degli Augustali permette quindi di comprendere anche aspetti meno evidenti della società romana: mobilità sociale, religione e rapporto tra cittadini e potere imperiale.

Il Decumano Massimo

Il Decumano Massimo era una delle principali strade della città.

Percorrerlo permette di osservare l’alternanza tra grandi abitazioni e attività commerciali.

Le botteghe conservano banconi, contenitori e strutture utilizzate per la vendita e la conservazione delle merci.

A differenza dell’immagine monumentale trasmessa dai templi e dalle grandi case, queste attività restituiscono la dimensione quotidiana di Ercolano: una città dove si lavorava, si acquistavano alimenti, si stipulavano contratti e si incontravano persone.

L’Antica Spiaggia

Uno dei luoghi più suggestivi del Parco è l’Antica Spiaggia.

Nel 79 d.C. il mare arrivava molto più vicino alla città rispetto a oggi.

Durante gli scavi condotti nel Novecento lungo l’antico litorale furono individuati numerosi scheletri all’interno e nei pressi dei fornici, strutture affacciate sulla spiaggia che probabilmente venivano utilizzate anche per il ricovero delle imbarcazioni.

I resti appartenevano a persone che avevano cercato rifugio vicino al mare nella speranza di poter fuggire.

Nel complesso furono rinvenuti i resti di circa 300 vittime.

La scoperta modificò profondamente la conoscenza degli ultimi momenti di vita della città.

La Galleria Martusciello

Dal 2026 l’Antica Spiaggia può essere raggiunta anche attraverso la Galleria Martusciello, un percorso lungo oltre cento metri scavato all’interno dei depositi vulcanici che seppellirono Ercolano.

Attraversarla permette di osservare fisicamente lo spessore delle colate che separarono per secoli la città romana dal livello della città moderna.

La galleria conduce verso l’antica linea di costa e i fornici dove furono ritrovate molte delle vittime dell’eruzione.

La barca di Ercolano

Gli scavi dell’Antica Spiaggia portarono anche alla scoperta dei resti carbonizzati di una grande imbarcazione lunga più di nove metri.

La barca fu individuata negli anni Ottanta non lontano dai fornici.

Secondo una delle ipotesi proposte dagli studiosi, potrebbe essere stata un’imbarcazione militare impegnata in un tentativo di soccorso durante l’eruzione.

L’interpretazione non può essere considerata definitiva, ma il rinvenimento testimonia comunque lo stretto rapporto tra Ercolano e il mare.

I resti della barca sono conservati nel Padiglione della Barca.

Il Padiglione della Barca

Il Padiglione della Barca racconta il rapporto tra la città romana e il mare.

Oltre alla grande imbarcazione rinvenuta sull’Antica Spiaggia, vi sono esposti oggetti collegati alla pesca e alle attività marittime.

Ercolano non era infatti semplicemente una città costruita vicino alla costa: il mare contribuiva alla sua economia, alla mobilità e alla vita quotidiana dei suoi abitanti.

L’Antiquarium

L’Antiquarium del Parco Archeologico di Ercolano raccoglie reperti provenienti dagli scavi che non possono essere compresi pienamente osservando soltanto gli edifici.

Vi sono esposti sculture, affreschi, oggetti della vita quotidiana e materiali ritrovati accanto alle vittime dell’eruzione.

Una particolare attenzione è riservata agli straordinari reperti lignei e organici conservatisi grazie alle condizioni prodotte dall’eruzione.

Tra gli oggetti esposti figurano testimonianze provenienti dalle abitazioni, dalla Casa dei Cervi e dalla Villa dei Papiri.

Visitare l’Antiquarium completa quindi la passeggiata nella città antica, permettendo di osservare da vicino oggetti che un tempo facevano parte degli ambienti attraversati durante il percorso.

La Villa dei Papiri

Poco distante dal settore urbano si trova una delle più straordinarie residenze dell’intero mondo romano: la Villa dei Papiri.

La villa fu esplorata nel Settecento soprattutto attraverso una rete di cunicoli sotterranei e ancora oggi gran parte dell’edificio rimane sepolta sotto diversi metri di materiale vulcanico e sotto la città moderna.

Nel 1754 l’ingegnere Karl Weber ne realizzò una dettagliata planimetria.

La residenza aveva dimensioni eccezionali e possedeva giardini, portici, ambienti panoramici e una notevole collezione di sculture.

La biblioteca della Villa dei Papiri

La scoperta più straordinaria della villa fu quella di oltre 1.800 rotoli di papiro carbonizzati.

Costituiscono i resti dell’unica grande biblioteca dell’antichità giunta fino a noi nel proprio contesto archeologico.

Molti testi sono legati alla filosofia epicurea e all’opera di Filodemo di Gadara.

I rotoli sono estremamente fragili e la loro lettura continua ancora oggi attraverso tecniche sempre più sofisticate, che comprendono imaging digitale, tomografia e sistemi di intelligenza artificiale capaci di contribuire alla lettura virtuale dei papiri senza necessariamente srotolarli.

La Villa dei Papiri rimane però separata dal normale percorso archeologico e la sua apertura al pubblico dipende dai lavori di scavo, conservazione e messa in sicurezza.

Il Teatro antico

Il Teatro di Ercolano ha un'importanza particolare nella storia dell’archeologia.

Fu proprio nell’area del teatro che, all’inizio del Settecento, le prime esplorazioni sotterranee portarono alla riscoperta dell’antica città.

Nel 1738 Carlo di Borbone diede avvio alle esplorazioni sistematiche attraverso pozzi e cunicoli.

Poiché il teatro si trova ancora sotto circa venti metri di materiale vulcanico e sotto la città moderna, la sua esperienza è completamente diversa da quella degli edifici a cielo aperto del Parco.

La sua scoperta segnò comunque l’inizio della grande stagione degli scavi borbonici nell’area vesuviana.

La riscoperta di Ercolano

Le prime esplorazioni avvennero attraverso pozzi e gallerie sotterranee.

Gli scavatori penetravano nel banco vulcanico cercando statue, marmi, affreschi e altri oggetti destinati alle collezioni reali.

Questi metodi erano molto diversi dall’archeologia moderna e causarono anche perdite e distruzioni, ma permisero all’Europa del Settecento di conoscere per la prima volta interi edifici di una città romana.

Nel 1828 iniziarono gli scavi a cielo aperto, proseguiti con diverse interruzioni nel corso dell’Ottocento.

Amedeo Maiuri e la città che vediamo oggi

La svolta decisiva arrivò nel 1927, quando l’archeologo Amedeo Maiuri avviò una nuova grande campagna di scavi.

Sotto la sua direzione una parte consistente della città antica venne liberata dai depositi vulcanici, restaurata e organizzata per la visita.

Maiuri diresse i lavori fino al 1958.

Gran parte dell’immagine di Ercolano che il visitatore osserva ancora oggi deriva da questa fase della ricerca archeologica.

Le indagini sono però continuate anche nei decenni successivi, soprattutto lungo il fronte dell’Antica Spiaggia e nell’area della Villa dei Papiri.

Una città ancora in gran parte sepolta

Ciò che oggi vediamo rappresenta soltanto una parte dell’antica Herculaneum.

Gran parte della città romana rimane ancora sepolta sotto la moderna Ercolano.

Questo rende impossibile pensare allo scavo come a un sito ormai completamente conosciuto.

Le ricerche continuano attraverso scavi mirati, studi dei materiali, restauri, analisi scientifiche e nuove tecnologie.

Ercolano è quindi contemporaneamente un sito archeologico aperto al pubblico e un grande laboratorio internazionale di ricerca e conservazione.

Ercolano patrimonio dell’UNESCO

Dal 1997 Ercolano fa parte del sito UNESCO “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata”.

Il riconoscimento sottolinea il valore universale di queste città come testimonianza eccezionale della società e della vita quotidiana romana.

Ercolano assume all’interno di questo patrimonio un ruolo particolare proprio grazie alla conservazione degli edifici, dei piani superiori e dei materiali organici.

Cosa non perdere agli Scavi di Ercolano

Tra i luoghi e gli elementi più significativi del Parco meritano particolare attenzione:

  • la Casa del Tramezzo di Legno;

  • la Casa di Nettuno e Anfitrite;

  • la Casa dei Cervi;

  • la Casa del Rilievo di Telefo;

  • le Terme Centrali;

  • le Terme Suburbane;

  • la Sede degli Augustali;

  • il Decumano Massimo;

  • l’Antica Spiaggia e i fornici;

  • la Galleria Martusciello;

  • il Padiglione della Barca;

  • l’Antiquarium.

L’apertura dei singoli edifici può cambiare per lavori di restauro e conservazione. È quindi normale trovare durante la visita alcune domus temporaneamente non accessibili.

Perché visitare Ercolano dopo Pompei

Chi ha già visitato Pompei potrebbe chiedersi se valga la pena vedere anche Ercolano.

La risposta è sì, proprio perché Ercolano non ripete ciò che si vede a Pompei.

A Pompei colpiscono soprattutto le dimensioni della città e la possibilità di percorrere interi quartieri. Ercolano offre invece una percezione più raccolta e tridimensionale dello spazio domestico.

Scale, balconi, elementi lignei, mobili carbonizzati e alimenti consentono di avvicinarsi alla quotidianità degli abitanti in modo diverso.

Le due città, viste insieme, costituiscono una delle testimonianze più complete che possediamo sulla vita urbana del mondo romano.

Organizzare la visita

Questa pagina è dedicata alla storia degli Scavi di Ercolano e ai principali luoghi da vedere.

Per giorni e orari di apertura, prezzi, gratuità e informazioni aggiornate:

Ercolano: orari e biglietti

Per sapere come raggiungere gli Scavi da Pompei, Napoli e dalle principali località della zona:

Come arrivare agli Scavi di Ercolano


Fonti e aggiornamento: Parco Archeologico di Ercolano – Ministero della Cultura; UNESCO. Informazioni storico-archeologiche verificate il 22 agosto 2026.

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