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Piacasso torna a Pompei dopo 100 anni con la mostra "Picasso e Napoli: Parade"

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Picasso e Léonide Massine nel giardino della casa di Marco Lucrezio a Pompei fotografati da Jean Cocteau nel 1917

Nella foto Picasso e Léonide Massine nel giardino della casa di Marco Lucrezio a Pompei fotografati da Jean Cocteau nel 1917 (Fonte wikipedia)

Dall' 8 aprile al 10 luglio 2017
Antiquarium, Scavi di Pompei
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli

Nel 2017 si celebra a Napoli e a Pompei il centenario del viaggio di Picasso in Italia che l’autore compì insieme a Jean Cocteau per lavorare con i Balletti Russi a Parade, balletto che andrà in scena a Parigi a maggio del 1917, su soggetto dello stesso Cocteau e musica di Erik Satie. Durante il soggiorno nel nostro paese l’artista fu a Napoli due volte, tra marzo e aprile del 1917, e a Pompei.
Per l’occasione, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Soprintendenza di Pompei, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Teatro dell’Opera di Roma, con il contributo della Regione Campania e attraverso la Fondazione regionale Donnaregina per le arti contemporanee e la società regionale Scabec, con la produzione e l’organizzazione di Electa, promuovono la mostra Picasso e Napoli: Parade, che avrà luogo a Capodimonte e Pompei, a cura di Sylvain Bellenger e Luigi Gallo.

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Mostra Pompei e i Greci

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Scavi di Pompei, Palestra Grande
Dal 14 aprile al 27 novembre 2017

Pompei e i Greci

La mostra, curata dal Direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa.
 
Pompei e i Greci racconta le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffiate sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili.  
Sono oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana. La mostra nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti  dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro ‘biografie’ luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti.  
 

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IL CORPO DEL REATO - In mostra all' Antiquarium degli scavi di Pompei

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Il corpo del reato

Fino al 27 agosto 2017

L’esposizione raccoglie materiale di vario genere, circa 170 reperti (ceramiche, crateri, statue, depositi votivi, falsi archeologici ecc.) dal vi sec. all'età romana, conservati da lungo tempo nei depositi di pompei e di recente svincolato e reso fruibile.

“Il Corpo del reato” è una testimonianza della grande razzia subita dal patrimonio culturale italiano dal 1960 ad oggi. Una lunga e massiccia stagione di saccheggio cui le Forze dell’Ordine hanno posto un freno con un’importante azione di salvaguardia arrivando a sequestrare oltre 800 mila reperti, una cifra che dobbiamo immaginare comunque inferiore rispetto alla quantità di opere depredate nel tempo.

La razzia riguarda migliaia di siti presenti in Italia che, fra gli anni 1970 e 1990, addirittura finì ad alimentare prestigiose collezioni di musei internazionali come il Getty a Los Angeles e il Metropolitan a New York. I reperti esposti in questa mostra sono il frutto di un livello diffuso di questo commercio illegale destinato ad appagare il piacere verso l’antico di clienti senza scrupoli e senza rispetto per il patrimonio pubblico.

Questi oggetti simboleggiano la violazione cui è costantemente sottoposto il patrimonio culturale, ma non solo: purtroppo sono anche una cruda testimonianza della perdita di conoscenza per la nostra società di una parte resa illegalmente invisibile delle straordinarie bellezze che il territorio italiano ci riserva.

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Pompei - Riapre la Casa dei Vettii dopo 12 anni di chiusura

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; Dedalo che dona a Pasifae la vacca di legno

Venerdì 23 dicembre 2016 è avvenuta la riapertura di parte della Casa dei Vettii e la messa in sicurezza dell’intera Regio VI agli Scavi di Pompei.

La casa, che era stata oggetto di vicende di restauro complesse che ne hanno compromesso per anni la visita, è stata sottoposta ad interventi di consolidamento che consentono oggi di poter riaprire gli ambienti di ingresso, l’atrio con i cubicula circostanti e il triclinio con la splendida serie di affreschi mitologici. Gli interventi negli ambienti restituiti alla fruizione hanno riguardato il rinforzo e il consolidamento dei pilastri dell'atrio, operazioni di restauro delle murature e revisione delle coperture esistenti, trattamento degli architravi e degli elementi in ferro, ripristino delle protezioni pavimentali e messa in sicurezza di tutti gli apparati decorativi.

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Riapre al pubblico la domus dei Mosaici Geometrici.

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 CASA DEI MOSAICI GEOMETRICI

Riapre al pubblico dopo un restauro completo delle strutture e degli apparati decorativi parietali e pavimentali il settore nord-occidentale dell’insula 2 della Regio VIII, affacciato sul Foro con i tre Edifici Civili e su via delle Scuole con il grandioso complesso residenziale della cosiddetta domus dei Mosaici Geometrici.
 
 
CASA DEI MOSAICI GEOMETRICI
 
Nota già dalla prima metà dell’Ottocento e riportata interamente in luce nei primi decenni del Novecento, la Casa del Mosaici Geometrici si presenta  nella sua ultima fase di vita come un enorme complesso, dotato di oltre 60 ambienti articolati su terrazze che, appoggiandosi sulla cinta muraria e addossandosi ad essa, si affacciano in posizione panoramica sulla valle del Sarno. Il complesso nasce dalla fusione di più domus originariamente distinte, con ingresso da via delle Scuole, collegate mediante la realizzazione di un grandioso giardino porticato al piano terra e di corridoi, rampe e scale ai piani inferiori.
Indagini archeologiche condotte a partire dagli anni Trenta del Novecento fino ai saggi stratigrafici eseguiti nel corso del restauro ora concluso documentano le diverse fasi edilizie di queste strutture, il cui primo impianto risale al II secolo a.C., anche nel settore addossato alle mura di cinta, finora ritenuto assai più recente.
Il nome tradizionale della casa, domus dei Pavimenti a Mosaico o dei Mosaici Geometrici, è dovuto alla notevole quantità di mosaici conservati, sia monocromi bianchi sia a decoro geometrico bianco su fondo nero o nero su fondo bianco, come gli splendidi ornati a meandro delle due alae aperte sull’atrio. Ai mosaici, appartenenti all’ultimo periodo di vita della casa, si affiancano numerosi pavimenti in graniglia bianca di calcare e soprattutto in cocciopesto, risalenti a una fase più antica; alcuni, di particolare pregio, sono decorati con tessere disposte a disegnare motivi geometrici, come in un ambiente bipartito da un tramezzo, o vegetali, come il rosone centrale di un grande vano nordoccidentale.

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Mitoraj a Pompei fino al 1 maggio 2017

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Mitoraj a Pompei

30 monumentali sculture dell’artista Igor Mitoraj trovano collocazione nell’area archeologica di Pompei. Una  straordinaria mostra postuma dell’artista polacco - ma italiano d’adozione - che resterà visibile fino al 1 maggio 2017. Le maestose sculture in bronzo sono state collocate in diversi settori degli scavi, sotto la direzione artistica di Luca Pizzi dell’Atelier Mitoraj. Dal Tempio di Venere alla Basilica e al Foro, da Via dell’Abbondanza alle Terme Stabiane, dal Foro Triangolare fino al Quadriportico dei Teatri. Dopo il successo delle esposizioni nella Valle dei Templi di Agrigento e nei Mercati di Traiano di Roma, la mostra va a suggellare un binomio osmotico tra l’archeologia e la contemporaneità dell’arte del Maestro Mitoraj. Due realtà che finiscono col fondersi e col con-fondersi, senza mai sopraffarsi l’un l’altra, instaurando un legame dialettico armonioso che evidenzia e valorizza tanto la solennità storica degli scavi quanto le figure del maestro polacco. Gli imponenti ed eleganti personaggi scultorei convivranno quindi con le più famose architetture dell’antica Pompei: Dedalo e il Tempio di Venere, il Centauro e il Foro, il Centurione e le Terme Stabiane, Ikaro alato e il Foro triangolare.

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Pompei: Avviati gli interventi di recupero della Schola Armaturarum

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La Schola Armaturarum alla fine degli scavi (1916) vista dall'angolo di Via dell'Abbondanza e Vicolo di Ifigenia (Archivio Fotografico Soprintendenza Pompei)
Schola Armaturarum alla fine degli scavi (1916)

L’edificio posto su Via dell’Abbondanza, all’angolo con il Vicolo di Ifigenia (Regio III, Insula 3, Civico 6), fu oggetto del crollo che il 6 novembre 2010 portò il sito archeologico di Pompei all’attenzione del mondo. Dopo il dissequestro dell’edificio nello scorso mese di dicembre, sono iniziati i lavori di recupero di quello che un tempo fu luogo di riunione di una associazione militare.
 
Gli interventi attuali consistono nella realizzazione di coperture a protezione delle pareti affrescate originali, ovvero di quelle porzioni di mura che già miracolosamente si salvarono al bombardamento del 1943 e a cui negli anni 1950 seguì il restauro delle parti crollate e il rimpiazzo in cemento armato del soffitto.
Gli interventi di copertura sono propedeutici agli interventi di messa in sicurezza dell’edificio, in attesa di valutare la possibilità di ricostruire in futuro le parti crollate, già non più originali a seguito del bombardamento e ridar così forma e volume idealmente all’edificio.
 

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Pompei, riaprono sei edifici restaurati.

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Fullonica detta di Stephanus (I,6,7)

I sei edifici inaugurati dal premier Matteo Renzi ed il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini con il Grande Progetto Pompei il 24 dicembre 2015 sono:
La Fullonica di Stephanus, una tintoria situata sulla Via dell’Abbondanza, la Casa del Criptoportico, che al momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. era in ristrutturazione, la Casa di Paquius Proculus, la Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandius e la Casa dell’Efebo, così battezzata per il ritrovamento di un porta lampada in bronzo oggi conservato al Museo archeologico di Napoli.

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Borse e zaini vietati a Pompei

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Si informano i visitatori e tutti i soggetti interessati (scuole, Tour Operator, guide turistiche, ecc.) che, a tutela degli affreschi e degli ambienti delle aree archeologiche di competenza di questa Soprintendenza e per garantire la sicurezza di tutti, a far data dal 15 gennaio 2015 NON E’ CONSENTITO introdurre all’interno degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e del Museo di Boscoreale, borse, zaini, bagagli, custodie, le cui dimensioni siano superiori a 30x30x15 cm.

I Visitatori potranno lasciare i propri effetti personali al servizio di guardaroba gratuito presente presso tutti i varchi di accesso.
Tuttavia, in considerazione del fatto che nei momenti di maggior afflusso, i locali adibiti a guardaroba potrebbero non essere sufficienti a contenere i bagagli di tutti i Visitatori, si fa appello al senso di collaborazione dei fruitori delle aree archeologiche affinché le nuove disposizioni possano trovare piena applicazione.
In particolare, si richiede agli insegnanti che accompagnano le scolaresche in visita di accertarsi che gli studenti lascino i propri zainetti a bordo degli autobus o degli altri mezzi di trasporto con cui raggiungono gli scavi.
Analogamente, si richiede ai Tour Operator, alle guide e agli accompagnatori turistici di informare i Visitatori sul divieto INDEROGABILE di introdurre bagagli all’interno delle aree archeologiche e di invitarli, perciò, a lasciare ogni effetto personale a bordo dei mezzi di trasporto con cui si spostano.

Fonte: SAP

Gli affreschi di Moregine in esposizione permanente a Pompei

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Pompei - Palestra Grande
La Palestra grande, chiusa dal 2008, riapre al pubblico dopo i restauri in una proposta di visita originale che offre la possibilità di godere degli spazi del grande edificio com’era nel suo aspetto originario e al contempo di fruire della stessa quale area espositiva utilizzata per allestimenti permanenti, oltre che temporanei. Gli straordinari affreschi del complesso di Moregine, finora esibiti in mostre internazionali, trovano nel portico meridionale del a palestra la loro definitiva e prestigiosa collocazione, in un allestimento di grande impatto emozionale che prevede una suggestiva installazione sonora, realizzata appositamente dal CRM (Centro di ricerca musicale).

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Orari di ingresso agli Scavi di Pompei

Dal 1° novembre al 31 marzo:
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 17.00

ultimo ingresso ore 15.30
Dal 1° aprile al 31 ottobre:
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30
ultimo ingresso ore 18.00

Orari Pompei >>>

 

Visite guidate Pompei, Ercolano, Napoli...

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Biglietti area archeologica di Pompei

Pompei singolo
validità 1 giorno
Intero € 11,00 (**) Ridotto € 5,50 (*)

5 siti
Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale
validità 3 giorni consecutivi
Intero: € 20,00 Ridotto: € 10,00 (*)

(*)Biglietto gratuito: per i Cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni
(**)Le tariffe di ingresso possono subire variazioni in concomitanza con mostre e/o eventi speciali.
Dal 14 aprile 2017, in occasione della mostra "Pompei e i Greci" i biglietti saranno così configurati: Intero 13 € - Ridotto 7,50 € - Cumulativo 22 € - Cumulativo ridotto 12€. Al termine della Mostra il biglietto intero avrà tariffa di 13 euro. 

Biglietteria >>>

Come arrivare a Pompei

In treno
Per l' ingresso a Porta Marina e Piazza Esedra: Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)

Per l' ingresso a Piazza Anfiteatro:
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario)
FS Napoli - Salerno (fermata Pompei)

In autobus:
SITA da Napoli e da Salerno
CSTP n.4 da Salerno
CSTP n 50 da Salerno (celere via autostrada)

In auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)

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