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Nuovi scavi a Pompei

Per la prima volta un’indagine così estesa nell’area archeologica: 8 i cantieri di scavo
Nuovi scavi a Pompei

Pompei e la ricerca: nuovi tasselli per la storia di Pompei emergono attraverso studi e ricerche negli spazi pubblici e nei luoghi di culto della città antica. Dalla primavera di quest’anno sono iniziati i nuovi cantieri di scavo che stanno interessando ben 8 aree di indagine all’interno del perimetro del sito, oltre al cantiere di scavo nel suburbio meridionale.

Si tratta del Foro, dell’Insula Occidentalis, della Torre di Mercurio con le mura antiche, della  Schola Armaturarum  e delle aree sacre del Santuario di Apollo, del Foro Triangolare, del Tempio di Iside e del Santuario extraurbano del Fondo Iozzino. Di particolare rilievo nei luoghi di culto, le ricerche finalizzate a ricostruire l’aspetto del sacro e l’urbanistica della Pompei più antica.

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Le analisi Dna sui calchi del Criptoportico ribalterebbero la teoria di pertinenza di genere delle due vittime

 Calchi Criptoportico Pompei

In occasione dei recenti restauri condotti sui calchi di Pompei, dagli studi  antropologici e dalle analisi del DNA  su due corpi della  casa del Criptoportico rinvenuti durante gli scavi di inizio ‘900, sono emersi sorprendenti risultati in grado di ribaltare la teoria di pertinenza di genere delle due vittime dell’eruzione. All’epoca del rinvenimento (1914) l’allora Soprintendente Vittorio Spinazzola reputò che i due corpi ritrovati distesi e vicini, l’uno con la testa nel grembo dell’altro,  appartenessero a due donne.

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Mostra Pompei e i Greci

Scavi di Pompei, Palestra Grande
Dal 12 aprile al 27 novembre 2017

Pompei e i Greci

La mostra, curata dal Direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa.
 
Pompei e i Greci racconta le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffiate sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili.  
Sono oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana. La mostra nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti  dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro ‘biografie’ luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti.  
 

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Pompei - Riapre la Casa dei Vettii dopo 12 anni di chiusura

; Dedalo che dona a Pasifae la vacca di legno

Venerdì 23 dicembre 2016 è avvenuta la riapertura di parte della Casa dei Vettii e la messa in sicurezza dell’intera Regio VI agli Scavi di Pompei.

La casa, che era stata oggetto di vicende di restauro complesse che ne hanno compromesso per anni la visita, è stata sottoposta ad interventi di consolidamento che consentono oggi di poter riaprire gli ambienti di ingresso, l’atrio con i cubicula circostanti e il triclinio con la splendida serie di affreschi mitologici. Gli interventi negli ambienti restituiti alla fruizione hanno riguardato il rinforzo e il consolidamento dei pilastri dell'atrio, operazioni di restauro delle murature e revisione delle coperture esistenti, trattamento degli architravi e degli elementi in ferro, ripristino delle protezioni pavimentali e messa in sicurezza di tutti gli apparati decorativi.

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Riapre al pubblico la domus dei Mosaici Geometrici.

 CASA DEI MOSAICI GEOMETRICI

Riapre al pubblico dopo un restauro completo delle strutture e degli apparati decorativi parietali e pavimentali il settore nord-occidentale dell’insula 2 della Regio VIII, affacciato sul Foro con i tre Edifici Civili e su via delle Scuole con il grandioso complesso residenziale della cosiddetta domus dei Mosaici Geometrici.
 
 
CASA DEI MOSAICI GEOMETRICI
 
Nota già dalla prima metà dell’Ottocento e riportata interamente in luce nei primi decenni del Novecento, la Casa del Mosaici Geometrici si presenta  nella sua ultima fase di vita come un enorme complesso, dotato di oltre 60 ambienti articolati su terrazze che, appoggiandosi sulla cinta muraria e addossandosi ad essa, si affacciano in posizione panoramica sulla valle del Sarno. Il complesso nasce dalla fusione di più domus originariamente distinte, con ingresso da via delle Scuole, collegate mediante la realizzazione di un grandioso giardino porticato al piano terra e di corridoi, rampe e scale ai piani inferiori.
Indagini archeologiche condotte a partire dagli anni Trenta del Novecento fino ai saggi stratigrafici eseguiti nel corso del restauro ora concluso documentano le diverse fasi edilizie di queste strutture, il cui primo impianto risale al II secolo a.C., anche nel settore addossato alle mura di cinta, finora ritenuto assai più recente.
Il nome tradizionale della casa, domus dei Pavimenti a Mosaico o dei Mosaici Geometrici, è dovuto alla notevole quantità di mosaici conservati, sia monocromi bianchi sia a decoro geometrico bianco su fondo nero o nero su fondo bianco, come gli splendidi ornati a meandro delle due alae aperte sull’atrio. Ai mosaici, appartenenti all’ultimo periodo di vita della casa, si affiancano numerosi pavimenti in graniglia bianca di calcare e soprattutto in cocciopesto, risalenti a una fase più antica; alcuni, di particolare pregio, sono decorati con tessere disposte a disegnare motivi geometrici, come in un ambiente bipartito da un tramezzo, o vegetali, come il rosone centrale di un grande vano nordoccidentale.

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Pompei: Avviati gli interventi di recupero della Schola Armaturarum

La Schola Armaturarum alla fine degli scavi (1916) vista dall'angolo di Via dell'Abbondanza e Vicolo di Ifigenia (Archivio Fotografico Soprintendenza Pompei)
Schola Armaturarum alla fine degli scavi (1916)

L’edificio posto su Via dell’Abbondanza, all’angolo con il Vicolo di Ifigenia (Regio III, Insula 3, Civico 6), fu oggetto del crollo che il 6 novembre 2010 portò il sito archeologico di Pompei all’attenzione del mondo. Dopo il dissequestro dell’edificio nello scorso mese di dicembre, sono iniziati i lavori di recupero di quello che un tempo fu luogo di riunione di una associazione militare.
 
Gli interventi attuali consistono nella realizzazione di coperture a protezione delle pareti affrescate originali, ovvero di quelle porzioni di mura che già miracolosamente si salvarono al bombardamento del 1943 e a cui negli anni 1950 seguì il restauro delle parti crollate e il rimpiazzo in cemento armato del soffitto.
Gli interventi di copertura sono propedeutici agli interventi di messa in sicurezza dell’edificio, in attesa di valutare la possibilità di ricostruire in futuro le parti crollate, già non più originali a seguito del bombardamento e ridar così forma e volume idealmente all’edificio.
 

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Pompei, riaprono sei edifici restaurati.

Fullonica detta di Stephanus (I,6,7)

I sei edifici inaugurati dal premier Matteo Renzi ed il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini con il Grande Progetto Pompei il 24 dicembre 2015 sono:
La Fullonica di Stephanus, una tintoria situata sulla Via dell’Abbondanza, la Casa del Criptoportico, che al momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. era in ristrutturazione, la Casa di Paquius Proculus, la Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandius e la Casa dell’Efebo, così battezzata per il ritrovamento di un porta lampada in bronzo oggi conservato al Museo archeologico di Napoli.

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Borse e zaini vietati a Pompei

Si informano i visitatori e tutti i soggetti interessati (scuole, Tour Operator, guide turistiche, ecc.) che, a tutela degli affreschi e degli ambienti delle aree archeologiche di competenza di questa Soprintendenza e per garantire la sicurezza di tutti, a far data dal 15 gennaio 2015 NON E’ CONSENTITO introdurre all’interno degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e del Museo di Boscoreale, borse, zaini, bagagli, custodie, le cui dimensioni siano superiori a 30x30x15 cm.

I Visitatori potranno lasciare i propri effetti personali al servizio di guardaroba gratuito presente presso tutti i varchi di accesso.
Tuttavia, in considerazione del fatto che nei momenti di maggior afflusso, i locali adibiti a guardaroba potrebbero non essere sufficienti a contenere i bagagli di tutti i Visitatori, si fa appello al senso di collaborazione dei fruitori delle aree archeologiche affinché le nuove disposizioni possano trovare piena applicazione.
In particolare, si richiede agli insegnanti che accompagnano le scolaresche in visita di accertarsi che gli studenti lascino i propri zainetti a bordo degli autobus o degli altri mezzi di trasporto con cui raggiungono gli scavi.
Analogamente, si richiede ai Tour Operator, alle guide e agli accompagnatori turistici di informare i Visitatori sul divieto INDEROGABILE di introdurre bagagli all’interno delle aree archeologiche e di invitarli, perciò, a lasciare ogni effetto personale a bordo dei mezzi di trasporto con cui si spostano.

Fonte: SAP

Gli affreschi di Moregine in esposizione permanente a Pompei

Pompei - Palestra Grande
La Palestra grande, chiusa dal 2008, riapre al pubblico dopo i restauri in una proposta di visita originale che offre la possibilità di godere degli spazi del grande edificio com’era nel suo aspetto originario e al contempo di fruire della stessa quale area espositiva utilizzata per allestimenti permanenti, oltre che temporanei. Gli straordinari affreschi del complesso di Moregine, finora esibiti in mostre internazionali, trovano nel portico meridionale del a palestra la loro definitiva e prestigiosa collocazione, in un allestimento di grande impatto emozionale che prevede una suggestiva installazione sonora, realizzata appositamente dal CRM (Centro di ricerca musicale).

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Orari di ingresso agli Scavi di Pompei

Dal 1° novembre al 31 marzo:
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 17.00

ultimo ingresso ore 15.30
Dal 1° aprile al 31 ottobre:
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30
ultimo ingresso ore 18.00
(sabato e domenica apertura 8.30)

Orari Pompei >>>

 

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Biglietti area archeologica di Pompei

Pompei singolo
validità 1 giorno
Intero € 13,00 (**) Ridotto € 7,50 (*)

5 siti
Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale
validità 3 giorni consecutivi
Intero: € 22,00 Ridotto: € 12,00 (*)

(*)Biglietto gratuito: per i Cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni

Biglietteria >>>

Come arrivare a Pompei

In treno
Per l' ingresso a Porta Marina e Piazza Esedra: Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)

Per l' ingresso a Piazza Anfiteatro:
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario)
FS Napoli - Salerno (fermata Pompei)

In autobus:
SITA da Napoli e da Salerno
CSTP n.4 da Salerno
CSTP n 50 da Salerno (celere via autostrada)

In auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)

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