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title: "I bambini a Pompei - Pompei Online"
description: "La vita dei bambini a Pompei non era poi così diversa da quella dei bambini in altre città dell'Impero Romano. Rituali, cerimonie ed educazione erano simili"
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date: "2026-08-06T21:48:08+00:00"
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#  La vita quotidiana dei bambini a Pompei

![i bambini a Pompei, la vita, i giochi, l'educazione](https://www.pompeionline.net/images/infografiche/bambini-pompei720.jpg "i bambini a Pompei, la vita, i giochi, l'educazione")

La vita dei bambini a Pompei non era poi così diversa da quella dei bambini in altre città dell'Impero Romano. Rituali, cerimonie ed educazione erano simili, così come i giochi e gli svaghi.

**Nascita e primi anni:**

- La nascita era un momento rischioso sia per le madri che per i bambini, con un'alta mortalità infantile.
- I neonati venivano avvolti in fasce di lana per proteggerli dal freddo e favorire la crescita dritta degli arti. Plinio il Vecchio considerava questa pratica una forma di schiavitù.
- Per allontanare il malocchio, si tracciava un segno sulla fronte del neonato con la saliva e si usavano amuleti per proteggerlo dagli spiriti maligni.
- Si invocavano divinità come Giunone ed Ercole per la protezione del neonato.
- Ai neonati veniva messa al collo una **bulla**, un ciondolo contenente un portafortuna, che li avrebbe accompagnati fino all'età adulta.
- L'allattamento e lo svezzamento erano compiti materni nelle famiglie modeste, mentre le famiglie benestanti affidavano i bambini a balie e nutrici.
- Le nutrici raccontavano ai bambini favole mitologiche e fiabe con animali parlanti che insegnavano precetti morali, come quelle di Esopo e Fedro.
- Divinità minori come Vagitanus, Ossifraga e Statilina venivano invocate per proteggere i bambini nelle diverse fasi della crescita.

**Giochi e svaghi:**

- I bambini più piccoli si divertivano con sonagli colorati chiamati **crepitacula** e **crepundia**, collane con pendagli rumorosi.
- I poppatoi in terracotta a forma di animaletti potevano essere trasformati in sonagli una volta svuotati.
- I bambini più grandi giocavano con animaletti in terracotta o stoffa, corde per saltare, aquiloni, trottole, yo-yo e bambole.
- Le bambole erano realizzate in legno, terracotta o avorio e rappresentavano sempre giovani donne.
- I giochi con le noci erano così diffusi che l'espressione "rinunciare alle noci" indicava il passaggio a una fase successiva dell'infanzia.
- Il gioco del **trochus**, in cui si spingeva un grande cerchio con una bacchetta, era popolare tra i ragazzi e spesso si organizzavano gare.
- I giochi con la palla erano comuni e la palla assumeva nomi diversi a seconda del gioco: **pila lusoria, pila trigonalis**.
- I bambini usavano anche carretti in legno, terracotta o bronzo, chiamati **plostrum** o **plostellum**, per simulare gare.
- Giocattoli e svaghi accompagnavano i bambini per tutta l'infanzia e venivano spesso deposti nelle tombe in caso di morte prematura.
- L'abbandono dei giocattoli, dedicati agli dei, segnava il passaggio all'età adulta.

**Educazione:**

- **Educazione elementare:** Tra i quattro e i sei anni, i bambini iniziavano a imparare a leggere, scrivere e far di conto.
    - Nelle famiglie benestanti, l'istruzione era impartita a casa da nutrici o precettori greci.
    - I bambini imparavano sia il latino che il greco.
    - Le scuole pubbliche erano gestite da maestri privati che venivano pagati dalle famiglie.
    - A Pompei, c'erano scuole pubbliche nei portici del Foro e della Palestra Grande.
    - I maestri di scuola spesso venivano pagati poco e in ritardo.
    - Gli alunni imparavano l'alfabeto, la lettura, la scrittura e il calcolo.
    - Il sistema numerale romano era duodecimale e non prevedeva l'uso dello zero.
    - I calcoli venivano eseguiti con un pallottoliere e i risultati delle operazioni principali erano imparati a memoria.
    - I maestri erano responsabili dell'educazione e del comportamento degli alunni e spesso ricorrevano a punizioni corporali con verghe o bacchette di ferula.
- **Istruzione superiore:** Dopo l'istruzione elementare, l'educazione del fanciullo era affidata al **gramaticus**.
    - Si studiavano la lingua e la letteratura greca e latina, la storia, la geografia, la fisica e l'astronomia.
    - Gli alunni imparavano a leggere e recitare i testi di poeti e storici, studiandone la metrica e lo stile.
    - Le esercitazioni erano sia orali che scritte e il maestro valutava i saggi e organizzava dimostrazioni pubbliche.
    - Anche i **grammatici** spesso si trovavano in difficoltà economiche.
    - Tra i dodici e i quattordici anni, i ragazzi che volevano proseguire gli studi potevano frequentare le scuole dei **rhetores**, specializzate nell'oratoria e nell'eloquenza.
    - I **discentes** si esercitavano in gare di oratoria, tenendo discorsi immaginari a personaggi celebri (**suasoriae**) o arringhe di difesa in processi fittizi (**controversiae**).
    - I giovani più fortunati completavano la loro educazione con un soggiorno in Grecia.
    - I maestri di istruzione superiore a Pompei godevano di un alto prestigio e spesso si impegnavano nella propaganda elettorale.

**Transizione all'età adulta:**

- L'ingresso nell'età adulta era segnato da rituali specifici.
- Le ragazze, intorno ai dodici anni, sacrificavano le loro bambole a Venere ormai pronte al matrimonio..
- I ragazzi, intorno ai quindici-sedici anni, entravano nella società con cerimonie che si tenevano in marzo.

**Ulteriori informazioni sull'infanzia a Pompei:**

- Gli scavi archeologici hanno portato alla luce disegni di gladiatori e scene di caccia realizzati da bambini di 5-7 anni sui muri di un cortile di servizio nella Casa del Cenacolo Colonnato. Questi disegni suggeriscono che i bambini di Pompei erano esposti a forme estreme di violenza fin dalla tenera età.

**Conclusioni:**

L'archeologia di Pompei offre un'affascinante panoramica sulla vita dei bambini e dei giovani nell'antica Roma. Grazie ai reperti e alle testimonianze, possiamo ricostruire i loro giochi, l'educazione, i rituali e le abitudini, offrendo uno sguardo unico su un mondo perduto.

Bibliografia essenziale:

S. Dixon, The Roman mother, 1988
R.Etienne, La vita quotidiana a Pompei, Milano 1973
C. Fayer, La famiglia romana, Roma 1995
Stanley F. Bonner, L'educazione nell'antica Roma, Roma 1986

   Dettagli   Scritto da Pompei Online   Disponibile anche in: [![English (UK)](https://www.pompeionline.net/media/mod_languages/images/en.gif "English (UK)")](https://www.pompeionline.net/en/archaeological-park-of-pompeii/pompeian-curiosities/the-daily-life-of-children-in-pompeii)    Ultima modifica: 15 Luglio 2026

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