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title: "Villa di Cicerone a Pompei: le nuove scoperte del 2026 - Pompei Online"
description: "Le indagini del 2026 rivelano una Villa di Cicerone più grande del previsto. La storia degli scavi borbonici, i mosaici e le nuove scoperte a Pompei."
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date: "2026-10-19T21:12:45+00:00"
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#  La Villa di Cicerone a Pompei: nuove indagini rivelano una residenza più grande del previsto

![Mosaico della Consultazione della fattucchiera dalla Villa di Cicerone a Pompei, con figure riunite attorno a un tavolo](https://www.pompeionline.net/images/webp/villa-di-cicerone-mosaico-1200.webp "La Consultazione della fattucchiera – Villa di Cicerone a Pompei") *La Consultazione della fattucchiera, mosaico di Dioskourides di Samo proveniente dalla Villa di Cicerone a Pompei. Museo Archeologico Nazionale di Napoli.* Sotto una collina coltivata a vigneti e alberi da frutto, poco oltre Porta Ercolano, si nascondono i resti di una delle più importanti residenze dell'antica Pompei. È la cosiddetta **Villa di Cicerone**, celebre per gli affreschi e i mosaici scoperti nel Settecento, ma da allora rimasta quasi completamente sepolta. Una nuova indagine archeologica, condotta nel 2026 con tecnologie non invasive, ha individuato strutture molto più estese e meglio conservate di quanto si ritenesse. I risultati aprono nuove prospettive sulla storia della villa e permettono di ricostruire anche un capitolo poco conosciuto dei primi scavi di Pompei.

## Una villa famosa, ma mai appartenuta a Cicerone

Il nome della villa potrebbe trarre in inganno. **Non esistono prove che la residenza sia appartenuta a Marco Tullio Cicerone**, il celebre oratore e uomo politico romano. Si tratta di una denominazione tradizionale, rimasta in uso fin dalle prime esplorazioni.

La villa sorgeva nel settore suburbano nord-occidentale di Pompei, fuori dalle mura cittadine, in una zona occupata da grandi proprietà residenziali. Nelle vicinanze si trovavano anche la [Villa di Diomede](https://www.pompeionline.net/area-suburbana/pompei-villa-di-diomede), la [Villa dei Misteri](https://www.pompeionline.net/area-suburbana/villa-dei-misteri) e la Villa delle Colonne a Mosaico.

Queste residenze erano progettate per sfruttare la posizione panoramica e la disponibilità di grandi terreni. Nell'antichità il paesaggio era diverso da quello attuale e dalle terrazze delle ville si poteva osservare la pianura circostante fino al Golfo di Napoli.

La Villa di Cicerone doveva essere un complesso particolarmente articolato. La planimetria realizzata nel 1778 dall'architetto Francesco La Vega mostra **due grandi terrazze poste a quote differenti**. Su quella superiore si disponevano gli ambienti residenziali, organizzati intorno a un ampio peristilio, un cortile circondato da colonne. Al livello inferiore si sviluppavano un lungo criptoportico, cioè un corridoio coperto, e altri ambienti la cui funzione non è ancora del tutto chiarita.

Alle sale decorate e destinate alla vita dei proprietari si affiancavano probabilmente spazi di servizio e attività produttive. L'architettura combinava così le esigenze pratiche di una grande proprietà con quelle di una residenza aristocratica.

## Gli scavi borbonici e la villa scomparsa

La storia moderna dell'edificio comincia nel **1748-1749**, proprio negli anni delle prime esplorazioni sistematiche di Pompei. I lavori furono inizialmente interrotti anche a causa della presenza di gas vulcanici nocivi, pericolosi per gli scavatori.

Le ricerche ripresero nel 1763 sotto Francesco La Vega e proseguirono, con numerose interruzioni, fino al 1778-1779.

All'epoca l'obiettivo principale degli scavi era recuperare oggetti d'arte, sculture, mosaici e pitture destinati alle collezioni reali. Per raggiungere gli ambienti antichi si aprivano grandi fosse, trincee e cunicoli, senza mettere necessariamente in luce l'intero edificio.

Anche la Villa di Cicerone fu esplorata con questi metodi. Dopo aver prelevato le decorazioni ritenute più preziose, gli scavatori ricoprirono nuovamente le strutture e il terreno tornò ai precedenti utilizzi.

La villa scomparve così dal paesaggio visibile di Pompei.

Fortunatamente, gli esploratori lasciarono una documentazione piuttosto dettagliata: diari, annotazioni e planimetrie che consentono ancora oggi di riconoscere diversi ambienti e di risalire alla provenienza di numerose opere.

## Gli affreschi e i mosaici che conquistarono l'Europa

Malgrado il successivo reinterro, la Villa di Cicerone ebbe un'influenza straordinaria sulla storia dell'arte europea.

Tra le opere più celebri provenienti dall'edificio figurano pitture con **figure femminili danzanti, menadi, satiri, centauri e amorini**, caratterizzate dalla leggerezza dei movimenti e dalla raffinatezza dell'esecuzione.

Queste immagini affascinarono Johann Joachim Winckelmann, uno dei fondatori della moderna storia dell'arte antica, che visitò gli scavi nel 1764.

Riprodotte nelle incisioni delle *Antichità di Ercolano Esposte*, le decorazioni contribuirono alla diffusione del gusto neoclassico. I motivi ispirati alla villa furono ripresi in mobili, ceramiche, porcellane, tessuti e decorazioni d'interni, diventando parte del linguaggio artistico europeo tra Settecento e Ottocento.

Ancora più sorprendente è la storia di due piccoli mosaici, oggi conservati nel **Museo Archeologico Nazionale di Napoli**.

Il primo, noto come **I musici ambulanti**, raffigura una vivace scena con suonatori di strumenti musicali e personaggi ispirati al teatro greco. Il secondo, chiamato **La consultazione della fattucchiera**, rappresenta alcune figure femminili riunite intorno a un tavolino, in una scena che richiama anch'essa il mondo teatrale.

Entrambi furono realizzati con tessere minuscole, secondo una tecnica capace di ottenere sfumature ed effetti molto simili alla pittura. Portano inoltre la firma in greco di **Dioskourides di Samo**, un artista la cui abilità rende questi mosaici particolarmente importanti.

Le schede del Museo di Napoli permettono di aggiungere un dettaglio significativo: i due mosaici provenivano da un grande ambiente di passaggio situato nella parte più lussuosa della villa, dove erano inseriti in una pavimentazione decorata.

Il mosaico della Fattucchiera venne scoperto l'8 maggio 1764, proprio alla presenza di Winckelmann.

Queste opere sono richiamate anche in un altro studio dell'[E-Journal degli Scavi di Pompei, pubblicato nel marzo 2026](https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/mosaici-di-produzione-laziale-tra-campania-e-marche-il-caso-di-un-emblema-con-scena-erotica-recuperato-in-germania-e-consegnato-al-parco-archeologico-di-pompei/), dedicato alla produzione e alla circolazione degli antichi mosaici figurati.

## Cosa hanno scoperto le nuove indagini

La svolta più recente arriva grazie al **Villa of Cicero Project**, un progetto di ricerca internazionale al quale partecipano studiosi di diverse università statunitensi in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei.

Nel giugno 2026 è stata completata una prima campagna di indagini geofisiche condotte senza rimuovere il terreno sovrastante.

I ricercatori hanno utilizzato il **georadar**, capace di individuare strutture sepolte attraverso onde elettromagnetiche, la tomografia di resistività elettrica, la magnetometria e il sistema LiDAR per rilevare con precisione la superficie del terreno.

I risultati, illustrati nello studio [*Preliminary Results of an Integrated Geophysical Survey at the Villa of Cicero*](https://pompeiisites.org/wp-content/uploads/E-Journal_10_2026.pdf), sono particolarmente incoraggianti.

Le immagini del sottosuolo coincidono in larga misura con la planimetria settecentesca di La Vega, confermando la posizione del nucleo residenziale, del criptoportico e di numerosi ambienti.

**Alcune murature sembrano trovarsi appena 50 centimetri sotto l'attuale superficie**, mentre i segnali registrati a profondità maggiori indicano la presenza di altre strutture ancora conservate.

È un risultato significativo, perché inizialmente gli studiosi temevano che le lunghe interruzioni degli scavi borbonici e i successivi reinterri avessero compromesso buona parte dell'edificio.

Le indagini suggeriscono invece che importanti settori della villa siano sopravvissuti in condizioni migliori del previsto.

Le ricostruzioni mostrano inoltre un'articolazione complessa di stanze, cortili, porticati e spazi aperti. In un settore interpretato come giardino, un'anomalia circolare potrebbe persino indicare la presenza di una fontana, ma saranno necessari ulteriori accertamenti.

## Una villa ancora più grande? Le nuove ipotesi

Uno degli aspetti più interessanti riguarda l'effettiva estensione del complesso.

Le rilevazioni hanno individuato strutture che non erano state esplorate, o che erano state soltanto parzialmente documentate, nel Settecento.

La Villa di Cicerone potrebbe dunque essere stata **più grande e monumentale di quanto suggerissero le conoscenze precedenti**, forse paragonabile per importanza alle grandi residenze suburbane della zona.

Un'ulteriore possibilità emerge dalle indagini condotte nel settore occidentale del pianoro, verso la Villa di Diomede. Qui sono state riconosciute tracce regolari che potrebbero appartenere ad altri edifici, finora sconosciuti.

Secondo i ricercatori, **non si può escludere nemmeno la presenza di un'altra villa** tra quella di Cicerone e quella di Diomede.

Si tratta, per il momento, di un'ipotesi: i dati geofisici permettono di riconoscere forme e discontinuità nel terreno, ma non sempre di stabilire con certezza la natura e la datazione delle strutture.

Questa parte delle ricerche assume comunque particolare interesse se confrontata con un precedente [studio dell'E-Journal dedicato alla Villa dei Misteri](https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/villa-dei-misteri-lavori-di-scavo-e-sistemazione-del-fronte-nord-ovest-della-villa/), pubblicato nel settembre 2025.

Lo studio prende in esame anche l'antica **Via Superior**, un tracciato viario rispetto al quale erano orientate diverse ville suburbane. La disposizione degli edifici testimonia una lunga storia di trasformazioni del territorio, precedente alla sistemazione della viabilità più recente.

## Il valore nascosto degli scavi settecenteschi

Le nuove indagini non servono soltanto a ricostruire l'aspetto originario della villa romana.

Un secondo obiettivo è comprendere come lavoravano gli archeologi al servizio della monarchia borbonica.

Il terreno utilizzato per riempire gli ambienti dopo gli scavi costituisce oggi una preziosa testimonianza. Al suo interno potrebbero essersi conservate le tracce dei cunicoli, delle trincee, dei crolli e dei materiali che gli scavatori decisero di lasciare sul posto.

Confrontando questi elementi con i diari e le mappe dell'epoca sarà possibile capire meglio quali parti della villa furono esplorate, quali oggetti vennero recuperati e quali testimonianze furono invece trascurate.

È proprio questo aspetto a rendere il sito particolarmente importante: **la Villa di Cicerone conserva le tracce di due storie archeologiche differenti**, quella della residenza romana e quella della sua riscoperta nel Settecento.

## Il futuro della Villa di Cicerone

La prima fase del progetto ha già fornito le basi per una ricostruzione digitale tridimensionale dell'edificio.

L'obiettivo è riunire virtualmente le strutture architettoniche, gli affreschi e i mosaici oggi conservati nei musei, restituendo alle decorazioni il contesto originario.

Potrebbe così diventare possibile comprendere non soltanto l'aspetto delle singole opere, ma anche il modo in cui gli antichi abitanti e i loro ospiti le osservavano attraversando sale, corridoi e giardini.

Per quanto riguarda eventuali nuovi scavi, gli studiosi propongono interventi mirati, limitati alle aree capaci di fornire le informazioni più significative, evitando di esporre inutilmente strutture fragili agli agenti atmosferici.

**La Villa di Cicerone resta attualmente sepolta e non costituisce un nuovo percorso di visita aperto al pubblico.** Chi desidera conoscere le opere provenienti dall'edificio può però ritrovarne alcune nella [collezione dei mosaici del Museo Archeologico Nazionale di Napoli](https://www.museoarcheologiconapoli.it/portfolio-item/mosaici/).

Dopo oltre due secoli di oblio, le ricerche restituiscono alla villa un ruolo centrale nella conoscenza della Pompei antica. E mostrano come anche sotto terreni apparentemente privi di resti visibili possano conservarsi testimonianze fondamentali per ricostruire la storia della città.

*La ricerca è stata presentata dal Parco Archeologico di Pompei e pubblicata nell'E-Journal degli Scavi di Pompei, volume 2026.10.*

 Dettagli  Scritto da Pompei Online  Disponibile anche in: [![English (UK)](https://www.pompeionline.net/media/mod_languages/images/en.gif "English (UK)")](https://www.pompeionline.net/en/news/861-pompeiis-villa-of-cicero-new-research-reveals-a-much-larger-roman-residence) Ultima modifica: 19 Ottobre 2026

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