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title: "Pompei dopo il 79 d.C.: nuove scoperte fino al Rinascimento - Pompei Online"
description: "Nuove scoperte nell’Insula Meridionalis rivelano che alcune aree di Pompei furono frequentate dopo il 79 d.C. e ancora tra XV e XVI secolo."
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date: "2026-08-22T15:35:25+00:00"
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#  Pompei dopo il 79 d.C.: nuove tracce di vita fino al Rinascimento

 ![Ricostruzione dell’Insula Meridionalis di Pompei riutilizzata dopo l’eruzione del 79 d.C.](https://www.pompeionline.net/images/webp/pompei-dopo-79-insula-meridionalis-1200.webp "Pompei dopo il 79 d.C. – Insula Meridionalis") *Ricostruzione illustrativa degli ambienti dell’Insula Meridionalis riutilizzati in epoca tardoantica, con forni, focolari e spazi per le attività quotidiane.* Pompei non terminò completamente la propria storia con l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nuove indagini archeologiche nell’**Insula Meridionalis**, il grande settore che occupa il fronte meridionale della città antica, stanno restituendo tracce di una frequentazione proseguita molti secoli dopo la catastrofe.

Focolari, un forno per il pane, una macina per cereali, strutture lignee e ceramiche testimoniano il riutilizzo di alcuni ambienti tra il **III e la metà del V secolo d.C.**. Ma le scoperte più sorprendenti arrivano da reperti databili al **XV e XVI secolo**, che indicano la presenza di persone nell’area di Pompei anche durante il Rinascimento, molto prima dell’inizio degli scavi borbonici del 1748.

Le nuove evidenze sono presentate nell’e-Journal degli Scavi di Pompei dal titolo *Pompei oltre il 79 d.C. Nuove evidenze dall’Insula Meridionalis, tra tarda antichità e Rinascimento*.

## L’Insula Meridionalis dopo l’eruzione

Le ricerche fanno parte del progetto di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis, avviato nel settembre 2023.

Particolarmente importanti sono le indagini nella **Casa dei Mosaici Geometrici**, dove gli archeologi hanno individuato numerose testimonianze del riutilizzo degli ambienti dopo l’eruzione.

Gli spazi che un tempo facevano parte di una ricca domus romana persero progressivamente la loro funzione originaria e furono adattati a esigenze molto più pratiche.

Le tracce archeologiche indicano infatti attività legate alla **preparazione del cibo, alla cottura del pane, alla lavorazione dei cereali e alla conservazione delle derrate alimentari**.

Le sistemazioni furono spesso realizzate utilizzando materiali recuperati dagli edifici più antichi.

## Una nuova vita tra le rovine di Pompei

In alcuni ambienti sono state individuate buche destinate a sostenere pali e strutture in legno, probabilmente utilizzate anche come scaffalature.

In un altro settore gli archeologi hanno scoperto un **bancone in muratura collegato a un focolare semicircolare**, costruito utilizzando laterizi e pietre che mostrano evidenti tracce di combustione.

Attorno al focolare sono stati trovati frammenti di recipienti utilizzati per cucinare, insieme a ceramiche che permettono di collocare questa fase nella seconda metà del IV secolo d.C.

Un elemento particolarmente significativo è una **moneta in bronzo dell’imperatore Valente**, che regnò tra il 364 e il 378 d.C.

Gli antichi pavimenti furono inoltre riparati e adattati alle nuove necessità. Mattoni recuperati da altre strutture, malta, pilastri costruiti con blocchi di marmo e parti di colonne mostrano come gli abitanti utilizzassero ciò che era ancora disponibile tra le rovine della città.

## Un forno per il pane costruito in un’antica cisterna

Una delle scoperte più interessanti riguarda un piccolo **forno domestico per il pane** individuato in un ambiente della Casa dei Mosaici Geometrici.

Il forno fu realizzato all’interno di una cisterna romana che aveva ormai perso la propria funzione originaria.

La struttura, costruita con materiali di recupero, aveva una camera di cottura circolare e un piano formato da grandi mattoni. Gli strati archeologici indicano un utilizzo iniziato tra la fine del III e il IV secolo e proseguito fino al pieno V secolo d.C.

Nelle immediate vicinanze sono stati individuati anche **tre focolari e un secondo piccolo forno scavato nel terreno**.

Secondo gli archeologi, l’insieme di queste strutture suggerisce la presenza di una vera e propria zona destinata alla preparazione degli alimenti e alla cottura del pane, forse collegata a una **piccola attività produttiva di comunità**.

## A Pompei si continuavano a macinare i cereali

Un'altra testimonianza della vita quotidiana dopo l’eruzione è stata individuata a un livello inferiore.

Qui è stato trovato un piano di frequentazione databile tra il IV e il V secolo d.C. insieme ai resti di una **macina manuale in pietra lavica**.

Il ritrovamento suggerisce che in questo settore venissero svolte attività legate alla macinazione dei cereali.

Sono emersi anche oggetti molto più piccoli ma altrettanto interessanti. Tra questi figura un **fuso in osso lavorato**, che potrebbe essere collegato alla filatura della lana e quindi ad attività domestiche svolte negli ambienti rioccupati.

## Dalle ricche domus a spazi più semplici e funzionali

Le nuove scoperte mostrano una Pompei profondamente diversa da quella precedente al 79 d.C.

Gli ambienti inferiori delle grandi abitazioni affacciate sul fronte meridionale della città, rimasti in condizioni sufficientemente buone, furono progressivamente recuperati.

Non erano più le eleganti residenze dell’età romana imperiale, ma luoghi adattati a una vita più semplice e pratica.

Forni, focolari, spazi per conservare alimenti, strutture in legno e aree di lavoro mostrano, secondo gli studiosi, una presenza **stanziale e non semplicemente occasionale**, con funzioni domestiche e artigianali.

Anche la cenere e i lapilli dell’eruzione non furono sempre completamente rimossi: in alcuni casi vennero modellati e sistemati per creare nuove superfici sulle quali continuare a vivere.

## Una scoperta ancora più sorprendente: Pompei nel Rinascimento

Le ricerche nell’Insula Meridionalis hanno però spinto ancora più avanti nel tempo la storia della frequentazione di Pompei.

Nella zona definita dagli archeologi **“Area in abbandono”**, situata nel settore occidentale dell’Insula Meridionalis, sono state individuate tracce databili tra il **XV e il XVI secolo**.

L’area si trova immediatamente a sud della Basilica, tra il Tempio di Venere e i complessi della Casa di Championnet e della Casa dei Mosaici Geometrici.

In uno degli ambienti gli archeologi hanno trovato un piano in terra sul quale era stato deposto un piccolo recipiente in ceramica.

## Un recipiente del Quattrocento tra le rovine di Pompei

Il reperto è un **catino in ceramica interamente conservato**, con un diametro di circa 20 centimetri.

La superficie interna è rivestita di smalto bianco e presenta una decorazione verde: una linea corre sotto l’orlo mentre sul fondo compare un motivo ondulato.

Il confronto con altre ceramiche rinvenute in Campania permette di attribuire il recipiente a una **produzione locale del XV secolo**.

In un ambiente vicino sono stati trovati altri frammenti ceramici databili tra il XV e il XVI secolo, tra cui parti di recipienti invetriati.

Gli archeologi hanno inoltre riconosciuto solchi e numerose buche per pali che potrebbero indicare l'esistenza di una **struttura lignea**, forse una sorta di tavolato.

Un’apertura praticata nella parete potrebbe invece essere stata utilizzata per far entrare aria e luce nell’ambiente.

## Cosa accadeva a Pompei nel Quattrocento?

Su questo punto gli studiosi invitano alla prudenza.

Le testimonianze rinascimentali sono state individuate soltanto in due ambienti nei quali la stratigrafia antica è riuscita a sopravvivere agli scavi effettuati nei secoli successivi.

Per questo motivo, almeno per ora, **non è possibile stabilire con certezza quale fosse il tipo di occupazione né quanto fosse estesa**.

I reperti dimostrano però che una parte del fronte meridionale della città venne frequentata per un certo periodo anche tra XV e XVI secolo.

È un dato importante perché colloca la presenza umana nell'area di Pompei molto prima delle esplorazioni archeologiche sistematiche avviate dai Borbone nel 1748.

## Pompei fu davvero dimenticata dopo il 79 d.C.?

È proprio questa la domanda più affascinante sollevata dallo studio.

L'immagine tradizionale di Pompei è quella di una città distrutta nel 79 d.C., scomparsa sotto i materiali vulcanici e rimasta dimenticata fino alla sua riscoperta settecentesca.

Le nuove indagini invitano invece a considerare una storia più complessa.

Dopo l’eruzione la città perse rapidamente la propria identità urbana, ma alcune delle sue strutture continuarono a essere riconoscibili e utilizzabili.

Le ricerche nell’Insula Meridionalis indicano una **frequentazione discontinua ma persistente**, con persone che in periodi differenti tornarono a utilizzare gli spazi sopravvissuti.

Nel corso della tarda antichità alcuni ambienti diventarono luoghi nei quali abitare, cucinare, produrre pane, macinare cereali e conservare prodotti.

Molti secoli più tardi, durante il Rinascimento, qualcuno continuava ancora a entrare e a utilizzare almeno una parte di quelle rovine.

## Le rovine di Pompei nel paesaggio rinascimentale

Lo studio dedica particolare attenzione anche al modo in cui, durante il Rinascimento, stava cambiando il rapporto con le testimonianze dell’antichità.

Nel Quattrocento monumenti, iscrizioni e rovine del mondo romano iniziarono a suscitare un interesse crescente tra artisti, letterati ed eruditi.

Gli autori sottolineano tuttavia che questa nuova sensibilità culturale non deve essere automaticamente collegata alle persone che frequentavano materialmente le rovine di Pompei.

Contadini, pastori e comunità rurali potevano muoversi tra strutture antiche ancora visibili per ragioni molto più concrete, recuperando materiali o utilizzando gli spazi disponibili.

Le ceramiche ritrovate nell’Insula Meridionalis assumono quindi un significato particolare: sono piccoli oggetti della vita quotidiana che testimoniano come Pompei, anche nel pieno Rinascimento, non fosse necessariamente un luogo totalmente cancellato dalla memoria e dal paesaggio.

## Una storia di Pompei lunga molti secoli

Le nuove ricerche cambiano soprattutto la prospettiva con cui possiamo osservare il sito archeologico.

Pompei non racconta soltanto la città romana prima dell’eruzione e il drammatico giorno del 79 d.C.

Le sue rovine conservano anche le tracce di chi **tornò a vivere, lavorare o semplicemente frequentare quei luoghi nei secoli successivi**.

Dal forno per il pane della tarda antichità alle ceramiche del Quattrocento e del Cinquecento, l’Insula Meridionalis aggiunge così nuovi capitoli alla storia di Pompei.

Una storia che non termina improvvisamente sotto la cenere del Vesuvio, ma continua, in maniera frammentaria e sorprendente, attraverso molti secoli.

### Fonte

Luca Borsa, Giorgio Motisi, Gloria Ortino, Luca Salvatori, Gabriel Zuchtriegel, *Pompei oltre il 79 d.C. Nuove evidenze dall’Insula Meridionalis, tra tarda antichità e Rinascimento*, **e-[Journal degli Scavi di Pompei,](https://pompeiisites.org/wp-content/uploads/Pompei-oltre-il-79-dC-Nuove-evidenze-dall-Insula-Meridionalis-tra-tarda-antichita-e-Rinascimento.pdf) 2026.09**, Parco Archeologico di Pompei, 21 agosto 2026.

   Dettagli   Scritto da Pompei Online   Disponibile anche in: [![English (UK)](https://www.pompeionline.net/media/mod_languages/images/en.gif "English (UK)")](https://www.pompeionline.net/en/news/556-pompeii-after-ad-79-new-evidence-of-life-until-the-renaissance)    Ultima modifica: 22 Agosto 2026

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