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Architetti e direttori dei lavori, nonché
disegnatori delle campane, portale ed angeli, furono Aristide e
Pio Leonori di Roma.
La costruzione fu affidata alla ditta dell'ing. Raffaele Paris
di Roma.
Per problemi connessi alla consistenza del terreno si ricorse a
fondazioni su pali di cemento armato, spinti fino alla
profondità di 20 metri.
La struttura fuori terra è, all'esterno, di granito grigio ed
elementi di marmo bianco; all'interno di mattoni pressati.
Un'armatura metallica a castello sostiene una scala di ferro di
360 scalini su 36 rampe e porta un capace ascensore per ammirare
dall'alto la Valle, gli Scavi e il Golfo di Napoli.
Lo stile è il ricco corinzio ed il composito. Cinque ordini
architettonici rastremati dal baso verso l'alto, raccordati da
colonne lucidate a specchio.
La porta frontale è di bronzo e reca in altorilievo la scena
dell'apparizione del S. Cuore di Gesù a S. Margherita Maria
Alacoque. La fusione in bronzo fu affidata
all'argentiere-bronzista Camillo Brugio di Roma; mentre il
portale in legno è opera della ditta Adriano Nardi di Roma.
Sui piedistalli del terzo ordine, si stagliano quattro grandi
angeli trombettieri in bronzo. Il prof. Carlo De Veroli di
Carrara ne modellò i disegni e la fusione in bronzo fu
realizzata dalla ditta Chiurazzi di Napoli. Nella grande
nicchia, al centro del quarto ordine, è collocata la statua in
marmo di Carrara del Sacro Cuore di Gesù, alta 6 metri e del
peso di 180 quintali, opera del cav. Giacomo Zilocchi di
Pietrasanta.
Il monumento è coronato da una cupola in bronzo, sormontata da
una croce gemmata in rame e bronzo, alta 6 metri, benedetta da
Pio XI, prima del trasporto a Pompei.
L'altezza complessiva è di 80 metri.
La prima pietra fu posta il 12 maggio del 1912 e l'inaugurazione
avvenne il 24 maggio 1925, officiante il cardinale Augusto Silj.
Nel campanile trovano posto 8 campane del peso complessivo di
171 quintali. Per il bronzo occorrente vennero impiegati 100
quintali di cannoni di guerra cui si aggiunsero 50 quintali di
rame elettrolitico e parti proporzionali di stagno. La fonderia,
con i relativi forni, con tutte le provviste di materiale, fu
impiantata nei locali della proprietà Falanga in via Sacra in
Pompei, dalla ditta Pasquale Marinelli e figlio Armando di
Agnone (Campobasso).
Delicati lavori di restauro e consolidamento furono eseguiti dal
1986 al 1988, a seguito dei danni subìti dal terremoto del 1980.
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ROSARIUM
VIRGINIS MARIAE
Lettera Apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II sul
Santo Rosario
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