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Terme Stabiane

Terme Stabiane

Quello delle terme è senza dubbio l’edificio più antico di Pompei. Le fasi di costruzione che si sono susseguite sono diverse: quella iniziale risale probabilmente al IV secolo a. C..e portò alla costruzione della palestra con base a trapezio. In nome odierno di Terme Stabiane è stato attribuito alla struttura dalla Via di Stabia che corre adiacente la struttura sul lato est.

La struttura portante risale probabilmente al II secolo a. C., quando la città di Pompei vide un fortissimo rinnovamento che portò alla costruzione di molti altri edifici. Un’iscrizione ci testimonia che nell’80 a. C. le terme erano in piena funzione e verosimilmente con l’aspetto definitivo.

“I duoviri con potere giurisdizionale Caius Uulius, figlio di Caius e Publius Aninius, figlio di Caius, appaltarono per decreto dei decurioni la costruzione del sudatorio e del destrictario e la ricostruzione dei portici e della palestra; con quel danaro che, per legge, essi erano destinati a vincolare per i giochi o per un monumento, fecero costruire ed essi collaudarono”.

Si entra nella struttura dal lato meridionale tramite una porta che affaccia su Via dell’Abbondanza. Appena entrati, superato un piccolo vano, si giunge nel cortile circondato da tre lati di colonne che vennero purtroppo pesantemente stuccate dopo il terremoto del 62 d. C. Le colonne originarie dovevano essere molto più snelle ed eleganti rispetto a quelle che si possono osservare ora. Il grande cortile era destinato a palestra e sono annessi dei piccoli bagni sul lato nord. E’ possibile che solo in un secondo momento si decise di annettere le terme alla struttura. Nel mezzo del lato occidentale troviamo la piscina separata dal resto del cortile da un basso muretto. Due vasche più piccole limitrofe venivano usate dagli atleti per lavarsi prima di entrare in piscina. Sulle pareti scene di giardino affrescate rendono l’ambiente molto gradevole. Il vano vicino è di uso discusso: probabilmente veniva usato come spogliatoio. Anche il muro divisorio venne pesantemente stuccato con i lavori del 62 a. C.

Le decorazioni sono in quarto stile: ne ricordiamo una di Giove seduto con scettro e aquila e un altro con Ercole, Hylas e le ninfe oltre che l’immancabile Dedalo nell’atto di forgiare le ali per suo figlio Icaro e per sé. Il vero e proprio centro termale si trova sul lato orientale e presenta una divisione: la zona maschile occupa tutta la parte sud, quella femminile la parte nord. Non c’è nessun passaggio che collega le due zone. La zona con le caldaie per motivi di comodità si trovava al confine tra i due ambienti in modo che potesse servire entrambi.

Dal portico si accede all’ala maschile in cui è stato ritrovato un orologio solare molto antico. Si accede ad un’altra piscina con cupola ad imitazione del cielo. Questa sala era il frigidarium destinato quindi ai bagni freddi anche se in origine doveva essere stato tramite appositi bracieri il vano dell’aria calda e secca. Alle spalle di questa sala si trova invece il caldarium. Ritornando verso l’ingresso incontriamo lo spogliatoio estremamente curato con decorazioni in quarto stile.

Purtroppo i lavori di ristrutturazione in questa zona erano in pieno svolgimento quando avvenne l’eruzione che ne impedì per sempre il completamento. La situazione peggiore riguarda il tepidarium e il caldarium. Le cattive condizioni della struttura ci permettono però di osservare attentamente il sistema di riscaldamento che passava sotto il pavimento e dietro le pareti.

L’ala femminile in origine non aveva alcuna porta d’accesso alla palestra dal momento che questa era usata solamente dagli uomini. Le donne arrivavano tramite un corridoio allo spogliatoio che di quest’ala delle terme è la stanza che si è meglio conservata nella sua semplicità. Nel bagno femminile non era previsto un frigidarium che venne quindi aggiunto in epoca molto tarda con un bacino di acqua fredda. Sia il tepidarium che il caldarium in quest’ala hanno funzionamento identico all’ala maschile.

 

Una stanza era stata riservata per il sovrintendente delle terme: questo vano è estremamente elegante e apre sulla palestra. Un’altra stanza fungeva probabilmente da sferisterio ovvero veniva usato per i giochi che si effettuavano con la palla. Un lungo corridoio si apre su tanti piccoli vani: erano forse destinati ai bagni singoli che a dire la verità erano estremamente rari per quell’epoca. Infatti dopo quelle di Olimpia in Grecia, quelle di Pompei sono l’esempio più antico di questo genere di terme in Italia.

Ottimi in queste terme sono gli impianti, sia di conduttura che di riscaldamento; ottimo anche l’impianto di spurgo della latrina. Il ritrovamento di una tomba ipogea ha fatto pensare che tutta la zona prima dell’espansione della città e della decisione di costruirvi l’impianto termale era una zona dove venivano svolte sepolture che solo in un secondo momento venne destinata alla costruzione.

Autore: Giovanni Lattanzi - pubblicato in data 16 marzo 2010 - Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://www.antika.it/001985_pompei-terme-stabiane.html

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