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Scavi di Pompei, operazione decoro.

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È partito il primo piano di riqualificazione e di arredo urbano nella città antica, un investimento di oltre 400 mila euro voluto dal Commissario delegato per l'emergenza all'area archeologica, Marcello Fiori, che sta cambiando il volto del sito e che è già sotto gli occhi dei visitatori (in netta crescita con un più 11 per cento rispetto al 2009): rimosse le reti di plastica arancione che facevano scempio del paesaggio delle rovine, cordoni e paletti usurati da tempo immemorabile, centinaia di metri di recinzioni di legno ammalorato e cancelli fatiscenti, si sta provvedendo gradualmente all'installazione di nuovi elementi rispondenti ad una moderna logica di identità visiva e alle esigenze dei visitatori con l'inserimento di paline informative e servizi. Un intervento significativo, che dovrebbe concludersi entro l’estate, riguarda un servizio essenziale come la segnaletica: una carenza storica di Pompei, basti pensare che l'ultimo limitato intervento fu effettuato più di dieci anni fa e che in molte importanti domus erano presenti istallazioni che non rispondevano a nessun criterio informativo ne’ tantomeno di protezione. In alcuni casi come quello del Termpolio, che dopo il recente restauro è divenuta una delle mete più amata dai turisti, si è provveduto ad una vera e propria musealizzazione del sito, con l'apposizione di pannelli trasparenti e assolutamente non invasivi. Segnaletica ad hoc è stata creata anche per i percorsi Bike, itinerario ciclo pedonale lungo le mura, e Friendly, il percorso facilitato per visitatori con ridotte capacità motorie.
“Si è trattato di interventi fondamentali per il decoro e la vivibilità del sito – spiega Fiori -. Oltretutto ci siamo chiesti perché la visita nell’area archeologica dovesse essere scomoda e disagevole. La nuova identità visiva, riassunta nel claim PompeiViva, ha lo scopo di facilitare l'orientamento e la qualità dei percorsi eliminando ogni tipo di inquinamento paesaggistico. Per la prima volta all'interno dei fondi utilizzati per la tutela e la valorizzazione sono stati destinati due milioni di euro alla manutenzione ordinaria del sito”. Rispetto allo stesso periodo del 2009 i visitatori sono stati 806.272 (lo scorso anno furono, 725.071), una crescita che riguarda anche il totale delle presenze dei cinque siti vesuviani che hanno già superato il milione di biglietti staccati (più 8,36 rispetto al 2009) .

fonte dati: IL VELINO

 
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Riaprirà stabilmente al pubblico, dopo i recenti restauri, le Terme Stabiane e,per la prima volta, sarà visitabile  anche la sezione femminile.
Si tratta dell’edificio termale più antico della città (II sec. a.C.), costruito su un impianto precedente del IV-III secolo a. C; è suddiviso in Terme maschili e femminili e presenta la classica ripartizione  in frigidarium (sala con vasca per il bagno freddo), apodyterium (spogliatoio), tepidarium (sala tiepida), calidarium (sala per il bagno caldo) e fornaci (per produrre calore).
Nell’ingresso e nella palestra si conservano raffinate decorazioni in stucco policromo, con soggetti figurati e mitologici di ’quarto stile’. Lo stucco, fatto di calce e calcite, era particolarmente indicato in questi ambienti per la sua caratteristica resistenza all’umidità.  Ad ovest  della palestra centrale porticata  era la natatio ( la piscina esterna).
La cura per il corpo era per gli antichi romani di fondamentale importanza, ma le terme rappresentavano soprattutto  una occasione di vita sociale. Si andava alle terme non solo per fare il bagno, ma anche per incontrare amici, conversare, cercare appoggi politici. Gli stabilimenti offrivano bagni caldi, piscine, saune, palestre e spazi porticati, locali per il massaggio e la toeletta.

Fonte: SAP